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Lunedì, Lun Set 2020

Tu la regina del celebrità...bella magnifica senza un’età.... Mi rendo conto che come incipit dell’articolo sia un po’ banale, ma in questa strofa si racchiudono un po’ tutte le emozioni che personalmente collego a questo modello di Harley-Davidson.

In primis perché fu la mia prima moto da “grande” (correva l’anno 1993 o giù di li), a seguire perché degli “883” consumavo le musicassette a forza di ascoltarle e ultimo ma non per odine di importanza il concetto di “senza un’età”; se confrontiamo infatti la “mia” moto, prodotta nel 1989 e questo ultimissimo modello “Iron” parlare solo di family feeling sarebbe riduttivo. Poche moto, a mio avviso, hanno conservato nei decenni, una identità così forte, ma contemporaneamente evolvendosi per stare al passo coi tempi.

Harley davidson

A ben guardare forse una cosa è cambiata radicalmente: la guidabilità. La Harley-Davidson 883 Iron di questa prova è una moto facile, divertente, senza pensieri, una moto pensata per tutti. Ho cercato nei meandri dei miei ricordi, ma il modello che avevo da ragazzo era esattamente il contrario. Dura, legnosa, pesante, con una erogazione scorbutica e freni inesistenti.  La Iron fa capire chiaramente che le nuove generazioni sono diverse. Come detto poco sopra è una moto facile; superfluo aggiungere altro.  La sella è bassa permettendo a tutti di poter poggiare saldamente i piedi a terra, il peso fissato in 247 kg sembra decisamente meno importante e complici le dimensioni non preoccupa mai troppo nemmeno nelle manovre da ferma. La posizione in sella è naturale, busto eretto e manubrio dalla facile impugnatura. L’erogazione del motore non è mai maleducata, e i 51 cv messi a disposizione dal bicilindrico americano sembrano di più, forse complice il valore di coppia fissato in 68 Nm.

Harley iron 883

L’altra cosa che non smette di stupirmi è il fatto che chi non è un grande esperto di due ruote, ma ne vorrebbe una identifica spesso “la moto” con una naked dal taglio classic/retrò/custom. E se gliela fai descrivere salta fuori che intende una 883. Sono poi convinto che il fascino del marchi H-D, con quei due cilindri li piazzati in mezzo alle gambe faccia la sua parte in maniera considerevole, ma tant’è...la 883 è la moto. Non vi nascondo una certa emozione nel salire in sella e nel girare la chiave. Ah già la chiave non c’è, come Harley ci ha abituato negli ultimi anni, c’è un trasponder (figo) da tenere in tasca, si schiacciano due tasti e la moto sia avvia, altro che il blocchetto di accensione sotto il culo nel 1989. Il bicilindrico si mette in moto con un sussulto e il suono che ne esce è fin troppo educato per una cattiva bambina americana, ma d’altro canto le stringenti normative e il sacrosanto diritto degli altri a non avere i timpani sfondati vincono a mani basse; e lo fanno anche sul mio iniziale disappunto.

Però...ecco però è lei....seduta comoda, le gambe proprio li dove le vorresti il manubriozzo in mano e il vento sulla faccia. Alla prima rotonda mi accorgo che la luce a terra delle pedane è davvero poca, si avverte chiaramente dallo “sfrigolare” dei pippoli (non so mai come chiamarli) delle pedane stesse che si sgrattuggiano sull’asfalto. Passato il panico iniziale pendi le misure, guidi di corpo...e poi da teppista torni a cercare la piega da sgratttugiata. Naturalmente se si sceglie una moto di questo tipo, al di la del proprio gusto estetico, non si aspira a performance sportive da capogiro. Il rapporto cilindrata/cv è tipicamente americano o da Harley se volete, fatto sta che si viaggia sempre con un filo di gas con il motore che borbotta sereno sotto di noi, trasmettendo le giuste vibrazioni, mai eccessive e guai se mancassero visto che alla fine sono un tratto distintivo; sulla progenitrice degli anni ’80 a certi regimi sembrava di essere a cavallo di un frullatore.

harley davidson

Gironzolare quindi diventa un vero piacere, frenata compresa. Eh si perché sulla Iron si frena e si frena davvero bene anche in caso di panic-stop, anche sul bagnato,  mentre mi ricordo distintamente che sulla “nonna” bisognava lanciare l’ancora come nei cartoni animati. Singolo disco anteriore così come posteriore con pinze entrambe a due pistoncini. La leva del freno anteriore è morbida e ben modulabile, si trova prestissimo il feeling. Un po’ più di “apprendistato” reciproco serve per quella del posteriore. Il cambio è sorprendentemente preciso e il comando frizione non necessita di avambraccio tipo culturista per essere azionato. Puoi percorrere molti Km senza affaticarti troppo. E a proposito di autonomia, come da tradizione il serbatoio è piccolo, 12 litri circa, ma visti i consumi abbastanza parchi si percorrono più di 200 km tra un rifornimento e l’altro.

 

Colorazione dark, monoposto (sellone davvero comodo) e poche palle. Libertà; anche dalla troppa tecnologia. Niente strumentazione complicata, un “orologio” tondo di dimensioni giuste offre le informazioni basilari. Su tutte la velocità mentre nel piccolo display puoi scegliere tra orologio, contagiri, contaKm parziale e totale. Il tutto comandato da un tasto sul blocchetto sinistro dei comandi a manubrio. E’ la moto giusta per chi non vuole troppi pensieri, ma solo salire in sella e farsi un giro senza menate, senza complicazioni, senza l’ansia di una moto difficile da gestire. Se volete passare inosservati questa non è la moto giusta. Sarà il fascino discreto, sarà il marchio, sarà il “V” twin bene in evidenza, ma la 883 ruba più di uno sguardo. E pensare che non vuole per nulla essere appariscente. Poche cromature a specchio, pochi fronzoli, pochi “specchietti per le allodole”.  

harley davidson

E’ che alla fine la Harley-Davidson 883 è un bel “ferro” senza tempo, che lascia scorrere anni e stagioni indifferente, e che guarda tante altre moto con superiorità e come disse il grande Alberto Sordi sembra dire “io so io...e voi non siete un c@@zo” (cit. Il Marchese del Grillo). Racchiude in una immagine semplice l’essenza complessa dell’essere motocicletta, al di la di mode, stagioni, correnti di pensiero. Perché se certe Harley possono piacere solo agli amanti del “custom” come genere e stile di vita, la piccola 883 no. Lei può piacere a tutti. E non è questione di moto da bar o da viaggio. Perché lei, se vuoi, ti può portare ovunque. A pochi Km da casa a bere una birretta in riva la mare o a capo nord. E non credo di esagerare nell’affermare questo, semmai c’è solo da organizzarsi col bagaglio visto che la capacità di carico della moto di serie e è pari allo zero assoluto, tanto che anche i documenti te li devi tenere in tasca.

harley davidson

Cambiare senza cambiare mai, questa la forza della 883 e a Milwaukee lo sanno bene. Concludo questo articolo con il solito invito ad un test ride. Anche se è un po’ che non vai in moto vedrai, la voglia di tornare a solcare l’asfalto ti tornerà subito.

 

Foto di Roberto Serati

Abbigliamento del test: Casco Caberg Freeride, Giacca Ixon Torque, Jeans PMJ Legend, Sneakers TCX, Occhiali Emblema

Si ringrazia Harley Italia

Fagna

 

GALLERY:

 

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