fbpx
Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
Martedì, Mar Gen 2021



“Sicuri in moto, veloci in pista!”

Se la vita comincia a quarant’anni allora io, sono in quinta elementare, così mi ritrovo ancora una volta nel ruolo di allievo nella Scuola che ogni scolaro vorrebbe frequentare.
Una scuola dove s’impara è si migliora ad andare in Moto, la Riding school.


Dopo aver frequentato l’anno scorso il corso di Guida stradale mi trovo ad affrontare il corso di Pista Base sempre grazie all’ospitalità di Luca Pedersoli, rettore e ideatore di questa realtà.



Un corso che ha l’intento di formare o migliorare le capacità di guida in pista, di preparare gli allievi all’eventuale frequentazione di turni liberi nei circuiti e di far sì che l’andare forte sia anche sicuro.
Da motociclista “Normale” e normalmente turistico ho affrontato la pista qualche rara volta, sempre da autodidatta e con scarsi risultati, quindi la possibilità di migliorare e avere qualche nozione in più è sicuramente gradita e poi mi piace andare a “Scuola”.
Tuta di pelle, paraschiena, stivali, guanti e casco e sono in sella verso Franciacorta, la Luna Piena, alle mie spalle sta lasciando posto al sole sorge di fronte a me cominciando a scaldare la fresca mattina.
Nel traffico del lunedì svicolo tra le auto che portano verso l’ufficio e il lavoro, ricevo qualche sguardo d’invidia per l’agilità della moto e sicuramente anche perché si capisce che non sto andando a lavorare.
Appena le auto si diradano lungo l’A4 sembra che la mia compagna a due ruote fiuti la destinazione tanto da faticare a tenerla imbrigliata nei limiti autostradali.
L’organizzazione è come sempre perfetta, siamo divisi in gruppi di 5/6 persone secondo le indicazioni che abbiamo fornito all’atto dell’iscrizione.



Breve Briefing introduttivo e si sale in sella per un turno di 10 minuti utili agli istruttori per valutare il livello di partenza e affinare e rendere omogenei i gruppi.
Nel frattempo addetti hanno provveduto a “mascherare” gli specchietti e a controllare e correggere la pressione degli pneumatici.
Ogni gruppo sarà poi suddiviso in due sottogruppi che si alterneranno in pista così da rendere più attenta e precisa la correzione dell’istruttore.
Altri due turni da 15 minuti seguiti da momenti di analisi e correzione degli errori che facciamo.
L’attenzione principale non è la velocità, bensì la progressiva percezione delle traiettorie e della posizione in sella.
Stesse priorità che sono messe in primo piano nella seduta teorica che segue.



Vengono comunicate tutte le informazioni basilari per la guida in pista, abbigliamento, controlli alla moto, oltre alle traiettorie e alla corretta postura in sella che dovremo poi mettere in pratica sul nastro d’asfalto.
Parte importante l’informazione sui “segnali” da pista, bandiere e segni convenzionali, e sul comportamento da tenere in circuito.
Nozioni queste spesso ignorate e sottovalutate nei turni “liberi” negli autodromi e prima fonte d’incidenti che potrebbero essere evitati con un minimo di cultura e informazione.
Torniamo ad alternarci in pista cercando di spostare il corpo come ci è stato spiegato, di arretrare in frenata, di staccare in maniera sempre più corretta e graduale seppur in modo incisivo, come e quando dare gas e che marcia inserire.



Un turno in pista e torniamo ancora una volta alle traiettorie e alla posizione in piega.
Ma ne riparleremo dopo il pranzo che ci dona un po’ di riposo e l’occasione di somatizzare tutte le informazioni.
Dopo il caffè, nell’attesa di ripartire i box sono un fermento di Motociclisti eterogenei di entrambi i sessi che si scambiano opinioni ed emozioni, sensazioni e difficoltà incontrate.



