Alla fine ho deciso: vi racconterò questa moto di “pancia” senza scrivere troppi tecnicismi (lo stretto necessario) ma seguendo le emozioni.
D’altra parte non voglio certo nascondere dietro un dito: la mia passione per le moto di Borgo Panigale nasce oltre 20 anni fa, così come non è un segreto che anelassi da tempo di fare un test della Ducati Multistrada V4 Pikes Peak.
Partiamo dal nome, poiché Pikes Peak fino a qualche anno fa era una località americana conosciuta da pochi appassionati di motori, nella fattispecie di gare in salita. Su quella vetta ormai mitica si correva un famosa gara in salita appunto, di nicchia ma ora conosciuta in tutto il mondo. E il motivo per cui questo nome è venuto alla ribalta per il grande pubblico è perché Ducati quella gara la vinse nel 2008 con una moto “teoricamente poco adatta” ad una gara del genere, ovvero una Multistrada. Per celebrare quella vittoria fu messa in commercio una versione speciale, con l’allora bicilindrico 1200. Allestimento speciale “Il” Pikes Peak che a Bologna hanno deciso di replicare anche sulla versione V4, e non si tratta di un mero esercizio di stile.

Personalmente la Multistrada V4S l’avevo già testata in un bellissimo viaggio che potete rileggere qui (https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/6776-ducati-multistrada-v4s-test-sulle-strade-della-sardegna.html ), ma morivo dalla voglia di saltare in sella alla Pikes Peak, che per inciso non è solo una MTS verniciata diversamente, posto che la colorazione rosso/bianco/nera di ispirazione derivata dalla Desmosedici GP21, mi piace tantissimo.

L’elemento distintivo più evidente? Beh la ruota anteriore da 17” in luogo della canonica da 19” montata sulla “serie normale”. Il diametro da 17, unito ad un inclinazione e del canotto di sterzo maggiore di 1° aumenta leggermente l’interasse, che tradotto vuol dire guida ancora più sportiva e “d’attacco”. Non che il sottoscritto passi il suo tempo in sella a fare il fenomeno, semmai l’esatto contrario, ma psicologicamente (si lo so sono da far curare) la ruota anteriore da 17” mi da molta più fiducia soprattutto negli inserimenti in curva un po’ troppo stile “corsaro nero”. Il motore rimane il V4 granturismo da 170 cv, ma con una elettronica dedicata, sparisce la mappa enduro e nasce la mappa “race” studiata per la pista, capace di regalare a chi ha un buon manico sensazioni davvero uniche. Non è il mio caso, mi accontento dell’adrenalina sparata direttamente nel sistema nervoso dal setting “sport”, ma per gli amanti dei cordoli c’è anche questa opzione.
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Ma “il meglio” in fatto di sportività non si limita a quanto già elencato, ma passa anche per cerchi Marchesini forgiati, più leggeri, sospensioni Ohlins semiattive derivate direttamente da Panigale e Street Fighter. Forcella con steli rovesciati da 48 regolabili così come regolabile è il mono posteriore. Semi-attive perché sia adattano alla guida del pilota, morbide se vuoi cazzeggiare, rigide se vuoi fare sul serio ed inizi a spingere. I freni sono degni di una superbike a manubrio altro, ovvero pinze Brembo Stylema (unione incredibile tra style & performance) a mordere due dischi anteriori da 330 mm per una frenata pazzesca. Il disco posteriore è da 265 mm che non si rivela potentissimo, ma che per il mio stile di guida è perfetto per correggere la traiettoria (al bisogno) in curva.

LE MIE EMOZIONI
La posizione in sella, è meno turistica rispetto alle sorelle “normali”, con le pedane leggermente arretrate e rialzate e il manubrio meno largo e meno curvo. Ma complice anche la mia statura di 170 cm tutta questa differenza dalla posizione di guida della Multistrada V4s, per esempio, io non lo percepita più di tanto. Chi mi conosce sa che la mia storia di Ducatista è legata la bicilindrico e al Desmo tanto che qualche “ferro” di Borgo Panigale in garage ce l'ho, ma devo confessare che ho apprezzato fin da subito il motore V4 per tutta una serie di motivi. Lo trovo davvero pazzesco, un motore che ti fa girare in qualsiasi situazione con un filo di gas, senza mai metterti in difficoltà, per trasformarsi “on demand” in una belva pronta a stracciare qualsiasi limite su strada oltre alla patente. Battute a parte il modo di esprimere la potenza del V4 è qualcosa di coinvolgente, come già avevo fatto notare nel test della Ducati Diavel V4 ( https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/8261-ducati-diavel-v4s-raffinata-ignoranza.html)

