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Magni
Magni – Gli incontri di aMotoMio
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Nella mia memoria di giovane motociclista, che negli anni ‘80 sfogliava avidamente le riviste del settore, rimane indelebile le immagini di quelle moto che portavano sul rosso serbatoio il marchio Magni.


Tra le tante belle moto presenti sul mercato queste erano qualcosa di speciale, qualcosa di quasi unico ed esclusivo; l’eccellenza Italiana portata al massimo livello.
Sostanzialmente delle Special, come si direbbe oggi, ma anche qualcosa di più l’arte e la meccanica del tricolore portata con orgoglio e apprezzata in tutto il mondo.
La Magni nasce nel 1977, quando, in seguito alla chiusura del reparto corse della MV Agusta l’anno prima, Arturo Magni si trova nelle condizioni, dopo essere stato dal 1950 Direttore sportivo della casa di Cascina Costa, nelle condizioni di decidere per il suo futuro.
La scelta tra gli elicotteri dell’azienda e la passione lo porta così a coinvolgere il figlio Giovanni in questa nuova avventura.
E’ proprio Giovanni Magni che mi accoglie nell’attuale sede di Samarate (VA) a poche centinaia di metri da quella che fu in precedenza l’officina Magni, in sostanza un locale di 80 mq. sotto la casa di famiglia.

Magni

Proprio in quei pochi mq. Magni inizia con la realizzazione di pezzi speciali, e trasformazioni per clienti MV Agusta e importatori Europei della casa Varesina, principalmente Tedeschi.
Apprezzati Kit di modifica per migliorare le prestazioni delle 4 cilindri di Cascina Costa.
Proprio dalle richieste del mercato Tedesco si Magni comincia a realizzare moto complete partendo da un motore di serie.
Siamo alla metà degli anni ’80 e i motori delle Honda 900 Bol d’or, ma in seguito anche altri motori della casa alata a 4 cilindri, vanno a integrarsi perfettamente nei telai e nelle forme realizzate da Magni.
In Italia si realizzavano i telai e la ciclistica lasciando poi all'importatore Tedesco l'assemblaggio e la parte commerciale.
Erano la MH1 e la MH2 che si differenziavano sostanzialmente per l’entità delle modifiche, più semplice la prima, completa e prestazionale la seconda.
Lo stesso avverrà con la MB1 e MB2 equipaggiate dai motori boxer BMW.
BMW però nel 1983 presenta il motore K che secondo la casa dell’Elica avrebbe dovuto far scomparire il tradizionale Boxer rendendo, di fatto, per Magni difficile reperire i motori per realizzare le moto.
Ecco allora la necessità che spinge anche alla scelta di caratterizzare maggiormente il gusto Italiano di orientarsi verso dei motori nostrani; Ducati e Moto Guzzi in realtà le uniche tra cui scegliere, ma la precarietà di quel periodo storico per il marchio Bolognese fa cadere la scelta sul bicilindrico a V Lariano.
Nascono forse così le più belle e famose Magni, o almeno quelle che quel motociclista di un tempo vedeva con occhi sognanti.

Magni

La prima Magni Guzzi è stata il modello denominato LeMans, avevamo utilizzato, in accordo con la dirigenza Guzzi, lo stesso lo stesso nome della moto che “donava” il motore.
La LeMans copiava un po’ le tendenze del momento, moto con crenatura monoscocca integrale, siamo nella metà degli anni ’80 e la moda voleva celato, o quasi il motore alla vista.
Per i modelli successivi si pensò di caratterizzare in modo significativo la produzione Magni per caratterizzarla rispetto alle altre moto in produzione in quel periodo, anticipando i tempi e le mode che ora, nei giorni nostri tornano tremendamente attuali.
Nascevano prima la "Classico", modello naked, poi a seguire la "Arturo" con semicarena, tutte con motore 1000 cc, ancora donato dalla Moto Guzzi LeMans.
Siamo alla fine degli anni ’90 e viene presentato un nuovo modello denominato "Sfida 1000" caratterizzato dalle linee tipiche delle moto italiane degli anni '60, con il serbatoio realizzato a mano in alluminio.
Le forme arrotondate e il buongusto Italiano vengono di nuovo tanto apprezzate all’estero, al pari della qualità della ciclistica, fino a spingere l’importatore Australiano, nel 1990, a chiedere un telaio a Magni per il nuovo motore 4 valvole Guzzi con cui poi trionferà a Daytona alla sua prima uscita.
Un successo che sarà celebrato dal modello “Australia” in produzione dal 1993 che farà conoscere ulteriormente le moto di Magni nel mondo sportivo.
Gli anni passano e quasi alla fine del secolo scorso vengono presentati i modelli aggiornati ed evoluti della “Sfida”, questa volta con motore di 1100cc, prima a carburatori e poi a iniezione, anche in versione biposto, fino all’ultima evoluzione, la "Sfida 1000 4v", con motore 1000cc a quattro valvole.
Anche la Australia riceve un aggiornamento con la versione “’98” (Anno di commercializzazione) con il nuovo motore a quattro valvole da 102 cavalli e il nuovo telaio.
A questa farà seguito un’altra bella creatura dalle morbide forme sportiva, la “Giappone 52”; un modello in serie limitata, per celebrare la ricorrenza dei 20 anni d'attività della Ditta Magni e dei 50 anni d'attività della Ditta Fukuda Motors, importatore delle moto Magni per il mercato giapponese.

