WDW 2026, acronimo di World Ducati Week(end) 2026, ora lo possiamo dire, se non lo hai visto, non lo hai vissuto, non puoi proprio crederci.
Non puoi credere al fatto che in tre giorni l’affluenza sia stata di 118.036 persone, che se lo scriviamo in lettere fa ancora più effetto: centodiciottomilatrentasei!!! (dato ufficiale Ducati)
Non puoi credere che ci sono appassionati del marchio che sono tornati per tutte e 13 le edizioni.
Non puoi credere che il serpentone di moto Ducati per la parata era lungo 18 km.
Non tutto questo non lo puoi credere, guardi i video sui social e pensi sia tutta intelligenza artificiale…che ci vuole? Sarà sicuramente così no?
Ehh no…perché noi c’eravamo, eravamo li, in mezzo a quello che può sembrare un girone infernale di frizioni tintinnanti, scarichi aperti e gente con maglia rossa ovunque. Ma per i Ducatisti, quella “roba li”, quella bolgia festante intrisa di passione è molto lontana dall’essere l’inferno, anzi semmai alla sua paradisiaca nemesi.
Raccontare tutto in poche righe, poche immagini, pochi frames video è davvero impossibile, ma cerchiamo di fare un po’ d’ordine mettendo come ultima cosa però l’evento che su tutti più ci ha fatto emozionare.

WDW 2026 – DUCATI COMPIE CENTO ANNI
Era il 4 luglio 1926 quando i fratelli Ducati Adriano, Brunoe Marcello capeggiati dal capostipite Antonio cavalieri Ducati fondò a Bologna la “società scientifica Radio Brevetti Ducati” che produceva inizialmente componenti per la produzione radio. Negli anni ’30 si espanse nella meccanica di precisione, cineprese e persino binocolo. Ma una fabbrica che produce componenti radio è obbiettivo sensibile ed infatti la Ducati viene bombardate e distrutta durante al seconda guerra Mondiale. Finita la guerra la necessità di ricostruire la fabbrica e altri fattori contingenti tra cui la richiesta di mobilità degli italiani porto ducati a creare il “Cucciolo” un piccolo motore ausiliari da agganciare alle normali bicilette. Il Cucciolo, nel 1946 segna l’ingresso di Ducati nel mondo dei motori.
Un colpo di teatro notevole riuscire ad organizzare il WDW 2026 proprio a cavallo del 4 luglio, data storica che segna un traguardo storico per il marchio bolognese. E non stiamo parlando solo di numeri e di un “nome” che festeggia una ricorrenza ma di un azienda che ogni giorno è punto di riferimento mondiale sia nel motorsport che nel mondo delle due ruote in generale.
Sicuramente il compleanno Ducati è stato una calamita incredibile per i “centomila” calati a Misano, ma non possiamo ridurre tutto solo a questo.

DUCATISTI, PILOTI, DIPENDENTI UNA GRANDE FAMIGLIA
Basta guardarsi in giro con un po’ di attenzione per capire che l’affetto per il marco è infinito; sarebbe facile solo parlare dei tifosi e degli appassionati, ma quando vedi piloti storici tornare ogni due anni a Misano per fare festa e essere parte dell’ evento capisci che c’è qualcosa in più, un legame invisibile ma decisamente indissolubile tra chi la “maglia” la indossata e non l’ha mai tolta. Il legame indissolubile di una grande famiglia che si allarga anche a tutti i dipendenti (lo avevamo già detto qui link campioni in festa) di qualsiasi livello per cui essere parte del progetto Ducati non è solo timbrare il cartellino alla mattina. 
I Ducatisti, quelli veri, quelli che abbiamo visto al WDW2026 arrivare da ben 94 paesi dai cinque continenti del mondo, non sono solo “motociclisti”, no, il loro è un amore viscerale, a volte fin troppo inspiegabile per le moto che escono da Borgo Panigale, che sono la punta dell’iceberg di un “concetto” romantico in senso ampio di legare la propria vita motociclistica ad un marchio, indissolubilmente. Gente, che ha sempre subito angherie e sfottò dagli “avversari” che possedevano soprattutto moto giapponesi, gente che si è sentita dire per una vita che le Ducati “perdono i pezzi”…quella gente li che uno per uno si sono messi al cancello di Misano e hanno composto la cifra 118.036, quasi a mettere il dito indice sul naso e dire “zitti tutti” noi siamo Ducati, noi siamo la storia.
Ecco il WDW è l’evento capace di portare in un solo luogo appassionati, campioni, leggende e le moto che hanno scritto e continuano a scrivere la storia di Ducati.
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PASSATO, PRESENTE E FUTURO: UNA SOLA FESTA
Il WDW 2026 lo abbiamo detto ha concentrato a Misano non solo i piloti delle scuderie Ducati attuali, ma anche moltissime leggende del passato concentrando così sul Simoncelli World Circuit ben 37 titoli mondiali. Ma il ponte temporale non si ferma qui: l’heritage village ha visto in mostra pezzi storici della collezione Ducati (con anche qualche pregiatissimo pezzo privato ), e pezzi privati che hanno partecipato al concorso Heritage Contest vinto dal una 996 SPS Factory Replica del 1999. Quest’ultima ha svettato su altri pezzi di rarissimo pregio (guarda il video qui sotto) e francamente non sappiamo nemmeno come i giudici siano riusciti a scegliere tra tanto ben di Dio.
Passato appunto, in contrasto col futuro, con le moto della collezione 100, la V4 centenario e l’unveiling della Desmo 450SM, una supermotard da urlo, prima della storia di Ducati.
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Ma pensare che la macchina del tempo sia azionata solo dai vertici Ducati sarebbe riduttivo, perché i veri viaggiatori del tempo sono gli appassionati che si sono presentati a Misano con moto moderne e storiche, mitiche e astri nascenti; i Monster a carburatori, la serie Tamburini, le Paso, pezzi ancor più rari degli anni ’40 e ’50, un viaggio spontaneo nella memoria, una cavalcata che attraversa trasversalmente gli anni della produzione Ducati.

