Ducati Superbike in Porotgallo
Categoria: Sport

Il secondo round della Superbike è stato un dominio completo del team Ducati Aruba, oltre a Nicolò Bulega, è arrivato anche Lecuona ad occupare spazio sul podio.

Fuori Ragzatlioglu era facile pensare che la stagione 2026 della Superbike fosse un affare privato di Ducati e di Nicolò Bulega, e questi primi due round hanno solo confermato i pronostici pre-campionato. Il binomio tra la moto di Borgo Panigale e il pilota italiano, anche quando i test regalano qualche speranza alle case concorrenti, non lasciano spazio a dubbi.

Bottino pieno per Bulega, che in Portogallo ha dominato dal primo all’ultimo giro di tutte le gare, lasciando gli altri piloti a disputarsi i restanti gradini del podio, anzi no! A disputarsi il terzo gradino del podio. Già perché dopo un veloce periodo di adattamento, sembra che il compagno di box di Bulega abbia già trovato le misure della Panigale 2026. Anche per lui una tripletta, abbonato solidamente al secondo gradino del podio. Difficile dire se, come in MotoGP per il team Aprilia, il nuovo compagno di squadra diventerà una spina nel fianco per Bulega, ma per ora in Ducati possono festeggiare la buona scelta di ingaggiare l’ex pilota Honda.

Ma il Portogallo ci ha portato anche qualche buona novità tra le case concorrenti. Tutti aspettavano le Bimota, reduci da ottimi turni nei test dopo la gara di apertura, invece è stato il nuovo arrivato Miguel Olivera a regalare al pubblico di casa tre splendidi podi, facendo ben sperare BMW per il proseguo di una stagione che, orfana di Toprak, si annunciava arida. L’ex pilota della MotoGP non è però nuovo a buone prestazioni sulla pista di casa, quindi bisognerà attendere le prossime gare per avere conferme e rassicurazioni.

A guardare la classifica poi qualcuno potrebbe pensare ad una montatura, ad una gara patacca, oppure ad un errore nella pubblicazione dei risultati, perché con Alex Lowes quarto e Sam Lowes quinto, le classifiche dei primi cinque piloti delle tre gare, sono identiche. Una coincidenza più di colore, che un qualche segnale da cogliere per questa stagione 2026.

La nota di colore vera però è stato il ritorno in pista di Jonathan Rea nelle gare della Superbike come sostituto di lusso, se non in gran forma, per lo meno capace di portare a termine le tre gare e di incassare anche qualche punticino in Gara2. Il migliore dei piloti Honda in pista, un segnale che forse a Tokyo dovrebbero cogliere, invece di continuare a costruire progetti che tra moto e piloti, sembra non avere mai ne capo ne coda. Honda merita di lottare per il podio, merita di essere nella mischia e di rendere ancora più spettacolari le gare della Superbike.

Prossimo appuntamento è tra tre settimane sul bellissimo tracciato di Assen, ma sarà difficile vedere qualcosa di diverso.

 

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