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Lunedì, Lun Set 2020

Franco Morbidelli

La prima volta in MotoGP di Franco Morbidelli accade al GP di San Marino, una gara dominata dal primo all’ultimo giro riporta l’attenzione su questo pilota che troppo spesso passa in secondo piano. Grande gara di Valentino Rossi, peccato la beffa all’ultimo giro.


Diciamoci la verità, nessuno era davvero contento, in Italia, che tra i due piloti del team Yamaha Petronas quello buono fosse il francesino e non il nostro Morbido, la caccia all’erede di Valentino Rossi è sempre aperto, due campioni mondiali della Moto2 provenienti dalla scuola proprio di Valentino, e nessuno a brillare come Fabio Quartararo, origini italiane ma di lingua francese. La grinta Franco ce l’ha di sicuro, conosciuto per il carattere non proprio espansivo, concentrato, lavoratore, ha faticato il primo anno in MotoGP su una Honda difficile per tutti, poi finalmente la Yamaha ma con quel ragazzino ingombrante. Passo dopo passo alla fine il nostro Franco è riuscito a scalare la classifica, aumentando gara dopo gara la sua velocità e la sua efficacia in pista. Oggi sul circuito di Misano è andato in scena quindi l’acuto tanto atteso, Franco Morbidelli ha dovuto arginare solo Valentino Rossi prima di concentrarsi a inanellare giro dopo giro le bandiere virtuali della prima posizione.

Resta comunque un campionato estremamente confuso, tolto il dominio di Marc Marquez, il vuoto non è stato riempito da nessuno. Franco è il quinto vincitore in sei gare, ma non è solo questione di chi vince, ma anche di chi sale sul podio. Il capolista del mondiale, dopo sette gare, ha solo 76 punti. L’acuto KTM sembra improvvisamente spento, dopo le gare splendide in Austria e la vittoria di Binder a Brno, oggi non sono state avvistate tra le moto che lottavano per le posizioni che contano o quelle subito dietro. Fabio Quartararo accreditato per la vittoria del campionato a inizio stagione, dopo aver incantato nelle prime due gare, si è sciolto con il primo caldo, tra prestazioni difficili, guai tecnici, e cadute che un candidato campione del mondo non si può permettere.

MotoGP MIsano 4

Dove sta quindi la verità? Manca un campione vero o il livello dei piloti è davvero alto? Se ci fosse un’alternanza di pochi, un pugno, di piloti si potrebbe parlare di campionato tirato, ma il capolista del mondiale, Andrea Dovizioso, oggi è arrivato faticosamente settimo dopo una gara del tutto incolore. Difficile anche in questo gara dare ragione o torto a qualcuno nella diatriba Dovizioso-Ducati, se è vero che il forlivese è leader del mondiale e quindi la sua parola dovrebbe essere legge, oggi abbiamo assistito un’altra volta ad una gara di un livello diverso da parte delle due Ducati Pramac. Che sia una questione di stile di guida per Jack Miller e Francesco Bagnaia? Quindi meglio importare tutta la squadra Pramac in quella ufficiale? In Ducati ci stanno giustamente pensando.

I giovani rampolli di questo mondiale scalciano, il trono è vacante e i giovani rampolli si mettono in mostra, i due “ragazzi” dell’academy sono ormai cresciuto, e Rossi scherzosamente dice “chiudo l’academy”, e c’è un Joan Mir che di fare il gregario di Alex Rins ormai non ne vuole più sapere. Dopo quello che ha ritenuto uno scippo nel GP di Styria, Joan Mir ha dovuto strapazzare il suo compagno di squadra per salire sul podio e affermare con forza che il suo livello ormai è salito, che è un candidato credibile per un titolo del tutto anomalo. Si prepara un cambio della guardia in Suzuki?

MotoGP Misano 2

Gara partita con la coppia Valentino Rossi e Franco Morbidelli a tirare il gruppo, terzo si piazza Jack Miller che insidia il duo a qualche metro di distanza. Valentino ci prova per un paio di giri a destabilizzare il pupillo, ma il Morbido in realtà è un duro, arcigno, pennella le curve di Misano e mette un po’ di spazio tra lui e il maestro. Il primo colpo di scena è all’ottavo giro quando il capolista del campionato, Quartararo, perde il davanti della moto e cade nella ghiaia, spalancando la porta del mondiale ad Andrea Dovizioso. Intanto a metà gara gli inseguitori cambiano, Jack Miller perde il passo e all’inseguimento si mettono Bagnaia e Rins. Il circuito di Misano dovrebbe dare vantaggio solo a Yamaha e Suzuki, ma le Ducati Pramac sembrano anomale. Inizia un assedio a Valentino Rossi che dovrebbe concretizzare a breve, ma Rossi usa l’esperienza, la Yamaha funziona bene e riesce a proteggere le traiettorie, fino al ventunesimo giro, quando Bagnaia sopravanza sia Rins e che Rossi. Si arriva all’ultimo giro con Valentino che cerca di proteggersi ancora da Mir che ha passato il compagno di squadra, un passo troppo diverso e una sicurezza nelle sue prestazioni che gli permette di battere Rossi a poche curve dalla fine abbastanza facilmente, togliendo a Valentino un podio che sarebbe stato ben meritato. La bandiera a scacchi sancisce la prima vittoria di Franco Morbidelli.

Queste Yamaha difficili, inefficaci, in questo weeke end hanno dominato le prove anche se poi solo due sono state capaci di fare la differenza. Questa alternanza di piloti, di moto, di gomme, è difficile da capire in questa serie milionaria, così precisa, così scientifica. La verità non si capisce dove sta. Di sicuro delude Quartararo, ma delude anche Maverick Vinales, il pilota che non si poteva lasciare andare e che quest’anno non ha ancora dato grandi segnali. Probabilmente in Yamaha, ora che il Dovi è libero, si danna per una firma prematura. Intanto tutti i piloti dalle prestazioni incerte, compreso Dovizioso, sono lì davanti.

MotoGP Misano 3

Le Honda nel frattempo continuano a non esistere, in HRC fanno davvero solo i conti con il dominatore di titoli, che con i soli 76 punti del Dovi potrebbe ancora essere capace di vincere rientrasse domani nel mondiale, o si immaginano finalmente una moto capace di lottare almeno per la vittoria anche con un altro pilota? E qui ci cade ancora un Dovi, anche se anche HRC e il simpatico Puig un altro pilota lo hanno già ingaggiato.

Con tutti questi interrogativi attendiamo settimana prossima il GP della Romagna, ancora sul tracciato di Misano, ancora dove queste Yamaha vanno così bene. Chi sarà il prossimo vincitore? In contemporanea andrà in scena anche il Round della Superbike di Catalunya, sarà un week end davvero ricco.

Michele Rubin (Wolf)

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