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Mercoledì, Mer Ott 2020

Meet’N’Ride

Così l’evento Meet’N’Ride è arrivato alla sua quinta edizione e questa volta non abbiamo voluto mancare.


Certo qualcuno penserà: ma siete andati a un evento della concorrenza? No siamo andati a fare un giro in moto con un Amico, il fatto che sia anche uno stimato giornalista è solo un valore aggiunto.
Infatti Nicola Andreetto, è un amico e il fatto che sia lui, con il suo sito Motoreetto, sia noi parliamo di moto, lo facciamo in modo diverso, entrambi con il proprio personale stile e più che concorrenti ci sentiamo uniti in questo nostro raccontare le due ruote a 360°;  proprio le due ruote ci hanno fatto incontrare e perfino realizzare qualche progetto insieme…in fondo sempre meglio cercare ciò che unisce invece che ciò che divide.
Ok, dopo questa premessa parliamo del Meet’N’Ride che in sostanza è un giro tra amici che Nicola ha ideato cinque anni fa e annualmente viene riproposto come un appuntamento stagionale con i motociclisti che lo seguono sul sito e sui social.
Un giro che ogni anno cambia nel percorso, sempre diverso, ma non nella zona geografica, la Lessinia, tanto cara a Nicola viste le sue origini Veronesi.
Terra che dai Monti Lessini scende verso Verona in una ramificazione di valli parallele tutte meritevoli di essere visitate.

Lessinia

Quest’anno il punto di partenza, ma anche di arrivo, è stato il Forte di Pastrengo, posto decisamente panoramico, caratteristico e strategicamente perfetto per il caffè di benvenuto nel locale Bierstube Festung, all’interno del Forte, che è anche la sede del Moto Club Eat Sleep Ride che anche quest’anno ha aiutato Motoreetto nella stesura del percorso e nella gestione delle giornate fungendo da apripista, servizio scopa e comunque validi indigeni per esplorare le belle terre venete.
La partenza vede un serpentone di ben 25 moto, di varie tipologie e marche, salire sulle colline della Valpolicella sfiorando con il loro variegato colore le pregiate viti della zona tanto amate dai vinai de ci conseguenza dagli amanti dei rinomati vini famosi in tutto il mondo.
Da San Giorgio di Valpolicella “Ingannapoltron” il tracciato è stato un continuo zig zag alla ricerca delle strade più panoramiche e belle verso Fumane e Molina.
Curve su curve perdendosi nei panorami che invitano a una guida lenta e rilassata, senza fretta.
Poi su verso Breonio e Fosse per aggirare il monte di Santa Viola con un primo tratto di strada sterrata.
Già il percorso prevedeva un itinerario in asfalto, a parte un tratto panoramico in quota di cui parleremo più avanti, ma questa edizione è stata quella dell’avventura e quindi qualche deviazione e difficoltà in più l’abbiamo trovata, nulla di esagerato, forse semplicemente non eravamo preparati.

Bosco di Chiesanuova

Passati indenni il primo Fil Rouge, all’insegna dell’unione che fa forza in un gruppo che in sole poche ore si è rivelato unito siamo salito al bosco Chiesanuova per ritrovare l’asfalto.
Conca dei Parpari, Camposilvano, e San Giorgio in un susseguirsi di curve dove i rettilinei sembrano estinti da tempo per poi imboccare la strada della Podesteria, detta anche Translessinia, che corteggia in alto tutta la costa dei monti Lessini.
Una bella strada bianca, facile e panoramica che merita un po’ di fatica per chi ha gomme e/o moto stradali. Pochi chilometri e una bella salita porta al Monte Tomba, una strada con buche e canali che impegna molti, compresa la nostra BMW R1200GS gommata stradale che nonostante tutto sale agile…un po’ meno il pilota che mentre cerca le traiettorie migliori dando gas responsabilmente pensa: “Ci sarà sicuramente un’altra strada per scendere” !!!
In vetta la risposta è NO, quella è l’unica via, risposta che getta nello sconforto il turista che trova consolazione solo negli ottimi gnocchi di malga e nella calorica torta della nonna Maria che ci propone il rifugio Primaneve