Guidare la Pikes Peak su strade di prima collina o tra i tornanti di un bel percorso di montagna è tra le esperienze che più mi sono goduto nella stagione 2024 e senza dover per forza esagerare. Si entra in curva con una precisione pazzesca, quasi la moto facesse tutto da sola, cosa non vera sia chiaro, ma la confidenza e la sicurezza che la PP sa infondere sono un valore aggiunto notevole. La livrea l’ho già detto sopra mi fa impazzire, con quell’eleganza "sborona" che tanto mi piace. Certo magari tanto sfoggio autoreferenziale vi trasformerà del bersaglio degli smanettoni della domenica che faranno di tutto per venirvi a cercare e sorpassare: puoi decidere con la testa e lasciarli andare, oppure chiudere la vena e dare filo da torcere, la Multistrada Pikes Peak non ti deluderà mai, posto che su strada la prudenza viene prima di tutto, ma ogni tanto l’educazione va insegnata anche agli altri no??? Tanto più che il gommone posteriore da 190 visto da dietro è ancora più bello. Ma ammettiamo che tu voglia questa moto solo perché ti piace punto e ci vuoi fare del turismo: bene basta montare due belle borse e il gioco è fatto. Per citare un titolo di un collega di almeno 20 anni fa avrai a tua disposizione due belle “valige veloci”, dannatamente veloci.

Stavo quasi per dimenticare il sound sprigionato dalla “Akra” montato sulla PP. Educato, omologato ma lo stesso coinvolgente soprattutto nel cambio di sound legato alla gestione delle bancate del motore. Anche su questa versione iper sportiva la gestione elettronica del propulsore “spegne” la bancata posteriore dei cilindri sotto un certo regime di giri, per scaldare meno e consumare meno. Quando si passa quel limite e il V4 lavora a pieno ecco che anche il suono dello scarico cambia e diventa più rauco ed entusiasmante.

Nel mio garage ideale la Ducati Multistrada V4 Pikes Peak avrebbe il posto d’onore, da usare se possibile tutti i giorni anche in giacca e cravatta se necessario. La protezione aerodinamica offerta dalla sovrastruttura del serbatoio è eccellente, meno pronunciata quella del plexy dal taglio sportivo, ma sufficiente deviare molta aria oltre il casco, per la mia altezza si intende. Una moto bella da vedere (soggettivo), incredibile da guidare (oggettivo), stupefacente sotto molti aspetti.
ELETTRONICA? TANTA, MA MAI TROPPA
Inutile fare l’elenco della spesa, quello lo potete trovare ovunque, mi limito ad evidenziare le cose salienti che mi sono piaciute, iniziando dal dashboard, estremamente leggibile, con informazioni semplice e chiare. Con la APP dedicata si può fare il mirroring dello smartphone, con APP di navigazione compresa. Navigare nei menu richiede un minimo di apprendistato ma poi diventa tutto automatico e facile. Il telefono può essere riposto nell’alloggiamento ricavato nel serbatoio dove c’è anche una presa USB per alimentarlo. Altra cosa spaziale è il quickshift: già di base ci ha abituato a cambiate veloci e precise, qui l’elettronica dedicata è stata ancor più raffinata per un’esperienza davvero Racing. La mappa più godevole è la Touring, ma la Sport è quella che ti stampa sorrisi a 62 denti dietro la visiera ed è facile indovinarne i motivi. In ultimo ma non per ordine di importanza, il radar anteriore e posteriore è molto utile, soprattutto il posteriore che rileva “l’angolo cieco”.
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Per tutta la roba che vi ho raccontato oltre a tutto il resto serve staccare un assegno che passa tranquillamente i 30.000 euro, come sempre non sta a me giudicare se sono tanti o pochi per una moto del genere; resta un cifra considerevole, che maledico di non avere!
Grande Pikes Peak sono stati 20 giorni intensi quelli passati insieme.
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Foto di Cristina Pertile
Abbigliamento del test: Giacca Clover Savana 4 wp, Jeans PMJ, Casco LS2 FF808 Stream II, Guanti Five Tfx3 Airflow
GALLERY
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