La caduta e l’infortunio di Jorge Martin in Australia hanno messo Marc Marquez sul dischetto dei rigori del decimo titolo mondiale. Poi un arbitro burlone ha mandato tutti negli spogliatoi.
Phillip Island non delude mai, per lo meno dal punto di vista dello spettacolo, dell’imponderabile, dell’incertezza dei risultati. Il pubblico sarà rimasto deluso sugli spalti, così come chi si è fatto una bella levataccia per guardare quella che poteva essere il calcio di rigore che metteva fine a questa stagione 2026, ma quando tutto era pronto e apparecchiato per bene, ecco che arriva una tempesta a rovinare il banchetto dei festeggiamenti.

Tutto è iniziato in uno splendido corpo a corpo della gara Sprint, con Jorge Martin che fin dalle prime fasi ha messo in chiaro che non era in pista per subire il solito trattamento da campione del mondo di seconda fila. Un corpo a corpo andato in scena tra il rosso e il nero, durato 7 giri, fino a quando un Jorge Martin un po’ troppo in bilico sulla fune, ha commesso un errore buttando la moto nella ghiaia, ma rotolando anche in malo modo. Inizialmente era apparso come una delle tante cadute già viste in questa stagione, ma poi le immagini dello spagnolo che lasciava la pista in barella hanno allarmato tutti.
Dal dramma dell'infortunio di Jorge, alla tempesta su Phillip Island
Il pensiero è subito corso alla matematica, alla solita convergenza di fatti del destino, che in un modo o nell’altro sembrano aiutare il ridanciano Marc, e le notizie poi arrivate dal centro medico, che parlavano della rottura del radio per Martin, hanno fatto partire la produzione di gadget e filmati pubblicitari per la decina da appiccicare alla tuta di Marc Marquez. Qualcuno però dice che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, o forse semplicemente anche lui si è appassionato a questo finale di stagione MotoGP 2026, tanto da scatenare una tempesta sull’ultima gara MotoGP a Phillip Island, costringendo gli organizzatori a chiudere anzitempo il week end. Nel box Ducati non devono aver preso troppo bene la cosa, anche se a questo punto le puntate sono tutte per Marc.

Campionato riaperto? Sarebbe troppo facile anche così trarre una conclusione, una direzione, regalando a tutti la certezza di poter vedere un campionato tirato fino all’ultima data, ma quella certezza fa a botte con le incertezze sulle condizioni di Jorge Martin. Sepang purtroppo è ad una sola settimana di distanza, il maiorchino non è ripartito per la Spagna come annunciato inizialmente e volerà invece a Sepang, dove si saprà se sarà in grado di scendere in pista solo venerdì, quando inizieranno le prove libere.
Tutti puntano sul rosso? Attenti! Il nero non passa mai di moda...
Se prima di Phillip Island le quote per il titolo MotoGP erano equamente divise tra i due piloti spagnoli, se anche Jorge dovesse riuscire a presentarsi al via a Sepang, c’è da giurare che non potrà dare il meglio. Le terapie, per quando efficaci, non lo riporteranno nelle migliori condizioni. Toccherà a Bezzecchi aiutare il compagno di squadra, se necessario, arginando il bottino che incamererà Marquez, mentre Jorge dovrà gestire al meglio, in consistenza, un po’ in difesa, una data che diventa interlocutoria prima del rush finale.

Stagione compromessa ormai? Tutto è appeso al lumicino? A questo punto non vi è certezza di nulla, ma la solita diabolica consistenza di Marc Marquez, qualità che si è sviluppata in maniera importante una volta approdato nel box Ducati, sta travolgendo le resistenze dei giovani, e a volte più veloci, avversari. Martin, anche lui buon maestro della consistenza, oggi ha deciso di rischiare, e il risultato è stato disastroso. Il prossimo week end sarà sicuramente decisivo per capire se le ultime tre date saranno solo una passerella o sarà ancora spettacolo.