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Interceptor
Royal Enfield Interceptor 650 – Test aMotoMio
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Che la casa Indiana sia in grande evoluzione ormai è consolidato, dopo essersi ripresentata in sordina sul mercato con le sue monocilindriche, dopo aver lanciato l’innovativa Himalayan, ecco che ora è la volta del bicilindrico e di un piccolo aumento di cilindrata.


Non che Royal Enfield avesse bisogno di presentazioni vista la sua storia che inizia in Inghilterra alla fine di due secoli fa.
Una storia fatta di modelli che hanno sempre avuto soprattutto la funzione di mezzo di trasporto, quindi affidabile e robusto, semplice.
Una storia che non è terminata quando il marchio è diventato a tutti gli effetti Indiano, del resto la Nazione era una grande colonia britannica.
La storia moderna rinasce dalle Bullet 350 e 500, economiche, essenziali che riscuotono una certa curiosità, fino a ritagliarsi un piccolo spazio nel mercato delle due ruote.

Interceptor

Ora, dopo la curiosa e apprezzata Himalayan, un passo avanti coraggioso, quello di presentare un nuovo modello, anzi due, di 650 cc e soprattutto bicilindrico.
Anche questa non una novità, visto che già agli inizi del ‘900 e poi negli anni ’20 la casa Inglese aveva in produzione proprio un bel bicilindrico da cui sono state riprese le forme per i voluminosi lucidi carter  delle attuali moto.
Un motore sovradimensionato e generoso nei volumi che fa parte integrante dell’estetica della Interceptor, ma anche della sorella dalla linea più “Cafè Racer” Continental GT.
Un look deciso che richiama fortemente gli anni ’50 e ’60 con linee tonde e morbide dominate dal caratteristico serbatoio con un caratteristico tappo cromato tipo Monza.

Tappo Monza Interceptor 650
Continental Motore


Nulla che faccia gridare al miracolo, ma piccole novità che possono conquistare una nuova fetta di mercato.
Telaio a doppia culla, sella piatta e ampia, tante cromature e cerchi a raggi.


La Potenza del bicilindrico fronte marcia parallelo raffreddato aria/olio che arriva a sfiorare i 50 cavalli e per la prima volta un cambio a sei marce.
Ci si approccia alla moto come se fosse una bella moto conservata di cinquant’anni fa con però contenuti di sicurezza attuali come l’ABS che aiuta il sistema frenante composto da un disco per ruota con pinze Brembo.

Interceptor

In sella ci si immerge in sensazioni nostalgiche che portano al piacere di guidare. Una guida facile, morbida dove i cavalli in più rispetto alle sorelle monocilindriche si sente davvero, anche se l’appetito vien mangiando e magari si vorrebbe e ci si aspetterebbe qualcosa in più.
La tenuta e la precisione di guida sono oneste e rassicuranti sostenute da forcelle morbide e due ammortizzatori posteriori tarati giusti per il piacere del passeggio.
Si può viaggiare allegri, ma senza esagerare, si perdere altrimenti coerenza e godimento nella guida, bisogna lasciarla correre leggera sulle curve morbide delle colline dove magari portare la morosa sulla comoda sella.

Royal Enfield

Nelle campagne e nei saliscendi Piacentini ci siamo divertiti a lasciare trottare i cavalli che si sono rivelati anche poco assetati, pertanto i 12,5 litri di serbatoio permettono un’ottima autonomia.
C’è tutto il necessario, nulla di più dell’essenziale, ma nulla manca davvero, a partire dalla classica strumentazione a doppio elemento circolare con indicatori analogici in cui c’è inserita un display digitale con le informazioni di chilometraggio e livello carburante.

Royal Enfield Frontale
Royal Enfield Interceptor 650


Un manubrio ampio con traversino di irrigidimento, comandi intuitivi e specchi ben posizionati e stabili.
Bello il fanale tondo cromato anteriore e anche il grosso fanalino posteriore, belle, anche se dall’aspetto un po’ povero, forse per lo stacco, plastica nera/cromatura.
Molto bello il doppio scarico cromato dalle forme classiche che regala un suono educato ma personale.
Parlavamo del sistema frenate che è comunque ben dimensionato rispetto alle prestazioni di questa Interceptor 650.

Interceptor 650

Disponibile in diverse colorazioni che si differenziano sostanzialmente solo nel serbatoio, tra cui questo “Orange Crush” che personalmente non è il mio preferito, ma di sicuro non passa inosservato.
Una bella classica moto con contenuti moderni proposta a poco più di € 6000,00 che la rendono ancora più interessante.

Grazie a Moruzzi Moto Piacenza

Abbiamo utilizzato: Giacca Rebel, Pantaloni SYS-3, Guanti Tazio di Clover – Casco Caberg Freeride – Maschera Ariete Mud Max Racer – Stivali Stylmartin ACE – Occhiali Vista/Sole Emblema

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