Lessinia

Dopo il pranzo comunitario si scende di nuovo a riprendere la strada della Podesteria, chi sulle proprie ruote, chi affidando la propria alle mani più esperte e capaci degli angeli del E.S.R che risolvono così il problema.
La Translessinia prosegue per altri quasi 10 km di panorami stupendi che la bassa andatura, vuoi per il terreno, vuoi per il rispetto degli altri utenti della montagna permette di immergersi nella natura di pascoli sconfinati.
Finalmente dopo malga Lessinia ricomincia l’asfalto con un susseguirsi di tornanti che quando cominciano a darci piacere, sul più bello, deviano verso l’ennesimo tratto in fuoristrada, non impossibile, ma impegnativo soprattutto per chi ha poche doti in off road e ha moto da 300 kg gommate stradali. Una sfida però che molti alla fine, dopo essere sopravvissuti, hanno metabolizzato come una piccola conquista personale.
Ormai è ora di aperitivo e la voglia di provare una birreria caratteristica ci attira, tanto è a soli 2 chilometri dall’alloggio serale. Peccato che anche per raggiungere l’Agribirrificio Laorno ci sia di nuovo una strada non asfaltata in discesa, ma vuoi per la voglia di birra, vuoi che ormai siamo pronti quasi a tutto, in un attimo siamo in terrazza a brindare.

Birrificio Laorno

A “tutta birra” risaliamo e in un attimo siamo alla Casa Alpina Valdiporro dove ci aspetta una sostanziosa grigliata che mette tutti d’accordo, finché il falò diventa occasione per scambiarsi le opinioni sulla giornata e le solite chiacchiere tra motociclisti con una birra in mano, si siamo scontati anche in questo.
Le tende dei più coraggiosi sono piazzate, le camere sono pronte per i più comodosi, e Morfeo coglie un po’ tutti con un sottofondo di russare tipico della stanchezza.
L’alba fa risvegliare un po’ tutti che in un ordine disordinato cominciano a preparare i bagagli sulle moto, una colazione di quelle tradizionali, quelle di una volta con quelle tazze grosse e rotonde, latte e caffè, pane e marmellata, che per me hanno sapore di infanzia e di nonni veneti.

Casa Alpina Valdiporro

La strada però torna protagonista con un ritorno verso il Passo Fittanza e poi giù a Sega di Ala sulla strada della Sdruzzinà. Sconfiniamo in Trentino con la Val d’Adige, proseguiamo verso Avio, Brentonico e San Valentino fino a salire sul Monte Baldo che di fatto divide la Lessinia dal Lago di Garda.
La strada in costa è bellissima, panoramica ben tenuta seppur stretta e trafficata in questa calda domenica, Bocche di Navene e Ferrara Monte Baldo arrivano in un attimo e la lunga tortuosa discesa ci riporta velocemente di nuovo a Pastrengo.

Lessinia

Oggi tutto su asfalto, di quello giusto, curvoso e panoramico, per il piacere di tutti, anche se qualche irriducibile un po’ di terra l’avrebbe comunque gradita.
Siamo di nuovo al Forte di Pastrengo dove Oscar, gestore, oltre che socio del Moto Club Eat Sleep Ride, ci propone le sue specialità Tirolesi che concludono insieme ai saluti un WE fatto di moto curve emozioni che hanno il sapore vero dell’amicizia anche se nata solo il giorno prima.

Groltz

Difficile chiamare questo Meet’N’Ride un evento, assurdo considerarlo un raduno, è semplicemente un giro in moto tra amici (ben organizzato e strutturato) questo è quello che abbiamo vissuto, cose semplici, senza troppe pretese, ben proposte, con i tempi giusti, quelli senza fretta.
Un giro ben orchestrato da Nicola aka Motoreetto, con l’aiuto del Moto Club Eat Sleep Ride, capace di essere presente, senza essere impositivo, e creando l’atmosfera giusta per mettere tutti a proprio agio.

Grazie a:
Filippo Pandin per le foto (Insagram
Al Moto Club Eat Sleep Ride e nello specifico a Mattia, Cristian e Ciro, a quest’ultimo un grazie in particolare per avermi portato in fondo alla discesa la mia moto.
Grazie anche al mio compagno di camera per aver sopportato, senza sopprimermi, il mio concerto notturno “Scania al minimo in fa maggiore diesis”

Lessinia

Abbiamo usato: Casco

" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Caberg Horus – Giacca Clover Crossover-4 WP Airbag – Guanti Clover GTS-2 – Jeans Clover SYS-3 – Stivali TCX AirtechOcchiali Emblema

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