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Le livree delle Magni quasi sempre caratterizzate dallo storico rosso/argento del passato in MV Agusta, ma con diverse divagazioni secondo i gusti dei mercati o dei singoli clienti.
Un nuovo passo nel mondo di Magni viene deciso durante il cambio di direzione del marchio Moto Guzzi e la conseguente difficoltà nell’ottenere con costanza i motori sufficienti per una produzione che si è assestata su numeri interessanti.
Siamo ormai nel 2000 e con il nuovo millennio nasce la "Sport 1200 S", una moto che costituisce il ritorno della produzione Magni a un vecchio amore, i motori a 4 cilindri; infatti, il nuovo modello utilizza il motore del Suzuki GSX 1200 Inazuma. Caratteristica di questa nuova moto è la ripresa delle linee della più classica delle moto italiane dei primi anni '70: la MV Agusta 750S
L’arrivo dell’euro nel 2002 mette in difficoltà l’azienda per lo svantaggioso cambio, rendendo difficile lo sviluppo e la vendita delle moto in un mercato quasi esclusivamente per l'estero, con ampia fetta Giapponese.
Forti però del loro passato e delle loro capacità i Magni si dedicano a lavori di restauro o realizzazioni di pezzi unici per conto clienti.
Kit, pezzi speciali e moto su ordinazione in singola tiratura per appassionati clienti che magari scelgono una motorizzazione particolare.
Agli inizi del 2010, però, provano a ributtarsi nella mischia della produzione realizzando nel 2013 il modello “Storia”.
Una reinterpretazione, moderna, della più apprezzata e ricercata moto prodotta dalla MV Agusta, una moto che ha segnato, appunto, la STORIA delle moto stradali: la 750S del 1972. La base è quella della MV Agusta Brutale 1090, e nella primavera 2014 inizia la produzione e vendita dei primi esemplari. Viene inoltre preparato l'allestimento per essere adattato sulle Brutale prodotte prima del 2009.
Un ritorno romantico anche alle origini del marchio e un tributo alla storia di cui Arturo ha fatto parte.
Si tratta però di un semplice rimaneggiamento estetico che non soddisfa completamente i clienti e tantomeno Arturo e Magni che decidono di realizzare una moto completa usando per la prima volta un motore, il tre cilindri MV Agusta.
E’ il 2014 e viene presentato il prototipo del modello “Filo Rosso” con la motorizzazione 3 cilindri 800cc della casa Varesina.

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Purtroppo Arturo, mancato nel 2016, non vedrà il successo e i consensi che la “Filo Rosso” sta raccogliendo nel panorama mondiale.
Una moto che può essere personalizzata secondo i gusti del cliente in perfetto stile Magni e che in questo periodo storico dove le Special sono di assoluta attualità ne incarna pienamente lo spirito.
Peccato che le “Special” in effetti, i Magni le facevano, di fatto, fin da quarant’anni fa, precursori di stili e di mode che sono tornati o stanno ritornando.
Giovanni Magni è un perfetto padrone di casa, capace di mettere a proprio agio, con un’educazione, una disponibilità estrema e una bella capacità di dialogo, quel motociclista che ormai ha i capelli che tendono al grigio, ma ancora sa sognare guardando le moto.
Alle parole segue il momento di entrare nel vero Regno, quello dove dal 1987 si è spostata la produzione, dove vengono prodotte queste meraviglie su due ruote.
Forse mi aspettavo un asettico e limpido garage, invece quando la porta si è aperta, mi sono trovato immerso in una “Vera” officina fatta di storia e passione.

Magni Magni
Magni Magni


Un tuffo nel passato in cui si realizzano sogni attuali.
Dai tubi di partenza si arriva al telaio e poi a tutto l’assemblaggio di meccanica e ciclistica, dove solo il motore completo è quello di serie.
Tutto il resto: ruote, sospensioni serbatoi selle e carenature sono realizzate su specifiche Magni da aziende Italiane.
Qui nascono le Magni di oggi, ma siamo sicuri che qualcosa si celi nella mente di Giovanni e magari sotto un telo in quell’officina.
Il futuro è il frutto del passato.

Per saperne di più e sognare potete curiosare sul sito MAGNI

GALLERY



Flap
Profilo

Nota di Colore (Ovviamente rosso):
Nonostante il passato storico di Arturo Magni e la bontà delle realizzazioni sportive che hanno anche vinto gare in importanti, solo una volta la Magni ha partecipato “Ufficialmente” come costruttore e l’ha fatto nel 2011 al Bol d’Or Classic di Magny Cours, rievocazione della storica 24 ore, con una moto, la “Magni Experience”, con motore Moto Guzzi 1000 due valvole. Una collaborazione con Oscar Buratti che ha fornito il motore, che è stato incastonato nel telaio e nella ciclistica Magni, con i piloti Matteo stella e Massimo Peronetti, per un’emozionale avventura che ha però fruttato, nonostante il poco tempo a disposizione per la preparazione, un soddisfacente 7° posto, eccezionale risultato per degli esordienti.
Anche questa è passione, quella che continua a piacerci.

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