TEST SUZUKI DR-Z 4S
Categoria: Le nostre prove

Nel mondo dell’adventouring e del fuoristrada si sta osservando la tendenza a lasciare le grosse bicilindriche a favore di moto “dual” più leggere e maneggevoli.


Moto che hanno la caratteristica di una cilindrata relativamente ridotta e una facilità di gestione, anche in termini di manutenzione e consumi che possono far felice il portafoglio, senza rinunciare al piacere e al divertimento nella guida.

Suzuki DR-Z 4S 1

In questo settore Suzuki si è recentemente buttata con la sua DR-Z 4S che già dalla presentazione in EICMA due anni fa aveva molto incuriosito.
Vuoi per l’eredità che voleva prendere della dall’antenata DRZ400 tanto amata dai motociclisti nei primi anni di questo secolo, vuoi per gli interessanti contenuti messi in campo.
Eravamo curiosi di verificarne il compor manto e per avere un quadro più preciso abbiamo deciso di portarla nel suo ambiente naturale, un evento Adventouring, in questo caso l’Adventure Seekers Fortezze. 

Suzuki DR-z 4s 2

COLPO D’OCCHIO
Indubbiamente particolare l’estetica con tagli spigolosi e quella mascherina con il faro a LED minimalista, e quel contrasto di colori che nella canonica colorazione in giallo Phoenix che è particolarmente riuscita, un po’ più anonima e seriosa la colorazione in grigio Londra.
Parafango alto a aggredire la strada e fianchi stretti da vespa (Il giallo qui aiuta) con convogliatori che si protendono in avanti.

Suzuki DR-Z 4S 3

Sella lunga e piatta che sovrasta le fiancatine che simulano le tabelle portanumero e che nascondono parzialmente lo scarico a destra e il serbatoio di compensazione dell’olio a sinistra.
Un lungo codino ospita la luce a LED posteriore e il portatarga abbastanza gradevole che regge anche le frecce.
A confermare l’indirizzo Adventure ci pensano anche i paramani e la protezione del motore in alluminio che però lascia scoperto il collettore dello scarico.
Classici specchi dalla forma trapezoidale che ben svolgono la loro funzione mentre tutte le informazioni vengono visualizzate sul compatto quadro strumenti LCD, stranamente assente il contagiri.

Suzuki DR-Z 4S 4

UN PO’ DI TECNICA
La DR-Z 4S ha un telaio a doppia trave in acciaio in cui è inserito il compatto motore monocilindrico da 398 cc, raffreddato a liquido, capace di esprimere ben 38 cavalli a 8000 giri e una coppia di 37 Nm a 6500 giri.
Al telaio è collegato un leggero telaietto reggisella in alluminio e un robusto forcellone, nello stesso materiale, su cui è infulcrato il monoammortizzatore KYB completamente regolabile, che permette un’escursione di ben 296 mm.
KYB anche la forcella anteriore a steli rovesciati da 46 mm di diametro, anch’essa regolabile, con escursione da 280 mm.
Il cambio è a cinque rapporti servito da una frizione a cavo morbida e dallo stacco ben modulabile.

DR- Z4s Suzuki

La frenata è affidata ad un disco con attacco assiale per ruote (Anteriore 270 mm – Posteriore 240 mm) capaci di frenate sicure e modulabili, gestite anche da un valido impianto ABS che permette inoltre l’esclusione dello stesso al posteriore e anche su entrambe le ruote.
Ovviamente i cerchi sono a raggi con l’anteriore da 21” e il posteriore da 18”, purtroppo equipaggiati con misure di pneumatici, con camera, poco diffuse (80/100- 21 e 120/80 18) che possono limitare la scelta.
Il serbatoio da 8,7 litri, insieme ai ridotti consumi garantiscono percorrenze tra un rifornimento e l’altro di tutto rispetto.

Suzuki DR-Z 4S 5

L’ELETTRONICA
La Suzuki DR-Z 4S mette in campo una nutrita serie di componenti elettroniche che abbiamo già trovato anche in altri modelli della casa di Hamamatsu.
I sistemi elettronici avanzati del Suzuki Intelligent Ride System (S.I.R.S.) sono stati sviluppati per assistere il pilota ed ottimizzare le prestazioni adattando il comportamento della moto ad ogni esigenza e stile di guida. Questi sistemi rendono la moto più semplice da controllare e meno faticosa da guidare oltre a garantire maggiore confidenza sia in strada che in fuoristrada.

Suzuki DR-Z 4s 6

Oltre al già citato ABS e il comando dell’acceleratore elettronico ride-by-wire e i sistemi di iniezione, troviamo anche le modalità di guida (SUZUKI DRIVE MODE SELECTOR) e il controllo di trazione (SUZUKI TRACTION CONTROL SYSTEM) che moto abbiamo apprezzato in questa prova.
La DR-Z 4S offre quindi ben tre modalità di risposta del motore:
Modalità A - Offre una risposta più reattiva ed una coppia vigorosa al comando del gas. Perfetta quando si vuole adottare una guida più aggressiva.
Modalità B - Fornisce una curva di erogazione più lineare con una risposta dell'acceleratore più morbida. Si presta ad un’ampia varietà di stili di guida e di fatto è quella che maggiormente abbiamo usato.
Modalità C - Offre una risposta dell'acceleratore ed un’erogazione della coppia ancora più morbide. Questa modalità è la più adatta quando si guida su superfici scivolose o accidentate. Noi l’abbiamo apprezzata anche sulle mulattiere particolarmente sconnesse e/o con sassi smossi dove la trazione era sempre lineare e prevedibile.
Il cambio tra una modalità e l’altra è così veloce, con un tasto sui comandi di sinistra, da non mettere mai in difficoltà.
La stessa semplicità anche per la scelta del livello di controllo di trazione.
Questo è selezionabile su due livelli di intervento, escludibile o settabile nella modalità G (Gravel) che permette un determinato slittamento della posteriore quando si guida su superfici non asfaltate, in modo che il pilota abbia il pieno controllo della moto senza rinunciare alla vigorosa erogazione del motore. Modalità ideale per l'utilizzo in off-road come di fatto abbiamo potuto verificare

