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Martedì, Mar Set 2020

Binder Brno

MotoGP e Superbike che sorprendono e confermano, a Brno in MotoGP vince incredibilmente Binder su KTM, mentre in Superbike in Portogallo Jonathan Rea fa tripletta rimettendosi in testa al campionato


In MotoGP è scoppiata l’anarchia totale, il re è lontano, il principe a caccia del trono vacilla, e tra vassalli e valvassori scoppia un subbuglio che porta al podio più improbabile della stagione. Unico a sfregarsi le mani… è per l’appunto re Mark Marquez, che invece di ritrovarsi un Quartararo con 75 punti di distacco, avrà un po’ di lavoro in meno da fare per riconquistare la vetta, ora eventualità meno remota e questa gara lo dimostra.

Perché se c’è una notizia è proprio quella che un successore al re per ora non c’è, per battere Marquez bisogna essere impeccabili, implacabili, anzi insaziabili, dove ogni punto è più importante del rischio che si corre, mentre oggi Quartararo non è stato in grado di correre sui problemi, di vincere i problemi come fa Marquez, del quale è impossibile sapere se la moto in gara era a posto o meno. Ci avete mai fatto caso?

MotoGP Brno 1


QUANDO IL GATTO NON C'E'

Di buono c’è che per un campionato mondiale MotoGP mischiare così tanto le carte è quasi una ventata di aria buona, quasi meglio di una miscela al due per cento. Queste KTM non sono una sorpresa totale, il fattore di crescita era sotto gli occhi di tutti, ma arrivare a vincere una gara ha dell’incredibile. Anche questo Zarco non è del tutto una sorpresa, nel bene e nel male, c’era stata forte delusione nel sapere che a causa della situazione economica non avrebbe avuto il materiale promesso, ma oggi finalmente è tornato a far vedere di che pasta è fatto. Forse era solo necessario un tempo di adattamento, il tempo di capire questa Ducati e riscoprire il suo talento, anche se davanti a lui è arrivata proprio la moto che ha abbandonato.

Gara partita all’insegna di Franco Morbidelli, che sembra dare un volto tutto nuovo alla domenica, per diversi giri è il compagno di squadra a cercare di andare a prendersi la posizione per la terza vittoria consecutiva, ma al nono giro deve cedere la posizione proprio a Binder, che ormai ha preso quel ritmo che lo porterà a sopravanzare anche il Morbido dal tredicesimo giro, quando una volta passato in testa aprirà un gap sempre più importante come se fosse veloce come una Honda Marquez 1000 RR. Alle sue spalle fin da metà gara si posiziona Zarco, non prima di aver aperto una polemica importante con la manovra molto al limite che porta alla caduta dell’altro pilota KTM, Pol Espargaro. Il pilota francese non è nuovo a manovre così aggressive e al limite, ma in fondo quello che ci aspettiamo è che torni ad essere competitivo per tornare a vedere finalmente un corpo a corpo con Marquez, il pilota francese sembra l’unico a non temere la fisicità del campione del mondo. Zarco termina al terzo posto, anche se tallonato molto da vicino da un Rins che piano piano torna tra quelli che contano. Stupiscono questi cinque secondi rifilati da una KTM,  il prossimo appuntamento per le verifiche è proprio in casa KTM, in Austria settimana prossima, ma sulla testa di tutti pende il rientro di Marc Marquez. Ci si diverte quando il gatto non c’è… ma la festa prima o poi finisce.

MotoGP Brno 2


Gara troppo anomala per raccontarci qualcosa, o meglio qualcosa ce lo ha detto. La crisi Ducati è sotto gli occhi di tutti, almeno quello della squadra ufficiale, Dovizioso ha rimediato una posizione da… KTM di qualche tempo fa, mentre Petrucci viaggia ormai stabile intorno al decimo posto. Qualcosa da cambiare c’è, le Ducati Pramac restano comunque più brillanti, serve solo più continuità, anche se l’infortunio di Bagnaia renderà tutto più complicato. Il jolly per Ducati, ammesso che ne abbia il coraggio, potrebbe proprio essere quello Zarco parcheggiato nel team Avintia, chissà se a Borgo Panigale vorranno giocarsi il tutto per tutto. Questa gara però ci regala anche un grande Franco Morbidelli, terzo in classifica mondiale e sempre più concreto, cresce e qualcuno si interroga sul suo futuro. Buona gara anche per Valentino Rossi, seconda delle Yamaha ma a diversi secondi dal primo, non benissimo quindi, ma diverso dalle brutte prestazioni viste a fine campionato scorso.
Prossimo appuntamento quindi domenica prossima in Austria, sul circuito Red Bull Ring Spielberg.



