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Monica Rossi
Categoria: La moto in rosa

Conosciamo Monica da anni, molti anni fa, erano i tempi dei Forum e frequentavamo lo stesso gruppo di motociclisti, poi le strade si diramano e ci si perde di vista.


Ma le strade si sà sono sempre piene di sorprese ed ecco che complice anche questa volta la moto ci si incontra ancora e si riprende di nuovo il piacere di condividere le emozioni che la moto sa dare.

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- descriviti in meno di 300 parole:
Ciao, sono Monica, per gli amici “Monikawa”, ho 50 anni di cui ne vado fiera ed abito nel Basso Piemonte.
Lavoro in una azienda vitivinicola a Gavi (www.fontanassa.com)  e il mio tempo libero lo dedico soprattutto alle mie passioni più grandi: la moto e il nuoto. Adoro viaggiare e la mia valigia è sempre pronta.

Allegra, solare, mi piace ridere, scherzare, prendermi in giro, mi piace stare in compagnia, ma non disdegno anche i momenti di solitudine. A volte riflessiva, spesso impulsiva, se voglio una cosa faccio di tutto per ottenerla.
Nella vita ho avuto alti e bassi, ma mi sono sempre rialzata grazie alla mia tenacia, alla caparbietà e alla mia voglia di vivere: NON SI MOLLA MAI!
Mi piacciono le sfide, soprattutto con me stessa, ed affronto ogni cosa nuova cercando di dare il meglio di me.

Carpe diem è il mio motto: cerco nel mio piccolo di fare quello che più mi piace senza rimandare a domani… nella vita non c’è certezza.

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- La Moto per te è?
E’ vivere, viaggiare, stare con gli amici.
E’ una parte fondamentale della mia vita, di cui a volte ne ha influenzato anche le scelte; il mio punto fisso, non solo un “pezzo di ferro”.  Devo dire che grazie a lei ho una storia da raccontare: la mia vita!

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- Ora fatti sette domande che vorresti ti facessimo e ovviamente risponditi.
1- Da dove nasce la tua passione e quando hai iniziato ad andare in moto?
La passione è nata grazie a mio padre che in vita sua ha avuto solo una Lambretta! Nel 1981 ha iniziato a portarmi a vedere le gare di motocross, senza che io gli abbia mai chiesto nulla. Ne sono rimasta subito affascinata: il rumore dei motori, l’odore dell’olio bruciato, l’adrenalina al cancelletto di partenza… è stato subito amore. Qualche mese dopo è arrivata la mia prima moto: un Cimatti Kaiman Boy 50, e mio padre di nascosto mi portava in giro per le colline dietro casa. Già allora con il casco in testa!

2- E poi?
A 14 anni ho avuto il Garelli Vip2, motorino più da signorina, con il quale comunque ne ho fatte di cotte e di crude… Ma la vera svolta c’è stata nel 1988 quando mio padre compra una Aprilia Red Rose 125 a mio fratello, che però era ancora quattordicenne!
Io avevo appena preso la patente della macchina, ma con la nuova legge entrata in vigore quell’anno per guidare la moto dovevo fare l’esame di guida.

Presto fatto! Mi iscrivo da privatista ed inizio a girare con la mia moto (la prima con le marce!!) per fare pratica, da sola, senza alcun consiglio…. Animata solo dalla voglia di andare in moto e supero brillantemente l’esame. Mi ricordo che era fine ottobre e faceva un freddo cane.
Per qualche anno, purtroppo, ho dovuto abbandonare le due ruote, ma la passione è sempre rimasta.
Poi finalmente arriva la mia prima moto di grossa cilindrata: Kawasaki ER5. Da quel momento mi si è aperto un mondo: viaggiare!
Oggi possiedo una Kawasaki Z650 e una Beta Urban 200

3- Qual è stato il tuo primo viaggio?
Premetto che oggi ho una mia concezione di viaggio: non per forza bisogna macinare km e raggiungere mete lontane. Per me il viaggio è anche solo di un paio di giorni. Era il 2001.
Dopo pochi mesi che avevo l’ER5 decido con il mio fidanzato dell’epoca di andare a Mont Saint Michel.
Partiamo ognuno con la propria moto, insieme ad un paio di amici. Ho “pianificato” io tutto il viaggio:
si dormiva in tenda, tappe al max di 600 km, una semplice cartina sul serbatoio e il libro con i campeggi d’Europa.
Per me un non so che di avventuroso. In 10 giorni 3500 km in giro per tutta la Francia, dalla Bretagna alla Camargue, passando per la costa atlantica.
Non mi chiedere di altri viaggi, perché se no non finisco più. In questi ultimi 20 anni posso dire di avere sulle spalle quasi 200.000 km

4- Quando sei in moto ti senti sicura?
Eh… bella domanda… Innanzitutto io vado in moto sempre con tutte le protezioni: guanti, stivali, paraschiena, giubbotto e pantaloni tecnici. Altrimenti non mi sentirei a mio agio, diciamo che è la mia armatura.
Sono sicura nel senso che conosco i miei limiti e quindi non cerco il rischio: la moto deve essere divertimento e non ti deve rovinare la vita.
Purtroppo tanta insicurezza è data dai fattori esterni: gente distratta, animali che attraversano la strada… Ormai le brutte notizie sono all’ordine del giorno (preciso che comunque non tutti i motociclisti sono dei santi…)
Quindi quando sono per strada, viaggio sempre con 100 occhi aperti. Cerco sempre di prevedere quello che mi si può parare davanti.

5- Cosa consiglieresti a chi si avvicina alla moto?
Se è la mia lo guardo male… ahahah… no, dai scherzo… era una battuta.
Il mio consiglio è innanzitutto andare per gradi, essere umili, trovare la moto che ti calza a pennello. Non servono centinaia di cavalli se poi non si sanno gestire. Poi quando senti che ti sta stretta allora è arrivato il momento di cercare altro.
Protezioni sempre e possibilmente di qualità: meglio spendere qualcosa in più, ma almeno ti dura per anni, piuttosto che fare shopping tutti gli anni.
E per finire, se si ha la possibilità, fare un bel corso di guida. Io nel 2008 avevo fatto il DRE ed è stato importantissimo, ho cambiato il mio modo di guidare immediatamente.

6- Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Innanzitutto tornare a viaggiare appena si potrà.
Da un paio d’anni sto anche azzardando qualche viaggetto da sola e devo dire che mi diverto molto.
E poi sto realizzando il sogno di quando avevo 11 anni: fare fuoristrada. Ho iniziato la scorsa estate a fare un po' di off, più o meno impegnativo, e nonostante i lividi portati a casa, voglio portare avanti questa mia nuova sfida con me stessa.
Avevo anche iniziato a prendere lezioni di motocross, appena sarà possibile riprenderò…

7- Quanto la moto ha influito sulla tua vita di donna?
Affrontare percorsi impegnativi, diluvi torrenziali, e molti imprevisti sicuramente mi ha dato tanta forza e tanta sicurezza, mi ha fatto credere di più in me stessa ed essere indipendente, soprattutto quando ho dovuto raccogliere i cocci della mia vita…

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- Descrivi le foto che ci hai mandato e perché le hai scelte.
Le foto mi rappresentano nelle varie discipline, in alcune si vede dal mio sorriso quanto la moto mi dia felicità. Quella in cui sono accovacciata stavo festeggiando i 100.000 km dell’ER6n, la mia vera compagna di vita, non solo di strada…

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