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Mercoledì, Mer Gen 2021

"Da Insegnante a scolaro."

Uscire di casa dicendo “ Ciao, vado a scuola.” per un insegnante è usuale, se poi la materia è Educazione Fisica uscire in tuta è normale, ma oggi la tuta è quella in pelle e la scuola non è la mia. Questa volta mi spoglio del ruolo di maestro e mi metto il grembiule da scolaro.

 


Come ogni studente ho un mio Tutor che mi segue e consiglia, cosi la mia guida, Alberto “Cek” Cecotti, m’introduce alla prestigiosa Scuola che per un giorno mi vedrà dall’altra parte della cattedra.
La Riding school by Luca Pedersoli è una delle più prestigiose organizzazioni che si occupano di corsi di guida e opera nello splendido circuito Lombardo di Franciacorta.



La proposta dei corsi è molto articolata e parte dal “Km 0” per chi non ha nessuna esperienza di guida, fino alla scuola di pilotaggio in pista.
Diversi programmi che soddisfano ogni esigenza con un pool di Istruttori di tutto rispetto, provate a scorrere sul sito della scuola i nomi e resterete positivamente impressionati.

Io sono inserito, ospite di Luca Pedersoli, nel corso di guida stradale.
Dovendo sperimentare le mie doti di guida scelgo la via peggiore utilizzando la mia F4 750 come compagna di scuola.
A quasi cinquant’anni il primo giorno di scuola è emozionante e la tensione è alle stelle, è una trentina di compleanni che guido una moto, ma nessuno mi ha mai detto come fare, probabilmente come molti, soprattutto quelli più datati cui bastava la patente “B”, semplicemente si è cominciato ad andare seguendo l’istinto, i consigli dei più esperti e soprattutto le leggende metropolitane e le chiacchiere da bar che spesso sono diventate abitudini, giuste o sbagliate che fossero.
Invece oggi sono qui a provare a migliorare la mia pessima guida e ad apprendere qualche nozione utile a sopravvivere nella nostra giungla metropolitana.
Il mio Tutor m’introduce alla Reception, dove una efficientissima Segreteria, capitanata da Silvia Trevisi, mi registra e da tutte le informazioni del caso, proponendomi, qualora ne fossi sprovvisto anche abbigliamento adeguato ed eventuale moto.
Mi sposto nel paddock, dove trovo, parcheggiate moto di ogni nazionalità e tipologia, dalle BMW GS Adventure alle naked, dalle ipersportive come la mia F4, fino a un’incredibile Harley Vrod.

Breve briefing da parte di Marco Selvetti e dall’ottimo Staff di Istruttori che ci comunicano le prime informazioni generali e si comincia subito con un “Tutti in pista”.
Divisi in gruppi di 4/5 persone a istruttore entriamo nel tracciato Bresciano cercando di utilizzare la guida stradale su una strada larga 14 metri e con un asfalto perfetto, ma soprattutto privo di traffico…... un sogno per ogni motociclista.
Segue una lezione di teoria, dove sono illustrate tecniche e consigli di guida che se per lo più sembrano scontati ci si rende conto di come a volte le suddette “chiacchiere da bar” ci portano a convinzioni errate.
La lezione ha un tono friendly, dove gli istruttori, motociclisti innanzitutto, porgono le nozioni non da un piedistallo, ma alla pari di un amico più esperto e preparato che mette a proprio agio gli allievi, mantenendo comunque alto il livello di professionalità.



Ci confrontiamo con esperienze diverse, a volte contrapposte, soprattutto in termini di frenata, anteriore, posteriore, entrambi, ognuno dice la sua fino a scoprire la “verità” che dovremo poi testare negli esercizi insieme alla postura in sella e alla posizione di dita sulle leve.
Scopro di avere già comportamenti corretti, segno che l’esperienza insegna, ma altrettanto mi accorgo di qualche errore sintomo dell’importanza di una “Scuola”.
Abitudini che vanno modificate a volte a fatica se, come il sottoscritto, ormai sono radicate negli automatismi motociclisti diventa una vera violenza su se stessi, ma oggi è l’occasione giusta, ci sono validi istruttori, un piazzale a disposizione e una pista per sperimentare.
Rientriamo in pista a mettere in pratica le informazioni recepite in aula e ci troviamo a sperimentare cose nuove, dove la guida dell’istruttore davanti ci rende le cose più facili.



Il piazzale è la successiva tappa dove lo slalom e la prova di frenata ci aspettano, qui come ci è stato illustrato, dovremo capire l’importanza del freno posteriore.
Io da qualche tempo non lo uso, sbagliando, e quindi per me è tutto nuovo, ma con l’esercizio lo slalom diventa fattibile anche con la mia poco maneggevole sportiva.
Gli esercizi si alterneranno insieme con altri a turni in pista, per un totale di cinque turni, con una pausa di un’ora e mezza per il pranzo, compreso nel pacchetto della giornata.
Nel pomeriggio, nonostante il caldo tropicale siamo tutti concentrati a dare il meglio di noi e la sicurezza che gli istruttori infondono, le condizioni ottimali dell’asfalto e soprattutto la fiducia in noi stessi e nei nostri mezzi ci rendono più disinvolti, tanto da farmi esibire in un involontario, ma sicuramente efficace a livello intestinale, perfetto stoppie alla prova di frenata d’emergenza.



La giornata si chiude con la consegna dell’attestato di partecipazione e gadget degli sponsor tecnici. Mentre penso al perché non l’ho fatto prima, la voglia è già di provare il corso di “Pista Base” ma siamo ai saluti tra chi ha passato una giornata insieme a cercare di rendere più sicura la sua vita su due ruote.
Mi presento timidamente a Luca Pedersoli, ideatore di questa splendida scuola, con cui scambio qualche piacevole parola, arrivando alla conclusione che un corso così dovrebbe essere obbligatorio e sovvenzionato dallo Stato se si vuole davvero fare prevenzione stradale, ma questa è un’altra storia e forse utopia.
Io non sono diventato immediatamente più capace, ma ho appreso informazioni e manovre che dovrò fare mie utilizzandole nel mio uso della moto, ma solo provandole in una zona protetta potevo recepirle e provarne l’efficacia, fino a convincermene.



Dopo aver salutato e mai ringraziato abbastanza Luca Pedersoli, il mio “Tutor” Cek e lo staff della scuola, mi ritrovo al ritorno in compagnia di due allievi conosciuti in questa giornata.
Siamo a cavallo delle nostre BMW R1200GS adventure, Harley Davidson Vrod e MV F4 affiancati in autostrada con il sole, che ci ha salutato stamattina, ancora di fronte a terminare la giornata, segno che la Passione per la moto, quella vera, non ha confini né tipologie.

P.S. o meglio una sorta di FAQ:
-Perché fare un corso così?
Per migliorarsi, per prendere confidenza con se stessi e con la moto, per migliorare la propria sicurezza, ma soprattutto perché, anche per un insegnante, non si smette mai di imparare.
-Perché non l’ho fatto prima?
Perché quando ho iniziato, semplicemente, non esistevano, perché si pensa di non averne bisogno e lì si ritiene costosi, salvo poi capirne l’importanza e il valore una volta frequentati.
-Basta una volta?
Forse sì, ma ripeterlo ogni tanto sarebbe un bell’esercizio per mantenere alto il livello di sicurezza personale.


Grazie alla Riding School by Luca Pedersoli.

Per le foto grazie a Erremme Photo

Abbigliamento utilizzato: Casco Arai – Tuta Spike – Guanti Alpinestar – Stivali TCX – paraschiena Dainese – Intimo e calze SIXS

Flap

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