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Venerdì, Ven Dic 2020

Bicilindrico Moto Morini

“Piscio sui pomponi e sui cilindri dispari”, così recitava il famoso fumetto di Joe Bar nell’eterna lotta tra bicilindrici, plurifrazionati e british style a tre cilindri, un confronto che in effetti ha sempre animato i bar di tutti i passi e di tutte le piste battute dai motociclisti.

Un eterno confronto che ha nella cavalleria e nella godibilità, un sapore che solo il suono e la spinta di un motore sa regalare, un percorso enogastronomico unico fatto di suoni, di spinta e del gusto che ogni motore sa dare alla manata di gas.

C’è stato un tempo in cui il confronto acceso era tra 4 in linea e il bicilindrico a L, insomma il bicilindrico era il Desmodromico contro tutti, i bicilindrici a V erano a pochi, i tre erano rari, e i 4 V una chimera. Era sopratutto una lotta di polso, e di gusto del motorista, prima dell’avvento dell’elettronica che sa prendere un 4 cilindri e fargli fare anche il motore da scooter. Se è vero che negli ultimi anni i twin hanno perso terreno, se l’avvento di alcuni tre cilindri hanno rosicchiato un po’ di quel regno sacro, la spallata vera è arrivata da Ducati, che dopo il canto del cigno con la Panigale Final Edtion, ha sfornato la Panigale V4, decretando la fine dell’era del bicilindrico sportivo e mettendo fine a più di vent’anni di lotta dura.

Ma quindi il bicilindrico è morto? Chi ha guidato un bicilindrico sa quanto gusto possono dare due cilindri attaccati ad una manetta, con così tante declinazioni da renderlo in assoluto la motorizzazione più fantasiosa e dal carattere sempre diverso: in linea, in linea frontemarcia, boxer, a V trasversale,  a V longitudinale con diversi angoli che in alcuni casi per Ducati, con il cilindro anteriore coricato, diventa a L. Tre di questi sono iconici, quello a L di Ducati, che poi via via si è spostato diventando a V, mantenendo però la sua vera caratteristica la distribuzione Desmodromica, il boxer simbolo di casa BMW, arrivato ad oggi sempre più ammodernato e più giovane che mai, e il trasversale a V di 90 che per i motociclisti di tutto il mondo vuol dire Moto Guzzi.

Motore Moto Guzzi V11

Ma quindi fatti scorrere i titoli di coda, il bicilindrico è davvero agonizzante? A vedere il listino sembra esattamente l’opposto, se il plurifrazionato è diventato simbolo di cavalleria e sportività, dopo il canto del cigno con i 209cv della Panigale Final Edition, il bicilindrico occupa saldamente una larga fascia di listino dove la moto cambia vestito, ma il suo motore deve essere pronta a qualsiasi terreno e utilizzo. Basta ricordare che con le vendutissime adventourer, nelle quali BMW la fa da padrona con il suo bicilindrico boxer arrivato ormai alla soglia dei 140cv, il twin regna nelle vendite, ma nei listini c’è tanto di più che aspetta di essere acquistato per regalare quel gusto che solo due grossi pugni che vanno su e giù nei cilindri sanno regalare. Anche noi allora vogliamo fare un po’ di “off-road” tra i listini, e invece di citare il solo GS1250 proviamo a spostarci nelle varie categorie a selezionare qualche moto che possa darvi gusto e spirito bicilindrico.