Anche noi di aMotoMio abbiamo voluto essere viaggiatori del tempo, spostandoci verso Misano e il circuito con due moto che un po’ agli opposti di una linea temporale di ben 31 anni, fanno una loro parte di storia. Sto parlando della coppia composta da una 916 SP del 1995 affiancata ad una Panigale V2S del 2026. Unire il tempo, unire la storia, anche fisicamente partendo dal “tempio della velocità” a Monza per arrivare al Simoncelli World Circuit di Misano. Salto temporale arricchito dall’esperienza e dall’entusiasmo di chi ducatista di fatto non è (flap) che si è messo alla guida della Panigale, godendo di ogni singolo istante di questa festa.

E se ancora vogliamo cercare di varcare il tempo, anzi magari di fermalo per un istante dobbiamo guardare i bambini: tantissimi quelli presenti con mamma e papà, famiglie intere, con i pargoli seduti sulle selle, sui serbatori, con magliette più grandi di loro e gli occhi pieni di stupore per tutti quei colori, quei rumori, quella festa.
I bimbi che si sono messi alla prova nell’area dedicata alla First Experience dove istruttori federali li hanno messi in sella in tutta sicurezza.
I nostri bambini, il nostro futuro, i custodi della passione che più che essere tramandata oralmente si passa di generazione in generazione solo respirando benzina e toccando sognanti una sella tiepida.
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LENOVO RACE OF CHAMPION – LA GARA CON LA “G” MAIUSCOLA
Le attività all’interno ella manifestazione sono state talmente tante che farne un freddo elenco sarebbe triste, ma per parlare dio tutte servire una enciclopedia. (poi vi lasciamo qualche link qui sotto).
Spicca però la Lenovo Race of Champion, un gara che, per ora, solo Ducati è riuscita ad organizzare. 16 piloti Ducati MotoGP, della WorldSBK, WSSP e di altri campionati nazionali che si sono sfidati in sella alle Panigale V4 tricolore. Ma attenzione stiamo parlando di moto di serie, personalizzate con la livrea di ogni pilota che di fatto può solo scegliere di modificare il setup sospensioni e l’ergonomia della posizione in sella. Tutti sullo stesso piano con delle moto di serie. Il campione di 2026 è Bulega, che ha fermato il cronometro con un impressionante tempo sul giro di qualifica a 1’34”386, che fa ancora più impressione con il tempo della superpole dello stesso Niccolò a Misano in sella alla sua moto da gare che nel 2026 è stato di 1’31”945, con u passo di gara di 1’32” di media. La V4 tricolore sembra così davvero incredibile e lo conferma lo stesso Bulega
“È stato un weekend fantastico, coronato con questa vittoria in sella alla mia Panigale V4, una moto davvero straordinaria. Un grazie a tutti: è stato bellissimo vedere così tante persone sulle tribune in questi giorni e soprattutto oggi, sembrava una vera gara. Complimenti a Ducati per l'importante traguardo del centenario e soprattutto per questo World Ducati Week. Non è facile organizzare un evento di queste dimensioni, con così tante persone e così tante attività: è stato spettacolare.”

WDW 2026 – LA NOSTRA EMOZIONE PIU’ GRANDE.
A giudicare dai post sui social e dai commenti a caldo raccolti sul posto per molti il culmine dell’emozione è stata rappresentata dallo spettacolo pirotecnico e di droni che hanno illuminato a festa la notte del Misano World Circuit.

Consapevoli di andare un po’ in controtendenza per noi il momento più emozionante è stato (di nuovo) la sfilata di tutti gli appassionati sul tracciato del Marco Simoncelli World Circuit; un serpentone di moto impressionante, che ha varcato i cancelli della pista per un giro “d’onore” da pelle d’oca, complice anche il sole basso della sera che sembrava baciare con benevolenza ogni singolo casco. Emozione vera, di quella che ti bussa da dentro che esce fuori passando per forza dal cuore. Un parata infinita, tanto che la pista era piena all’orlo e ancora gente fuori aspettava di entrare. Aver fermato per un attimo le moto appena dopo “il carro” per una foto indelebile credo resterà per sempre nella nostra memoria.

Il serpentone si è sviluppato poi come detto per ben 18 Km andando verso le strade della riviera con ogni singola via di citta è e centri balneari decorata a festa con i colori Ducati.

AL LIMITE DELL’INCREDIBILE
La stessa incredulità che aveva Claudio Domenicali (AD Ducati) nel comunicare la momentanea chiusura dei cancelli per un motivo quasi da fil fantasy ovvero < non sappiamo più dove mettere le moto>. Tradotto…hai presente quanto è enorme il paddock di Misano? Bene…ecco non ci stava più nemmeno uno spillo!
Va in archivio l’edizione dei record. Va in archivio uno dei momenti più alti della passione Ducati. E noi c’eravamo!
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Foto del servizio:
Senza Logo : Ducati Media House
Con Logo: aMotoMio
Monza: Cristina Pertile
ABBIAMO UTILIZZATO
Fagna: Ducati 916 SP - Casco Nolan X-904 UC – Giacca Clover Airblade-5 – Jeans Clover SYS-Pro Light - Guanti Clover Predator-2 – Scarpe Stylmartin Raptor Evo WP
Flap: Casco Caberg Drift Evo II - Giacca Clover Rainjet-3 - Jeans Clover SYS-Pro Light - Guanti Clover Predator-2 – Scarpe Stylmartin Zed WP
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