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Giovedì, Gio Gen 2021

L’arte dello “Zainetto”
Lo “Zainetto” secondo il dizionario “Flapporelli” è:
- Contenitore con cinghie da portare sulle spalle.
- Persona che sta alle spalle di un guidatore di moto.
Già, Zainetto, nomignolo simpatico che viene assegnato a chi occupa la porzione posteriore della Moto, raramente comoda poltrona, spesso spazio appena sufficiente, in qualche caso strapuntino degno di un fachiro masochista.
Mi piace di più “Zainetto” del freddo termine “passeggero” e lo preferisco anche a “Zavorra” che da senso di pesante e fastidioso.
La professione dello Zainetto, mestiere difficile e non per tutti, io non ne sono capace, e degno di rispetto.

 

Sì, perché fare lo Zainetto è una scelta di fiducia, com’è una scelta decidere di portare qualcuno, assumendosene quindi la responsabilità.
Ma perché una persona sana di mente dovrebbe mettere la sua vita nelle mani di un individuo alla guida di un mezzo, potenzialmente pericoloso, fidandosi ciecamente delle sue capacità.
Perché deve sfidare gli elementi magari con abbigliamento adattato alla meglio?
Perché sopporta silenziosamente la quasi immobilità su uno spazio limitato, spesso rannicchiato e proteso il avanti, costretto pure a limitare i bagagli?
Cosa lo spinge ad affidarsi completamente al pilota senza possibilità alcuna di intervenire nella guida se non rimanendo, il più neutrale possibile?
La risposta è molto semplice; Amore.
Si di solito lo Zainetto lo fa per Amore.
A volte per amore del suo Pilota, a volte per amore per la moto e le emozioni che sa trasmettere spesso per entrambe le due motivazioni completando un ideale idilliaco quadro motociclistico.
Non me ne vogliano gli sportivi sfegatati o i motociclisti solitari che hanno come dogma “la moto va usata da soli”, avete ragione, la guida sportiva, ma anche non, è più appagante senza vincoli alle spalle, e comunque in due il passo deve essere adeguato e il margine di sicurezza ampio…... ma spesso la condivisione con una persona della nostra passione vissuta fino in fondo insieme ripaga del “fastidio”….e poi mica sempre lo Zainetto c’è!
Condivisione, sì perché convivere in uno spazio ristretto per qualche ora richiede Feeling, serve fiducia e come dicevo prima Amore e Passione.
Ecco che la decisione di salire in sella o di trasportare qualcuno dovrebbe essere dettata dalle Emozioni, dalle sensazioni ascoltandole fino in fondo, altrimenti il viaggio si rileverà un supplizio per entrambi.
Se invece la complicità c’è ecco che il viaggio assume sfumature appaganti, scambi di gesti per indicare un panorama, il contatto fisico, inevitabile, è una piacevole sensazione di “presenza”, la sosta per un caffè diviene un momento di ulteriore piacere per la compagnia.
Ecco allora lo Zainetto seguire la danza delle curve adattandosi alla guida del suo complice, seguendone i movimenti o dedicandosi alla ripresa fotografica così da fermare i momenti che sfuggono veloci sulla strada, ma anche solo gustandosi in silenzio il piacere della moto.
Compagno di viaggio, a volte compagno di vita, sempre complice di una Passione che riesce a rendere ancora più piacevole con la sua presenza.
Io come ben capite ho un’ammirazione per lo “Zainetto”, mi piace andare in moto anche in coppia, quindi ….W lo “Zainetto”.

Flap