Sì, difficoltà perché molti di noi arrivano dalla “Strada” ed hanno abitudini, magari errate, consolidate da anni di guida e che a fatica lasciano il posto a gesti nuovi.
In fondo questo corso serve a questo, a dare nozioni corrette per la guida in pista a chi inizia, sia giovane sia attempato Motociclista, infatti, tra molti giovai altrettanti erano quelli che, come me, hanno, ci auguriamo lo stesso di superare il centinaio d’anni, più passato che futuro, motociclisti che semplicemente vogliono provare l’emozione della pista in sicurezza con circuito in esclusiva e con una valida guida.
Poi potranno affrontare in sicurezza anche altre piste e turni “liberi”, ma con una preparazione adatta e con cognizione di regole e comportamenti per evitare rischi inutili.
Proprio quelle nozioni e regole sconosciute a molti utenti delle piste, quelli che si buttano incoscienti sulle piste e spesso diventano pericolosi nella loro “Ignoranza”.
Gli stessi che con un corso come questo diventerebbero sicuramente più veloci con meno rischio per loro e per gli altri.
Casco, guanti, giù la visiera e si riparte con i turni in pista, le osservazioni e correzioni.



Rimango stupito dal giudizio positivo di Daniel D’Amico, l’istruttore del mio gruppo, sul mio stile di guida e sulla posizione in sella, ma subito aggiunge che dovrei “Fidarmi” di più, guidare più aggressivo, usare una marcia in meno, più ruvida e cattiva, ma più indicata alla pista.
Certo non è semplice, vedo compagni d’avventura bollati come “Inguardabili” da Daniel con un passo notevolmente più veloce, forse il blocco è di testa e bisogna solo progressivamente osare di più.
Al penultimo turno ci provo, lascio correre di più la mia F4 e cerco di usare meno i freni e quando devo usarli con un’azione più incisiva, provo a dare più gas in uscita e buttare dentro le marce senza frizione………funziona, i compagni non sono più così lontani e anche il senso di sicurezza aumenta col passare dei giri, al ritorno ai box vengo apostrofato con un “perché non ti sei svegliato prima?”



La giornata volge al termine ma ci rimane un turno di 20 minuti di pista libera, dove mettere in pratica le nozioni della giornata, senza la guida dell’istruttore da seguire, solo noi, la moto e la pista, tutto da sfruttare al meglio.
Nonostante il caldo e la stanchezza siamo in molti a infilarci in pista, tutti con uno stile migliore, una velocità maggiore e con tanta sicurezza in più.
Come sempre quando le cose son belle, finiscono alla svelta e così siamo al momento di ritirare l’attestato di partecipazione e i gadget alla reception insieme con un CD con le foto personali della giornata, direi niente male come sorpresa a concludere una splendida giornata.



L’unico cruccio è tornare a casa con le saponette intonse, ma come letto nell’opuscolo riassuntivo del corso; “toccare con il ginocchio è la conseguenza naturale di una posizione corretta e di una corretta velocità di percorrenza” evidentemente la velocità è quella che manca, ma questo è l’istinto di conservazione che ormai mi accompagna.
Comunque non devo gareggiare e già spostare in alto il mio limite e farlo in tutta sicurezza sono un gran bel traguardo.
Sarà suggestione, ma nel ritorno a casa, lungo le stesse strade percorse dieci ore prima in senso inverso, la sensazione di sicurezza è maggiore, mi sento più a mio agio anche guidando in modo “stradale” e nel rispetto dei limiti.
Ora il passo successivo sarebbe il Corso Pista Avanzato, ma qui cedo la mano a Fagna, il più “Sportivo” socio di aMotoMio.it

Flap


Grazie alla Riding School by Luca Pedersoli per l’ospitalità.

Per le foto in pista grazie a Erremme Photo

Abbigliamento utilizzato: Casco Arai – Tuta Spyke – Guanti Spyke – Stivali Oxtar – paraschiena Zandonà – Intimo e calze SIXS

{phocagallery view=category|categoryid=190|limitstart=0|limitcount=0}