Partiamo dall’ultimo baluardo della sportività bicilindrica, partiamo da Ducati. Non è del tutto vero che la casa di Borgo Panigale abbia smesso le sue cattive abitudini, dopo la Panigale Final Edirion in Ducati hanno deciso di fare ancora un’omaggio agli amanti del twin sportivo, con la Panigale V2, bellissima, sexy, pericolosa… molto pericolosa! Ma quello che a noi più interessa sono un paio di modelli che in Ducati sono simbolo della sua storia storia, uno mai tramontato, l’altro tornato alla vita di recente. Il primo è immancabile da 30 anni a questa parte, è la naked per eccellenza, radice e robusto fusto della passione sportiva senza carene, è il Monster, un nome e un simbolo intramontabile. Qui nella versione entry level, che proprio entry non è. Giusta, calibrata, vera, bicilindrica a V di 803cc, raffreddato rigorosamente ad aria,  Euro 4 in grado di erogare 73 CV a 8.250 giri/minuto e una coppia massima di 6,8 kgm a 5.750 giri/minuto. E’ leggera, è snella, ha i cavalli giusti, ma non rinuncia alle chicche che piacciono ai motociclisti smaliziati, come una bella forcella rovesciata, pinze radiali Brembo e un bel forcellone. Costa meno di 10.000€, ed è perfetta per tutto.

Ducati Monster 797 e SS

Risorta invece dalle ceneri, dopo qualche anno di assenza, la Supersport torna nei listini Ducati per solleticare la voglia dei motociclisti a viaggiare con gusto sportivo, il vero sportouring. semimanubri, carene, sella sportiva, nella nuova versione è un po’ SS e un po’ ST, per fortuna dei viaggiatori, che in gioventù sono riusciti forse a sopportare le pretese posturali della SS, ma che a pensarci bene ora preferiscono viaggiare con meno sacrifici. La nuova SS è un concentrato di tecnologia di ultima generazione Ducati, bello il frontale a X a led, la strumentazione LCD, e Il motore Ducati Testastretta 11° da 937 cc da 110 CV a 9000 giri al minuto e una coppia massima di 9,5 Kgm a 6.500 giri, di cui l’80% già disponibile a 3.000 giri. Tutto quello che serve per viaggiare e… a fare anche quello che non si deve. La Supersport è dotata di ABS e DTC, il Ducati Quick Shift up/down, i Riding Mode, un display LCD che trasforma il cruscotto della SuperSport in un avanzato pannello di controllo e il Ducati Safety Pack (DSP), che comprende ABS Bosch 9MP e Ducati Traction Control. Il tutto impreziosito dal mitico forcellone monobraccio. Prezzo 13.490€ fc

Se parliamo di bicilindrici non possiamo non continuare con le case italiane che sembrano intrise di cultura bicilindrica, il V di 90 trasversale di Moto Guzzi è un simbolo senza tempo. Come per BMW, stessa conformazione ma dentro è un motore che dalla fine degli anni 90 è cambiato più volte. Oggi la punta di questa icona è il nuovo 850 che equipaggia la V85TT e il grosso 1200 che equipaggia la poderosa California. Mancava nella produzione Moto Guzzi una endurona che avesse stile, gusto e personalità. Questa aquila da adventouring ha tutto, nata per chi attendeva la moto italiana giusta, quella con anche la cilindrata giusta senza il classico bombardone, non ha tradito le aspettative. Il motore è il bicilindrico a V trasversale di 90° raffreddato ad aria, tornato alla distribuzione ad aste e bilancieri a due valvole, tutto nuovo per rispettare la normativa Euro4, 853cc da 80cv, ABS continental, ruota anteriore da 19, tre mappe di guida, cuise control, e piattaforma multimediale Moto Guzzi MIA, per avere la moto sottocontrollo sul proprio smartphone. Prezzo davvero aggressivo per una moto con questa classe, si parte da meno di 12.000€ e tanti optional nel catalogo Moto Guzzi.

Moto Guzzi V85TT e Eldorado

Non potevamo non mettere una bella cruise, ma di quelle un po’ ruvida, non l’opulenta ed emblematica California, ma la Eldorado, custom che monta il grosso V90 trasversale da 1380cc, cilindrata che ha necessitato un design particolare del serbatoio per ricavarne lo spazio per le due grosse test. Lunga, comoda, vistosa, ma adatta anche ad una giacca in pelle, con i suoi 96cv e 121Nm di coppia a soli 3000 giri, offre tutto il confort e la vistosità per un motociclista che non ha paura di essere notato e soprattutto di non essere omologato alla massa, di customisti. Classic si, ma di ultima generazione, elettronica moderna con il ride by wire e il controllo di trazione MGCT e MG-MP (Moto Guzzi Multimedia Platform). Non mancano dal punto di vista visivo alcuni contrasti che rendono la moto ancora più bella, come le pinze ad attacco radiale Brembo messe vicino ai grossi pneumatici bicolore con cerchi a raggi. Eldorado è riconoscibile per l’originale proiettore a superficie complessa con faro polielissoidale dotato d’illuminazione diurna con led DRL e dalla strumentazione, racchiusa in un quadrante circolare da ben 150 mm di diametro con la scala del contagiri analogico ricavata lungo la circonferenza esterna e il display multifunzione full-matrixsospesoal centro, il tutto racchiuso, come in un orologio di lusso, dentro una luccicante cassa cromata.  

