DUCATI XDIAVEL V4
Categoria: Le nostre prove

La moto si sceglie di pancia, lo dico da sempre, e alcune moto più di altre vanno a colpire proprio li nel profondo, alimentando le “farfalle” nello stomaco o per taluni l’esatto contrario.

L’ “oggetto”  di cui sto per parlarvi rientra un po’in quella categoria li, che a prima vista ti chiedi “perché dovrei mettermela in garage?”. Ad osservarla, li da ferma splendente nel suo vestito rubino la giudichi sull’immagine (de gustibus), ma non ti figuri di certo cosa accade se poi ci sali in sella.

 

Possiamo anche dirci chiaramente che questa XDiavel V4 è così particolare che potresti anche essere tradito dal tuo giudizio affrettato e magari non vorresti nemmeno provarla. E sarebbe un errore grande. La XDiavel è incredibilmente a due facce, solo che qui non c’è il Diavolo e l’acqua santa, qui vince solo il Diavel, con sommo godimento di tutti i peccatori e delle finte anime candide. Ma andiamo per gradi.

ducati xdiavel v4

QUELLA “X” CHE FA LA DIFFERENZA

Ad un occhio poco attento e magari molto “avverso” a questo tipo di moto la Diavel e la XDiavel possono sembrare la stessa cosa. Ma di fatto non è così.

La Diavel V4 (clicca qui per il nostro test) sebbene non inquadrabile in una categoria specifica l’abbiamo definita “hypernaked” o “power cruiser” mentre la sorella “X” pur condividendo  parte della sostanza del progetto (ma di fatto le due moto in comune hanno motore e forcellone e poco altro) strizza l’occhio (pesantemente) al segmento cruiser, ma di quelle con gli attributi, tante sono potenza e arroganza che il motore V4 dispensa a piene mani. Pedane avanzate, posizione di guida tipica da cruiser vera, la XDiavel abbraccia di più lo stile “americano” senza tradire le sue radici ben piantate nella terra dei motori.

Attenzione però “U.S.A. style” qui non si traduce in musica country su lunghi rettilinei deserti e assolati, bensì in una sportività condita con adrenalina che mai avresti indovinato vedendola li poggiata sulla stampella laterale.  In tutta onestà alla prima partenza ho impiegato qualche metro a trovare le pedane, regolabili in tre posizioni, che nella mia mente “non erano al posto giusto” ovvero in centro, ma abbondantemente posizionate in avanti. E parlo di abbondanza anche complice il fatto che la mia statura è più verso il fantino italico piuttosto che vero lo stereotipo del biker stelle e strisce. Ma di questo ne parliamo tra un attimo.

Xdiavel v4

A BOLOGNA NON SI SCHERZA MAI…SU NIENTE

Dopo qualche giorno in sella arrivo ad una conclusione: la Ducati XDiavel V4 non è un puro esercizio di stile, non è l’ennesima declinazione pensata per sfruttare al massimo il V4 Granturismo, ma semmai è una identità forte e a se stante che si è guadagnata un posto ben preciso tra gli appassionati delle moto di Borgo Panigale.

Tutta la moto è incentrata (è proprio il caso di dirlo) sul propulsore che nella declinazione Gran Turismo è capace di erogare 168 cv e 12,7 Kgm di coppia rispettivamente a 10.750 e 7.500 giri. Una potenza di base impensabile, inconcepibile per una cruiser, tenuta a bada da un’elettronica derivata dal mondo SBK anzi proprio dalle sorelle più sportive della gamma.

Il V4 Granturismo, sebbene susciti ancora scandalo tra i puristi, è un motore a mio avviso eccezionale, che paradossalmente può essere adatto anche a chi non è un pilota, tanto è dolce ai bassi regimi, diventando una belva vera quando glielo si chiede. Dotato di albero motore controrotante per abbassare l’inerzia, è dotato anche di un sistema di spegnimento della bancata posteriore dei cilindri (due su quattro insomma) che sotto ad un determinato regime di giri consente di limitare i consumi e il calore trasmesso al sistema moto/pilota. Quando si supera una certa soglia (4.800 giri circa dalla seconda marcia in su) tutto si riattiva e credetemi non c’è bisogno di guardare il contagiri per capirlo. La voce del V4 diventa più rauca e riempie l’aria uscendo dal corto (ma impressionante) scarico laterale 4 in 4.

Quattro i riding mode disponibili: wet, Urban, sport e Touring, quest’ultimo a mio modesto parere è il più bello da sfruttare in ogni situazione; potenza piena ma erogazione educata che lascia muscoli delle braccia e tendini al loro posto.
Tutta la struttura è a “motore portante” con telaio front frame in alluminio cui è collegato l’avantreno. La Forcella anteriore completamente regolabile si presenta con steli da 50, mentre al posteriore troviamo un forcellone monobraccio in alluminio su cui lavora un “mono” anch’esso completamente regolabile.
Impressionate il “gommone” posteriore da 240/45 che montato su sul cerchio “a stella” che è inconfutabilmente uno dei perni del design della moto, piaccia o no!