SUPERBIKE che ha visto la rappresaglia dell’incredibile Jonathan Rea, mostro verde o pilota insaziabile, le orde di ducatisti che si erano messi davanti alla tv per vedere la rinascita di una Ducati vincente con questo Scott Redding, sono rimasti amaramente delusi. Se Rea non ha mai dato nessuna chance agli avversari di lottare per la vittoria nelle tre gare, girando sull’ 1 e 42 mentre gli altri se la giocavano almeno sull’1 e 43, Scott è apparso in difficoltà per tutto il week end, solo in Gara2 è riuscito a recuperare un po’ di competitività e a tenere faticosamente a bada un ringalluzzito Michael van der Mark.

Superbike Portogallo Rea


QUALE MOTO E' DAVVERO L'ANTI-REA

Il riassunto forse sta tutto in questa bagarre di Gara2 e nelle posizioni di arrivo di Gara1 e della Superpole Race. In Spagna sembrava arrivata la riscossa delle Panigale V4R, ma la moto in forte crescita è stata la Yamaha, con tre piloti costantemente nelle posizioni che contano, con anche la moto clienti di Loris Baz sembra capace di vincere una gara. Il vantaggio della moto di Iwata, rispetto alla Ducati, è la maneggevolezza, la capacità di fare traiettorie più cucite e di frenare con una staccata più profonda ma controllata, tanto da annullare il vantaggio di motore di Ducati. C’è ancora molto, tanto da lavorare sulle Panigale V4R, saranno le due gare di Aragon a dirci se la Panigale è da titolo o meno, intanto Rea ha fatto il suo solito capolavoro, portandosi sempre più vicino a quel record delle 100 gare vinte.

Gare partite quindi tutte all’insegna di Jonathan Rea, in Gara1 ha creato un divario enorme, in Gara2 ha faticato un po’ di più a vincere la resistenza di Redding, nella Superpole Race ha dato comunque in soli 10 giri quasi tre secondi al giovane Razgatlioglu. In Gara1 il protagonista, in negativo, è stato Redding, partito bene, accreditato per battagliare per la prima posizione, è entrato presto in crisi, scalando posizione dopo posizione da piloti come anche il giovane Rinaldi con la Panigale clienti, fino a chiudere in una faticosa settima posizione. Sono state le Yamaha in Gara1 e in Superpole Race a fare la differenza, con Ragzatlioglu capace di regolare il compagno di squadra in Gara1 e Loris Baz nella Superpole. In Gara2 invece il giovane turco è stato tradito dalla curva 5 a inizio gara, curva che ha mietuto parecchie vittime. Il testimone quindi è passato al compagno Michael van der Mark, che ha dato vita ad un duello davvero avvincente con Scott Redding che è durato fino al traguardo, che faticosamente il ducatista ha chiuso al secondo posto disegnando traiettorie molto fantasiose, capaci di chiudere i varchi a quel portento di agilità della R1M, ma che sono segno del lavoro da fare sulla Ducati.

Superbike Portogallo Redding

Crisi Rea già chiusa, con questa tripletta sale al primo posto nel mondiale con 4 punti, ma il campionato è ancora tutto a posto. In attesa del cambio di passo di Ragzatlioglu, c’è questo Scott Redding che può davvero rendere il campionato avvincente, ma serve una Ducati più stabile. Da segnalare l’inizio della risalita delle CBR Honda, dopo solo due gare, c’è da prestare attenzione al colosso giapponese che non fa scendere in pista l’HRC per niente.

Michele Rubin

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