Negli ultimi anni però un nuovo tipo di bicilindrico ha fatto la comparsa sul mercato, più facile da progettare e mettere in produzione specialmente da chi proviene dai 4 cilindri, forse meno fascinoso dei suoi parenti, sono i bicilindrici frontemarcia. Tra i tanti ce n’è uno nuovissimo presentato ad Eicma sulla nuova Aprilia RS660. 100CV di bicilindrico sportivo, unito ad una ciclistica da vera sportiva, pinze radiali Brembo, forcella rovesciata, un forcellone importante, uno scarico corto sotto pancia, un dashboard da vera MotoGP, e un codino corto da cattiva ragazza da cordoli. Non ancora ufficialmente uscita sul mercato è molto attesa, perché è la moto che potrebbe riaprire le strade ai motociclisti sportivi, la posizione in sella infatti è stata studiata per essere adatta anche agli spostamenti.

Benelli 752s

Tra le nuove leve, c'è una casa che ha una lunghissima tradizione radicata sul nostro territorio, anche se negli ultimi anni è diventata di proprietà cinese. Parliamo di Benelli e dell'ultimissima nata che ha fatto la sua comparsa all'ultimo EICMA e rischia di essere un grande successo, visto la raffinatezza del design, le soluzioni di sostanza utilizzate e il rapporto qualità prezzo dotazioni. Dopo il successo della TRK 502 ecco arrivare la Leoncino 752S. Naked dalle linee moderne, è spinta da un nuovo bicilindrico frontemarcia di 754cc da 74 cavalli. Nel design presenta un codino corto accompagnato da uno scarico tozzo, bello il forcellone a tobi e il gruppo targa sospeso, davanti monta una forcella Marzocchi da 50mm con pinze radiali Brembo e sul ponte di comando un bel display TFT. Non manca un bel gruppo ottico full-led, il tutto per soli 6.990€.

Chiudiamo la rassegna italica facendo l’ultima capatina nella tradizione italiana, con un nome che evoca una grande storie di motociclette, e che ci regala uno dei migliori bicilindrici in circolazione, parliamo di MotoMorini e del suo CorsaCorta da 1187cc, un bialbero a V di 87° e un alesaggio record da 107mm per 116cv. La moto scelta dal catalogo MotoMorini è la Milano, una modern classic dalla grande personalità che accanto alle linee delle motociclette nude degli anni settanta, accosta soluzioni da motociletta modernissima, con il telaio a traliccio, cruscotto lcd a colori da 5 pollici, forcella rovesciata, pinze ad attacco radiale Brembo e sospensioni regolabili, ma anche il design non lascia spazio alle interpretazioni, il disegno moderno del faro, come il codino corto e il gruppo portatarga sospeso, ne completano il curriculum. Prezzo 15.000€

Moto Morini Milano

Che siamo terra di motori è evidente, in una sola nazione abbiamo potuto vedere una varianza di soluzioni nel disegnare lo stesso motore davvero incredibile: dal più particolare, il V a 90 trasversale, al più sportivo, il Desmodromico, al più moderno, il frontemarcia. Anche nei nomi non ci manca fantasia, dal desmodromico al corsacorta, al testastretta, un motore a casa nostra deve avere un nome, un'anima. Sapranno fare lo stesso gli stranieri? Lo vedremo la prossima settimana.

PARTE SECONDA

Wolf

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