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clover scout 3
Giacca Clover Scout 3 - Test on the road in Nuova Zelanda
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Guardando la scheda tecnica sul sito Clover leggo che la giacca Scout III viene definita come "Giacca Tecnica Touring a lungo raggio”; di conseguenza avendo scelto di portarla in Nuova Zelanda è abbastanza a lungo raggio???? Certo in tutta onestà nella terra dei Maori non ci sono andato guidando, ma credimi l’ho indossata anche in aereo…e non è una battuta, visto che sui voli intercontinentali la temperatura in cabina probabilmente la decide uno Yety!!!

Tornado seri, anticipare il periodo primaverile all’ inizio di febbraio in piena estate Neozelandese da una certa soddisfazione, decollare con la neve che scende dal cielo sopra Malpensa ed atterrare con 28°C e mettersi subito in maglietta direi che non ha prezzo.  La scelta è caduta sulla Scout 3 (e relativi pantaloni omonimi abbinati) perché ero sicuro che mi sarei trovato ad affrontare sbalzi di temperatura notevoli, con serie possibilità di pioggia.

Clover Scout 3

Come ho già avuto modo di dire guidare nella splendida Nuova Zelanda, può anche a volte voler dire affrontare quattro stagioni in un giorno. Se dal punto di vista precipitazioni siamo stati fortunati (due sole mezze giornate di pioggia intermittente in dodici giorni on the road), dal punto di vista sbalzi di temperatura le mie previsioni  sono state azzeccate. Ho affrontato i 28° della partenza da Christchurch, per scendere fino ai 10° del Mt. Cook, passando per una gamma di temperature che in media giornalmente passavano da 14 a 25 gradi pomeridiani. Il range di temperatura ideale per la Scout. A dirla tutta avevo con me anche le imbottiture interne sia della giacca che dei pantaloni, ma le usate solo in una occasione, l’ultimo giorno di viaggio poiché abbiamo fatto parecchi su strade di montagna km con le temperature  che non salivano oltre ai 10/11 gradi. Per il resto, in questo viaggio abbiamo indossato il completo sempre sfoderato.

clover scout 3

Per il colore di questa giacca Clover Scout 3 abbiamo scelto il classico nero/grigio/ghiaccio con inserti rossi che ci piace un bel po’, mentre per il pantaloni un total Black che oltre ad incontrare il mio gusto cela molto bene l’accumularsi (inevitabile) della sporco in due settimane consecutive di viaggio. La Scout è leggera, anche con paraschiena interno inserito, tanto che come detto, l’ho indossata anche per la trasferta aerea. Una cosa che mi è piaciuta molto è la possibilità di “cucirsela addosso” agendo su tutte le regolazioni presenti, sia sulle maniche che in vita/fianchi. Perdendo così solo cinque minuti davanti allo specchio nel sistemare le fibbie di regolazione, non solo il fit è più gradevole, ma si evita che la giacca si gonfi troppo e faccia effetto “omino michelin” anche con i pannelli di aerazione aperti; si perché sul petto e spalle ci sono 4 pannelli apribili per favorire la ventilazione nelle giornate calde e vi assicuro che li abbiamo usati all’occorrenza con somma soddisfazione, anche perché il giro d’aria è favorito dall’espulsione sulla schiena.

Due dei pannelli di ventilazione possono essere usati all’occorrenza anche come tasche. La cosa nella è che anche con “tutto aperto” la giacca rimane impermeabile, grazie alla presenza della membrana “Aquazone”. Polsini e collo sono regolabili con chiusure a velcro, che io non adoro particolarmente, ma la cui comodità, soprattutto per la chiusura collo magari con guanti pesanti, non si discute.  Come potete vedere dalle foto ho guidato una GS 800, quindi posizione di guida eretta o quasi, col collo dritto, condizione che favorisce l’afflusso di aria sul collo, ma che la scout contrasta in maniera soddisfacente, ma confesso di usare lo scaldacollo anche in estate. 

clover scout

I tasconi sono capienti ed impermeabili, quasi un peccato averne solo due, ma le tasche interne completano la dotazione di tutti i “vani” occupabili. Se poi indossate come me il completo, i tasconi tipo “cargo” dei pantaloni scout aggiungo ulteriore capacità di carico, ammesso e non concesso che riempire completamente 4 super tasche sia una buona idea.  Durate il viaggio abbiam beccato anche vento forte e come dicevo anche una “doccia” notevole di un’ora che ci ha accompagnato lungo tutta la Otago peninsula. Devo dire che la Scout III non ci ha deluso.  Dove forse accusa il colpo, più i pantaloni che la giacca, è quando la temperatura sale tanto e magari si sta camminando giù dalla moto….ecco li la membrana impermeabile fa un po’ da “tappo” e si suda un po’. Attenzione però sto parlando di temperatura sopra i 28 gradi.

clover scout 3


Il collegamento tra giacca e pantaloni è affidato ad una “fibbia” (non so come altro definirla) con chiusura a velcro, mentre la cerniera a fondo giacca è opzionale e va poi cucita. Ecco, per un pigro come me averla di serie sarebbe il top..perchè lo so già che non la farò mai cucire. Un ultima cosa apprezzabile sono gli inserti catarifrangenti per aumentare la visibilità in scarse condizioni di luce. Tirando le somme, al di la della soddisfazione di provare anzitempo una giacca che nasce per la stagione 2019, do un giudizio positivo al completo Scout, sia dal punto di vista meramente soggettivo del design e dell’aspetto, sia da quello più serio e pratico di una giacca che offre protezione agli agenti atmosferici e promette sicurezza passiva elevata.

clover scout

Come sempre in questi casi evidenzio che un test di 12 giorni consecutivi e 3.700 km simula tranquillamente più di un anno di utilizzo in condizioni normali, a meno che come me tu non scelga di usarla tutti i giorni anche per andare al lavoro, anche con clima avverso. Non credo te ne pentirai.

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Fagna