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Categoria: Le nostre prove

Motore potente, comodità che cosi tanta non l'avevo mai conosciuta, e i km che volano via con tutti i vizi possibili. E i difetti? Giusto partiamo da quelli e precisamente, dov'è la macchina del caffè? E la presa per l'asciuga capelli? E perché agli stop non mi avvisa lei se arriva qualche altro veicolo e devo girar io la testa?? Intollerabile no?

Perchè quando ti abitui al braccialetto "all inclusive", poi è difficile tornare alla realtà. E già sento i criticoni, è lunga, è pesante, non è agile...se...se intanto provate  poggiarci sopra le vostre nobili terga per quasi 2000 km, sparati in un we sotto sole, pioggia, caldo, freddo e un po' di nebbia, vestiti solo con giubbotto e maglietta e poi possiamo ragionare oggettivamente di questa moto. Ok, se poi vogliamo essere oggettivi, il peso c'è ma sembra quasi sparire non appena ci si mette in movimento.
Detto questo quando dico che una comodità cosi mi era sconosciuta o quasi, non esagero, e di km sotto le suole degli stivali da moto ne ho un po'.

C'è anche la radio...ho sorriso beffardo mentre mi veniva spiegato il funzionamento; quel sorriso che dice "ma figurati, la radio in moto", salvo poi lasciarla sempre accesa e stupirmi del fatto che ad andature autostradali si sentisse davvero bene. E se la radio non vi basta una presa USB vi consente di portare in viaggio con voi tutti i vostri Mp3 preferiti. Ma dovete portarne molta di musica, almeno a coprire l'incredibile autonomia di viaggio consentita dal capiente serbatoio (26 litri) ma anche da consumi incredibilmente e paurosamente bassi per un "mastodonte" come questo. La media è sempre ben oltre i 20 km/l, che aumenta ancora di più se in autostrada si inserisce il cruise control; il regolatore di velocità, facilissimo da attivare e dotato di tutti i sistemi di sicurezza (basta ad esempio sfiorare il freno o la frizione per disattivarlo) oltre a donare riposo al polso destro abbatte drasticamente i consumi. Ed è così che attraversando la Svizzera alla velocità autostradale obbligata di 120 km/h non è difficile leggere sul computer di bordo autonomie residue di oltre 500 km. Insomma se siete instancabili guidatori il vostro zainetto dovrà percuotervi per farvi fermare per una sosta, poiché il rifornimento passerà sempre in secondo (lungo) piano.



Poco sopra ho usato il termine mastodonte, volutamente esagerato, volutamente scherzoso. Certo è che quando mi sono seduto sopra la prima volta, e ho cercato di staccare la moto dal cavalletto laterale, durante lo sforzo ho pensato "ecco ho fatto una cazzata, è troppo pesante"; invece ho dovuto ricredermi, la sella regolabile in altezza consente anche a me, alto poco più di 170 cm un agevole e sicuro appoggio dei piedi a terra, ed inoltre una volta in moto questa tourer stupisce per leggerezza percepita ed agilità, come se gli oltre 300 kg (peso in ordine di marcia) dimagrissero di colpo una volta rilasciata la frizione e dato gas.

Il concetto di Gran Turismo è stato interpretato e restituito dalla casa inglese in maniera eccellente. Il tre cilindri da 1200 cc eroga con dolcezza i suoi 134 cv, ma quando gli si chiede il guizzo, spalancando il gas vi assicuro che si viene proiettati con forza a velocità luce. Il tutto sotto il controllo del ride by wire e del traction control, che a dire il vero anche sotto la pioggia battente non è entrato mai in funzione (per fortuna). Il sistema delle sospensioni TES è regolabile sia per il carico (pilota, passeggero o pieno carico) sia per la rigidezza (confort, normale, sport) e in questo ultimo caso, credetemi, le differenze si percepiscono eccome.



La protezione del pilota dall'aria e (aimè) dalle intemperie è incredibile, durante il nostro viaggio/test nel nord della Francia abbiamo trovato temperature anche di 7-8 gradi, ma l'unica maniera di rendersi conto del freddo era...guardare il termometro. E se ciò non bastasse manopole e sedili riscaldabili aiutano e non di poco i viziati che odiano il freddo.
Ah ecco...i vizi, su questa moto ne prenderemo tanti, a partire dal controllo totale (è indicata costantemente anche la pressione delle gomme) per arrivare alla capacità di carico, passando per un relax di guida (e anche per il passaggero) assoluto. La posizione in sella è comoda, con il busto eretto; il grosso manubrio è piegato e allungato verso il pilota che non affatica mai le braccia nella guida, anche volendo forzare un po' l'andatura. Certo voler forzare al massimo su una stretta stradina di montagna è un po' come voler fare un cruciverba mentre si è inseguiti da una tigre, ma di contro, sul misto veloce o tenendo un'andatura turistica questa moto non mette mai in difficoltà, nemmeno a pieno carico, con le tre valigie montate e il passeggero a bordo.



Persino la noiosissima autostrada (svizzera appunto) diventa meno noiosa, ascoltando un po' di musica (si sente bene anche ben oltre la velocità codice) e guidando protetti e rilassati, senza fruiscii strani, senza troppa aria addosso o sul casco. Il parabrezza regolabile elettricamente ha una escursione ampissima e consente la protezione e la regolazione ottimale ed immediata per i piloti di qualsiasi statura. E' dotato d memoria, spegnendo la moto si abbassa del tutto, ma una volta girata di nuovo la chiave ritorna nell'ultima posizione che avevamo scelto.

Un long test dicevamo, quasi duemila km, in cui abbiamo affrontato di tutto, sole e quasi 30 gradi, pioggia, freddo e la Trophy non ha mai deluso le aspettative ne tradito la sua velleità di viaggiatrice. Persino le borse, sono capienti (in ogni laterale ci sta ben comodo un casco integrale e ne avanza), e basculanti, in modo da spostare correttamente i pesi nelle pieghe in curva. Il bauletto è persino dotato di presa "accendisigari", che troviamo anche in un comodo vano sul lato sinistro del cruscotto, apribile solo ad accensione inserita.



Nota di merito al cardano, che non sembra nemmeno esserci tanto è pronta ed "elastica" la risposta, anche in apri e chiudi non proprio delicati...
In viaggio ho già sentito qualche detrattore dire che è "troppo uguale" alla bmw RT. Forse, nella forma del fanale sdoppiato, forse nella conformazione degli specchi retrovisori, ma a mio avviso le somiglianze finiscono li, provare per credere.

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Una "bussines class" per tutti, dal punto di vista fruibilità, un po' meno forse dal lato del portafoglio, certo è che per un altro viaggio sulla Trhopy, partirei anche subito....e non è detto che non accada.

aMotoMio ringrazia Triumph Italia che ha fornito la moto per questo nostro test a lungo raggio (è propio il caso di dirlo)

Abbigliamento del test:
Fagna - Giacca Rev-It Outback, Pantaloni Rev-It enterprise, Casco Caberg Modus, Intimo e fascia collo Sixs, stivali Alpinestars
Cri - Giacca e pantaloni Spidi, Guanti OJ, Casco HJC, Stivali Tcx



Fagna

 

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