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Toprak Ragzatlioglu e Jonathan Rea
Categoria: Sport

Il capolista del campionato mondiale Superbike, Toprak Ragzatlioglu, vicino alla prima corona iridata è corteggiato dalla MotoGP, mentre il sei volte campione del mondo Jonathan Rea ha trovato solo porte chiuse. Ce n'è abbastanza per far guerra.


Non è facile per un pilota competitivo, a tratti duro e cinico come Jonathan Rea assistere allo spettacolo che si è acceso intorno al giovane turco. Toprak Ragzatlioglu al suo primo vero challenge per la conquista del titolo mondiale è già stato chiamato in MotoGP per salire in sella ad una Yamaha del team satellite Petronas. Solo la prudenza del suo manager Kenan Sofuoglu lo ha tenuto saldamente in Superbike.

Toprak Ragzatlioglu

Tutto sembrava disinnescato, il contratto siglato per altri due anni con il team Yamaha Superbike prima di metà stagione aveva raffreddato la pista, l'imperativo per il manager di Toprak era prima la conquista di un titolo mondiale Superbike. Ma il giovane pilota Yamaha ha bruciato le tappe, e dopo una prima parte di stagione a favore di Jonathan Rea ha deciso di bruciare le tappe, ed ora sembra proiettato verso il suo primo titolo mondiale Superbike.

Scenario che ha riaperto tutto, Toprak è pronto per il suo primo test sulla Yamaha M1, mentre il team satellite di Razlan Razali non ha ancora chiuso il contratto con il secondo pilota che nel 2022 dovrebbe affiancare Andrea Dovizioso.

Uno scenario allucinante, che non ha fatto mistero nell'ultimo anno che il suo rammarico più grande in carriera è stato quello di non essere saltato in MotoGP, nonostante i titoli mondiali accumulati uno dopo l'altro, nonostante le numerose porte a cui ha bussato. Ora deve vedere questo giovane pilota turco, con il quale i rapporti si sono sempre più sfilacciati man mano che ne cresceva la competitività, corteso tra i due mondi.

Jonathan Rea

Jonathan paga alla fine quello che è stata in questi sei anni la qualità per vincere in Superbike: non dover dividere attenzione e budget tra i due campionati. Senza una Kawasaki pronta a trasbordarlo in MotoGP, nessuno gli ha dato fiducia. Nemmeno Ducati che avrebbe avuto tutto l'interesse a toglierselo di torno in Superbike per aprirsi la strada verso un titolo mondiale sempre più lontano.

Tra le tante illazione anche quella di una sorta di punizione verso Kawasaki, con Rea vittima incolpevole, per non essersi allineata ai progetti designati per le due massime divisioni, ed essersi impegnata ufficialmente in Superbike. Dopo tutto la Superbike ha sempre vissuto il dominio di Jonathan Rea quasi come un problema, e non come un eroe da pubblicizzare come accaduto in MotoGP con Marc Marquez.

Caduta di Jonathan Rea

Johnny mastica amaro, e il crescente nervosismo e astio nei confronti di Ragzatlioglu ne danno un chiaro segnale. Le dichiarazioni sulle scorrettezze di Toprak, le carenate in pista sono competizione, tattica, ma anche nervosismo e delusione. La Superbike resta il suo regno, sei titoli Superbike non potranno essere cancellati dal primo cambio della guardia dopo sei anni e dopo una serie di forzature regolamentari che hanno portato la Kawasaki ad essere ridimensionata. Ma per Rea lo scenario di Ragzatlioglu in MotoGP dopo un solo titolo e senza la possibilità di rivincita, è quanto meno demotivante.

Jonathan Rea costretto a vincere, per non lasciare che questo sgarbo si concretizzi, per non lasciare che una piccola falla si vada formando nella sua corazza di campione mentalmente ineccepibile e affilato, mai sazio, mai pronto a mollare.

Mancano solo due round, quattro gare, due superpole race, 124 punti. Tutti puntati sulla roulette della Superbike. Fuoco alle polveri.

 

 
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