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Lunedì, Lun Lug 2020

Come si cambia

Il dubbio mi assilla da tempo, da quando, dopo aver per anni professato una passione per le sportive carenate a 4 cilindri, mi sono avvicinato alle bicilindriche, per giunta Boxer fino a, udite udite, approdare al GS!


Una rivoluzione personale, dovuta alle capacità che diminuiscono con crescere dell’età, anche se confesso la presenza della sportiva nel box, che uso poco, ma testimone che i primi amori rimangono forti.
Però anche le mode cambiano, dall’enduro e sportive degli anni ’80 e ’90, le prime evolute nelle maxi enduro che le hanno fatte piano piano sparire, le seconde dopo un’evoluzione estrema fino al primo decennio del nuovo millennio hanno avuto un crollo verticale.
Intanto crescevano la Naked, mentre le Touring mantenevano la loro piccola fetta di mercato sempre più invasa dalle Enduro stradali che, come i SUV nelle auto, fagocitavano il settore.
Intanto la moda cambia, cambiano i costumi e la voglia di apparire o di stupire porta alla riscoperta delle classiche, magari d’epoca, insieme al fenomeno delle Special che se ha rimesso in moto una parte del settore dall’altra ha fatto strage di moto barbaramente tagliate e rovinate per sempre.
Un mondo in evoluzione o involuzione che seguo, a volte comprendo altre aborro ma fa parte di questo tempo.
Cambiano i tempi ed io con loro.
Intanto sfoglio l’ultimo numero di Riders, rivista che seguo da quel numero 1 del 2007, e faccio fatica a leggerlo; pagine cupe dove il testo poco si evidenzia, sarà la mia vista stanca, e pezzi che non mi sembrano all’altezza di un passato fatto di penne conosciute.
Ha cambiato tre direttori che hanno dato al giornale la loro impronta personale, ma l’essenza è rimasta la stessa trasversale idea del mondo moto.
Una cosa che mi era capitata anche con altri mensili del settore, anche con la ben più storica rivista Motociclismo che non riusciva più, a darmi emozioni interrompendo la mia costanza nel cercarlo in edicola già qualche decina d’anni fa.
Mi capita anche con i libri di autori che conosco e non riconosco, persino nei film mi sento sempre più critico.
Una percezione personale che non mi fa apprezzare fino in fondo quello che fino a prima, spazio temporale variabile, mi entusiasmava o perlomeno mi piaceva, cose che non mi convincono più.
Già le cose cambiano, ma mi rimane l’ultimo dubbio sono loro che cambiano o sono cambiato io?

Flap