Sul circuito di Brno Marc Marquez fa nuovamente incetta di vittorie, ma gli occhi erano puntati su Aprilia, tra l’ennesima buona prestazione di Bezzecchi e il rientro di Jorge Martin.
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Forse è un modo di snobbare questo noioso vincitore seriale di gare, un Marc Marquez egoista, cinico, addirittura avaro nel lasciare qualche avanzo agli avversari. Ai box e sulla linea di partenza sorride a tutti, stringe le mani, li abbraccia, ma se potesse guidare tre moto le metterebbe tutte sul podio solo per il gusto di dire “tutto mio”.

Ma quello di Brno era il gran premio di Aprilia. La casa di Noale ha rubato la scena a tutte le case, Ducati compresa, già dal giovedì, mandando in onda il finale della sua soap “la grande fuga del Martinator”. Con la conferenza stampa di inizio week end si è chiusa questa mini serie davvero avvincente, di cui non auguriamo il sequel a Massimo Rivola. E’ iniziato il rientro di Jorge nella stagione 2025, quella che lo vede portare il numero uno sulla carena.
In Aprilia il Bez traccia la rotta, Martin si mette in scia
Un week end buono quello di Brno, per il Bez un quarto e un secondo posto che portano tanti punti in più in classifica, per Jorge che doveva trovare il feeling con la moto, la pista, la gara, le emozioni, una undicesima posizione nella Sprint e poi un settimo posto che gli valgono finalmente i primi punti in campionato. Un inizio, un inizio con le farfalle nello stomaco per Jorge Martin, che già si sono trasformate in un consapevole approccio con tutto il sistema MotoGP, con un Bez là davanti che sembra una promessa di giorni di gloria, raccontato da quel grande sorriso stampato sul viso del campione del mondo.

Peccato nuovamente per Pecco Bagnaia, Dall’Igna nel dopo gara parla di progressi, Pecco invece dei soliti problemi, che di fatto lo hanno tenuto lontano dal podio nonostante la pole strappata al compagno di squadra dopo un errore del box Ducati, che lo hanno costretto a passare dalla Q1. Tutto cambia, niente cambia, a metà stagione sentiamo Bagnaia parlare ancora degli stessi problemi. Il confronto con Marquez certo pone molti dubbi, ma un pilota che ha vinto, e fatto vincere alla sua squadra, due mondiali MotoGP, è giusto possa esprimere la sua moto ideale. Sempre che a Borgo Panigale la questione ormai non abbia poca importanza.
Pressione bassa, e quello stratagemma poco onorevole di Marc
Gare che non hanno avuto grandi sussulti, la Sprint Race è partita già con Marquez in testa, inseguito prima da Bagnaia e poi da Acosta, il quale è passato anche in testa per qualche giro. Ma è stata una delle pagine meno onorabile della MotoGP, con Marc Marquez a cedere la posizione di testa volontariamente come stratagemma per tenere le gomme nei limiti della pressione regolamentare, sfruttando il calore della moto avversaria.
Gara della domenica diversa per un terzo di gara, con Bagnaia e Bezzecchi aggressivi nel primo giro, ad uscire dalla mischia è la RS-GP25 pronta a fare il passo, ma solo fino all’ottavo giro. Poi tocca al solito Marquez passare in testa e fare l’andatura con un passo troppo svelto per il Bez, impegnato a difendersi per qualche giro dal ritorno di Acosta, ma senza mai subire un vero attacco.

Ottimo il week end di Brno anche per la KTM e per Pedro Acosta, finalmente, che portandosi a casa un secondo e un terzo posto, a punti è appena dietro a Marco Bezzecchi. Aria fresca per la casa austriaca, che se non fosse stato per la caduta di Bastianini, si sarebbe presentata sulla pista di casa dopo un week end perfetto. Toccherà proprio al circuito austriaco verificare la bontà di questo ritorno.
Prossimo appuntamento con la MotoGP è tra tre settimane in Austria, mentre la Superbike torna la prossima settimana per il debutto sul nuovo circuito in Ungheria, centesimo round del campionato mondiale Superbike, che fu vinto a Donington Park proprio da quel Davide Tardozzi che imperversa nel box Ducati MotoGP.