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Ho chiuso l'anteriore
Ho chiuso la gomma…
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Già, per di più l’anteriore, non solo, ho anche appoggiato ginocchio e gomito, ma siccome mi piace esagerare, anche spalla e casco.
Marc Marquez mi fa una pippa: peccato che l’elettronica della sua Honda ci metta qualche pezza in più rispetto alla ciclistica del mio Ciao Piaggio del 1982.


Certo il manico di Marc farebbe sempre la differenza, ma vi assicuro che trovarsi a terra senza sapere perché mina parecchio la sensazione di sicurezza e la fiducia nelle proprie, nel mio case poche, capacità di guida, oltre che in quella delle leggi della fisica.
Però come Marc ero in pista con casco integrale, tuta in pelle e tutte le protezioni del caso come fosse, di fatto lo era, una gara vera.
Primo giro di prove libere della penultima gara del Campionato Nazionale Moped ACSI Moto,  quindi andatura rilassata, più di quanto conceda un 50cc, seppure preparato, e cosciente dell’umidità dell’asfalto e della bassa temperatura delle piccole gomme, eppure alla terza curva l’anteriore scappa e vengo pesantemente scaricato a terra sulla spalla con il casco che dopo un sonoro toc gratta sull’asfalto.
Nemmeno il tempo di rendersi conto, neanche la prontezza di proteggersi con le mani, semplicemente mi trovo a terra.
Il tempo di rialzarmi, raddrizzare la ruota davanti del Ciao come si faceva una volta con la ruota tra le ginocchia facendo forza sul manubrio, riaccenderlo e completare il giro e rientrare ai box…prima di perdere quasi conoscenza dal dolore.
La cosa che più mi imbarazza, ora che somatizzo che il danno che son riuscito a procurarmi è relativamente ridotto, è il non riuscire a comprendere il motivo di passare dalla posizione verticale a quella orizzontale senza preavviso.
Le gomme fredde, l’asfalto umido, una macchia d’olio, un detrito, potrebbe essere qualunque cosa, il risultato non cambia, probabilmente fossi stato in gara e concentrato mi sarei aspettato, magari preparato alla possibilità di cadere, così no.
Incazzatura e preoccupazione per il lavoro e le eventuali limitazioni più che il danno fisico in se, tutti quei film e supposizioni che girano nella mente mentre attendi il tuo turno al pronto soccorso e che solo nei giorni e nelle visite successive riescono in parte a tranquillizzarti e definire i danni e le limitazioni derivanti.
Tra tutti i pensieri nessuno però sulla possibilità di smettere, anzi con la speranza di riuscire ad essere in forma per la gara successiva e di essere comunque di nuovo velocemente in sella.
Oggi ho ripreso in mano una moto, senza paura ne preoccupazione, apparentemente tutto normale, come al solito.
L’unico cruccio rimane la fiducia che potrò avere in me stesso e nelle gomme quando mi ritroverò di nuovo nelle condizioni di una “staccata”, riuscirò a dimenticare o la paura avrà il sopravvento?
Solo la pista e quel Ciao dell’82, il mio VioLento, potranno darmi la risposta tra meno di 15 giorni!

Flap