Suzuki DR-Z 4S 7

LA PROVA IN SELLA
Una prova vera, o meglio più completa visto che l’abbiamo portata proprio in un evento fuoristrada di ben tre giorni.
Una prova da motociclisti normali visto che sicuramente non siamo piloti e nemmeno tanto esperti in fuoristrada, ma abbiamo avuto la possibilità di provare le eventuali concorrenti dirette di questa DR-Z 4S così da apprezzarne è ben valutarne le caratteristiche.
La prima sensazione, appena saliti, è la sella alta (91 cm) ma che per noi fortunatamente non è un problema, e il largo manubrio che risulta un po’ basso rispetto alle nostre abitudini, ma questa è una cosa facilmente risolvibile.

Suzuki DR-Z 4S 8

Fin dai primi metri la piccola Suzuki ci ha stupito per la confidenza che regala e la facilità con cui mette a proprio agio in tutte le situazioni, strada compresa, sarà anche merito del peso che di poco supera i 150 Kg in ordine di marcia.
Le sospensioni con taratura di serie erano già perfette per il nostro utilizzo e non ci siamo avventurati in modifiche che lasciamo ai più esperti e sensibili.
Quello che ci ha davvero stupito è il motore che con quei suoi quasi 40 cavalli esprime la potenza ideale per l’utilizzo fuoristrada e la possibilità di scegliere, attraverso le mappe motore l’erogazione permette di trovare in ogni situazione quella ideale.

Suzuki DR-Z 4S 9

La mappa A in effetti l’abbiamo usata poco, troppo aggressiva per il nostro modo di guidare e godibile con le nostre capacità solo su asfalto. La B è quella tutto fare che ti porta ovunque e comunque ti fa divertire, quando poi si vuole un maggior controllo su superfici instabili la C è perfetta, e una trazione costante e controllabile che ti toglie da ogni impaccio.
Per i controlli di trazione alla fine su strada abbiamo sempre lasciato il livello meno invasivo e in fuoristrada sempre l’ottima modalità Gravel.
Nella guida seduti le pedane possono risultare un po’ alte, nella guida in piedi è il manubrio ad essere un po’ basso per la nostra statura che supera i 180 cm. Sempre nella guida in piedi si apprezza la snellezza del corpo centrale della moto che facilita gli spostamenti e anche stringere le gambe.

Suzuki DR-Z 4S 9

Le gomme di serie fanno quello che possono e lo fanno abbastanza bene, peccato che le misure omologate per gli pneumatici limitino molto la scelta verso gomme più specialistiche che sicuramente potrebbero rendere ancora più efficace questa ottima moto.
Quelli bravi tolgono l’ABS in fuoristrada, noi con il nostro passo contemplativo preferiamo sempre l’asciarlo inserito e abbiamo notato che quello della DR-Z 4S è davvero ben tarato, grazie anche ad un impianto frenate davvero efficace.
Frizione e cambio davvero a punto con l’unico neo di aver solo 5 rapporti che nei trasferimenti su asfalto in effetti fanno rimpiangere una marcia in più.

Suzuki DR-Z 4S 10

CONCLUDENDO
Ce la siamo goduta, abbiamo verificato consumi davvero irrisori, sempre oltre i 25 km/lt nonostante l’uso maggiormente in fuoristrada, e ci siamo diverti davvero tanto, è stato in effetti faticoso doverla restituire a Suzuki Italia che si è fidata ad affidarcela, ma siamo stati bravi e con la sua complicità nel metterci a nostro agio è tornata a casa intonsa.

Suzuki DR-Z 4S 11

La Suzuki DR-Z 4S dopo una operazione di riposizionamento è in vendita a € 7990,00 una cifra che la posiziona in alto nella lista delle concorrenti dirette e che forse è il limite alla diffusione di un prodotto che è davvero quasi perfetto, a parte la mancanza della sesta marcia e le misure delle gomme, per l’utilizzo “Dual” per appassionati del fuoristrada che vogliono una moto facile economica nella gestione e nella manutenzione e non vogliono complicarsi la vita con il mondo delle “Specialistiche”.

Suzuki DR-Z 4S 12

Tutte le informazioni tecniche in dettaglio sul sito SUZUKI Moto Italia 

Foto di Cristina Pertile

Nelle foto abbiamo utilizzato: Casco CGM 367 Mud-X – Giacca Clover Rally-Pro WP - Pantaloni PMJ Dakar - Stivali Stylmartin Overlander WP – Maschera Ariete 8K - Guanti Clover GTS-3  

Grazie a Corbetta Park Milano - Via Zanella 33 Corbetta (MI) - per la location fotografica

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Flavio Flap Carato firma

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