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Domenica, Dom Dic 2019

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CBillo

Oggi vi parlo di un motorino mitologico, il CBillo, metà Gilera CBA e metà Piaggio Grillo.


La metà superiore è di un CBA arrivato l’anno scorso nel mio box direttamente dalla cantina di un amico sulle colline tosco-emiliane, trent’anni di polvere che ovviamente non è stata tolta nemmeno per l’occasione, tanto davano pioggia…
La parte inferiore invece arriva da un Grillo che ben conoscete visto che di fiori vestito ha partecipato all’ultima Red Bull Epic Rise e di fatto il fango attaccato è ancora quello di Luglio.
Insomma un trapianto degno di Frankenstein con l’aiuto di più motorini a fare da donatori sani, per poter partecipare alla 27^ Monferraglia Uinter Peak, fatto in mezza giornata e terminato giusto il pomeriggio prima della manifestazione.
Insomma una cosa improbabile, inguardabile, ma con tante speranze e con poche aspettative.
Eppure le caratteristiche tecniche sulla carta c’erano tutte.
Forcella telescopica non revisionata e ammortizzatori spompati  a parte il telaio è uno di quelli “veri” bello robusto e contenente ben 5 litri di preziosa miscela al 2%.
Ma questa è la parte del CBA, sotto una bella slitta CLP, con un motore 65cc, kick starter, carburatore 13/13 e marmittazza Giannelli.
Ruote a raggi da 14” (Invece dei 16” del CBA) e aggressive gomme Pirelli Scorpion che insieme al mozzo da 14 giri davano una rapportatura decisamente corta.
Insomma velocità massima ridotta, ma tanta esuberanza di gas tanto da faticare a tenere a terra la ruota davanti….ideale per arrampicarsi sulle montagne Valdostane.
Certo affrontare una salita a 2700 metri con un mezzo mai provato ne testato dava nefaste supposizioni, ma tanto anche il pilota è altrettanto improbabile.
Il manubrio stretto originale non è adatto al fuoristrada, ma lui non lo sa e comunque anche chi guida non è capace, quindi nel caso entrambi hanno una scusa in più da sfoggiare in caso di fallimento che si aspettano ad ogni salita e dopo ogni tornante.
Eppure CBillo non molla, si arrampica caparbio incurante di sassi, fango e persino neve, sbanda oscilla s’impenna, saltella scomposto insieme allo stile ortodosso dell’anziano ragazzo alla guida.
Mentre molti si fermano, tanti spingono, lui sale beffardo, mai presuntuoso, quasi umile ma efficace.
La vetta dei 2750 metri della vetta COUIS 1 di Pila è conquistata, del resto la Monferraglia è così, ci vuole anche una sana dose di cu….rtuna!
La discesa che riporta a Gressan è tutta soddisfazione anche se i piccoli freni a tamburo fanno quello che possono per rallentare il motorino che alla fine supera con quel suo piccolo scoppiettio metallico l’arrivo.
Ora CBillo può riposare, ma la mente contorta del proprietario già gli sta preparando nuove imprese da affrontare.

Flap

Un grazie particolare a Vincenzo Cuda per la pazienza a sopportare la mia fantasia che è inversamente proporzionale alle mie capacità meccaniche…e di guida!