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Harley Road King special 114
Harley Davidson Road King Special 114 - Test Moto aMotoMio
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Ogni tanto mi viene in mente di fare “test” strani, propio mi viene naturale, ma in effetti portare come primo giro la Road King nel traffico dell’ora di punta a Milano...forse è un po’ troppo estremo; ora posso capire, con molto sarcasmo, cosa ha provato il buon Annibale nel valicare le Alpi con i suoi elefanti.

Diciamo che questa bellissima (parere naturalmente personale) Harley Davidson è stata pensata per viaggi ben più divertenti e pieni di good vibration, non per schivare Tram e auto incastrate una sull’altra urlanti ad un semaforo rosso. Sarebbe un po’ come pretendere di fare un viaggio comodi, da Milano a Napoli, in autostrada, con una moto da cross, senza targa e con tasselli da fango...decisamente fuori luogo no??

Road King Special 114

Quando però finalmente, mi sono lasciato alle spalle la metropoli, complice anche un bel tramonto, con il twin 114 che frullava al punto giusto, allora si che l’anima vera di questa americana è saltata fuori, coinvolgente per tutto.... i tuoi pensieri, il tuo relax, la tua voglia di andare, anche se non sei un appassionato di custom, anche se non è il tuo genere...anche se....stai mentalmente eliminando i “se” e ti godi la guida. Imponente, nel suo vestito bianco perla, quando guidi in spazi aperti capisci davvero perché sia il “re della strada”, con l’enorme sellone che ti accoglie quasi fosse una poltrona “frau” impugnando il manubrio ricurvo, così lontano dalla ruota anteriore ma che non trasmette mai insicurezza, anzi semmai l’esatto contrario.

Road King Special 114

Le borse laterali fanno parte del suo outfit, non riesco ad immaginarmela senza, sono comode per riporci qualsiasi cosa, dal PC per lavorare ad un bagaglio per viaggiare; sembrano piccole ma la capacità totale della coppia si aggira sui 70 litri di capienza. Reduce dalla prova della Fat Bob 114 (click qui), non riesco ancora a non stupirmi della corposità di questo motore e della facilità e semplicità con cui risponde al comando del gas, chiamando a raccolta subito tutti i cavalli ma sopratutto la coppia da T-rex di cui dispone. Così dare gas e sgranare le marce, ad innesti decisamente più precisi che in passato, diventa piacere puro; la nostra “special” montava scarichi educati ed omologati, ma ciò non toglie che il sound sia lo stesso coinvolgente, figuriamoci se volessimo attingere a scarichi meno street legal del mercato aftermarket; ma vi dirò che già così....si gode abbastanza della musica regalata ad ogni accelerata. Spinge forte, ma frena anche forte, complice la coppia di generosi dischi anteriori e l'ABS, nonostante la mole ci si ferma in spazi decisamente impensabili ad un primo approccio.

Road King Special 114

Il peso c’è inutile negarlo, ma se ti fermi a giudicare solo quello, godi solo la metà come diceva un famoso spot pubblicitario. Pesante si, dicevo, ma complice l’altezza della sella davvero bassa, anche per un gracilino come me non è stato difficile gestirla, a patto di non infilarsi in situazioni scomode e ricordarsi di parcheggiare in retro quando dobbiamo lasciarla in pendeza, ma questo vale per tutte le moto pesanti, specie se anche super cariche di bagagli.
La guardi li ferma, mentre ti bevi un caffè atteggiandoti da vero duro, e non puoi dire che non sia americana, che non sia nata a Milwaukee, che non sia un Harley. Lo sprizza da tutti i pori, nonostante la nuova linea, nonostante le modifiche negli anni, che sia una Road King lo capisci a colpo d’occhio.

Harley davidson harley davidson
harley davidson harley davidson

Bellissimo il doppio tappo cromato del serbatoio, ma attenzione quello di sinistra è "finto" o meglio non si apre e ospita la lancetta che indica il livello benzina; la chiave si tiene in tasca ma per sbloccare l'accensione o azionare il bloccasterzo si usa una comoda chiavetta a "ghiera".  Abbiamo elogiato il motorone da più di 1800 cc ma la verità vera è che questa moto ti può spingere a far tutto, tranne che ad andare forte; ma attento bene, non lo fa per suoi limiti strutturali o di ciclistica, no...te lo inculca nell’anima di viaggiare sereno, tra le coccole della comodità che non è solo d’immagine, e il piacere di dilatare il viaggio il più possibile, lasciando l’ansia dell’arrivo a quelli del lampeggiare rabbioso da casello a casello. La Road King Special a differenza della classic non ha il parabrezza, e l’aria si sente, ma come detto se e solo se vuoi andare forte a tutti i costi.

Road King Special

A volte (poche volte) penso che alcune moto abbiano un anima. Beh...molte Harley credo la abbiano e forse la Road King su tutte. La devi scoprire, la devi apprezzare, la devi guidare lasciando scorrere tutto e assorbendo il suo linguaggio.
Se poi, a tutti i costi vuoi infilarti un paio di occhiali a goccia e un giubbotto che fa tanto randagio....beh male non fa.

Ah quasi dimenticavo...se ti sei chiesto il perchè della foto di apertura...beh mentre guidavo "the king" mi è venuta in mente una immagine del mio idolo Bud Spencer a cavallo di una vecchia Road King appunto, e ho voluto, scherzosamente e di nuovo tributargli un mio piccolo ricordo.

Road King Special 114 #provatodavvero #amotomio

harley davidson

Le foto di questo servizio sono di Roberto Serati Immagini 

Si ringrazia Harley Davidson Italia e Harley Davidson Legnano, per la cortesia che sempre ci riservano e per averci affidato una moto con 13 km all'attivo. GRAZIE!!!

Abbigliamento del test: Giacca Ixon Heroes, Pantaloni PMJ Legend, Anfibi TCX X-Blend, Casco Ls2 Bobber, Maschera Ariete, Occhiali Emblema

Fagna

 

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