Tutti questi muscoli sono più leggeri di quanto si pensi: 229 kg il peso a secco dichiarato, ben 4 kg in meno della "vecchia" XDiavel 1260. E sempre attingendo a piene mani dal "bagaglio" sportivo di Ducati anche l'impianto frenante è da riferimento con due dischi semiflottanti da330 mm all'anteriore con pinze Brembo Stylema monoblocco e pompa radiale, mentre al posteriore disco flottante Brembo da 265 mm con pinza flottante Brembo. Naturalmente il sistema è dotato di Conering ABS



Bellissimo il Dashboard da 6.9”, informazioni chiare, leggibili con anche la chicca degli indicatori di accelerazione in “g”, oltre che di potenza e coppia istantanei. Si certo roba da maniaci..ma vuoi mettere la differenza tra averli e …far finta che non siano interessanti? Ovviamente presente la connettività Bluetooth che permette la connessione al nostro smartphone e nel caso alla app Ducati dedicata che consente anche la navigazione satellitare.

MI SDRAIO...IN SELLA

Dell’inconsapevole stupore di non trovare le pedane “al centro” alla prima partenza ve ne ho già parlato, ma di fatto la posizione è proprio quella allungata (ma senza esagerare) da “moto da crociera”, con il sellone ampio, super imbottito e super comodo largo sulle terga ma rastremato verso il serbatoio per permettere un migliore appoggio a terra dei piedi. Stop e ripartenze necessitano qualche minuti di apprendistato per portare subito i piedi al punto giusto, ma l’automatismo è presto corretto. L’errata razionalità del miei pensieri mi porta a fantasticare sul fatto che la XDiavel sia difficile da far curvare e come sempre mi accade con i “ferri” di borgo Panigale resto stupito dell’esatto contrario. La “X” si infila in curva con inaspettata velocità e precisione, dichiarando così apertamente il suo DNA che poggia saldamente sulle fondamenta sportive del marchio.


Anche l’impressione di fa sfregare subito le pedane per terra è presto fugata, poiché che questo accada, almeno con il mio stile di guida, è estremamente difficile.  Niente sfrigolatura sull’asfalto quindi, ma qualcosa di bruciante resta, soprattutto per l’ego degli altri…e sto parlando delle partenze da fermo (complice anche la possibilità di utilizzare il Launch Control) e delle accelerazioni in generale. Il V4 sa il fatto suo e proietta avanti il sistema moto pilota con una progressione impressionate; per fortuna la sella del pilota ha una conformazione tale da offrire un appoggio per contrastare l’accelerazione, altrettanto non si può dire per il passeggero, quindi se volete evitare liti “in famiglia” procuratevi lo schienalino after-market detto anche “non perdo il passeggero”.

Andare a spasso con al XDiavel diventa così un esercizio di puro godimento, sia che tu scelga di far frullare il motore poco sopra il minimo, sia che tu gli chieda di essere tremendamente esplosivo. Per quelli un po’ corti di gamba come me la posizione ideale delle pedane, che ripeto sono regolabili in tre posizioni, è quella più vicina alla sella per non affaticare troppo i muscoli femorali, mentre ho trovato ideale la posizione di serie del manubrio, largo e rivolto vero il pilota al punto giusto. Il gran numero di pulsanti soprattutto sul blocchetto sinistro richiedono un minimo di studio per essere azionati senza continuare a posarci lo sguardo sopra, sguardo che per altro corre spesso allo spettacolare dashboard che offre un sacco in formazioni. Ovviamente la protezione aerodinamica è pressoché nulla, cosa che aiuta a capire anche quando la nostra patente sta per essere stracciata inducendoci (forse) a chiudere un po’ il gas.

ducati xdiavel v4

SI MA IL PREZZO…..

“a partire da…” è un concetto che già ti fa capire che aumentare la cifra con un po’ di optional è un attimo, comunque sia 28.900,00 euro è una bella cifra, mica paglia come si sul dire. Non do mai giudizi sui listini, ma in questo caso mi permetto di dire che se ti innamori della XDiavel V4 e metti mano al portafogli per portala a casa, sicuramente hai scelto un pezzo di design raffinato e senza troppi rivali. Se oltre all’immagine ci sommi  la sostanza di tutto quello che questa moto contiene dal motore alla ciclistica, dall’elettronica al sistema frenante, finanche al blasone che si porta dietro la cifra sembra meno "esagerata".
Che colore scegliere? Rosso rubino non ci sono dubbi.
Pochi giorni di test mi sono bastati per farmi trarre in tentazione dal Diavel….XDiavel

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Foto di Cristina Pertile 

Abbigliamento del test: Casco Caberg Drift Evo II - Giacca Clover AirJet 5 - Pantaloni Clover SYS-Plus ligth  - Guanti Clover Airtouch-2 - Scarpe Stylmartin Zed Air

GALLERY

 

 

 

 

 

 

 

 

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