Chiusa anche questa edizione 2026, tante le cose che si dovrebbero raccontare su questo caleidoscopio di motociclismo, ma questa volta partiamo dai… motociclisti, quelli ruvidi!
Non è mai facile raccontare una kermesse come quella del Motor Bike Expo, quando già il termine kermesse fa un po’ a botte con l’anima ruvida di questa fiera, che anche quando sceglie di mettersi il vestito buono, lindo e stirato, si prende la libertà di abbinarlo ad uno stivale di cuoio un po’ sdrucito, perché le radici, l’anima, le origini, alla fine tornano sempre a galla.

Anche quest’anno il Motor Bike Expo ha messo in mostra tutto il suo essere un gigante pulsante di vita, che cresce, si trasforma, si adatta al movimento motociclistico, e mantiene vivi i ricordi, con i piedi ben piantati nella sua tradizione. Così le case che aderiscono al Motor Bike Expo non solo crescono, ma si espandono verso i confini del mondo, le nuove case motociclistiche dell’estremo oriente comprendono perché bisogna esserci. Accanto agli stand in forma più o meno ufficiale di Suzuki, Yamaha, Honda, Triumph, Benelli, Moto Morini, Moto Guzzi, Aprilia, Indian Motorcycles, Royal Enfield, KTM, BMW e Harley-Davidson, Fantic, compaiono marchi come QJ Motor e Benda
La fiera come un grande lunapark per i motociclisti
Fin qui sembra una normale fiera motociclistica, ci sono le case, ci sono i marchi di abbigliamento e accessori, ma soprattutto c’è quel mondo denso e pregno di passione, che riempie gli stand di grandi customizzatori o di customizzatori appassionati che muovono i primi passi, i grandi negozi di abbigliamento come i piccoli stand che vendono qualcosa di particolare, di introvabile là fuori, nel mondo di tutti i giorni. Ci sono i gruppi rock che fanno a pugni con i dj a colpi di decibel, ci sono gli stuntman che saltano per aria nel piazzale, e c’è tanto di quello street-food che passerei il tempo seduto a questo o quel tavolo a chiacchierare di moto o di quel tipo strano che sta passando.

Si, perché poi quello che fa la differenza è il motociclista tipo del fiera, un po’ alla moda a Milano, un po’ biker ruvido o hipster al Motor Bike Expo. Li guardi passare, con quelle facce un po’ così, e ti domandi cosa fanno nella vita di tutti i giorni. Ti viene in mente che quello lì con quella barba selvatica e quell’aria da scappato di casa, là fuori potrebbe anche essere un manager, un imprenditore, uno stimato professionista, con il solo “difetto” di avere un’anima da biker… straripante. Alcuni con l’aria truce, altri con il sorriso da gigante buono, qualcuno a metà tra mangiafuoco ed eterno Franti da libro cuore. Qualcuno potrebbe dire che non sono mai cresciuti, ma preferisco pensare che abbiano solo mantenuto l’anima intatta, magari solo un po’ sdrucita dai raggi del sole e dagli anni.
E le ragazze? Hanno anche loro una faccia un po' così?
E sarà l’atmosfera, i fumi della brace dei ristori, l’odore della pelle dei negozi e di benzina che trasuda da qualche creazione improbabile, ma anche le ragazze sono diverse, meno patinate, più sensuali, più maleducate nella bellezza e nella voglia di chiacchierare con qualche passante. Anche loro sono così biker nell’animo, da far sembrare fuori posto quella seduta a mo’ di statuina che sta troppo sulle sue. Anche loro in fondo hanno quelle faccia un po’ così? La faccia no ma… hanno quell’espressione un po’ così, di quelle che ne sanno di più, di quelle che la vita l’hanno presa bene.

La sveglia tuona all’alba, il Motor Bike Expo sta per aprire i battenti, ci si domanda se ne vale sempre la pena, quando là fuori fa freddo. Ma è come la mattina di Natale, quando si è bambini, c’è un bel pacco regalo con qualcosa di nuovo dentro, fosse anche solo per quella giornata dove il mondo ha tutto un sapore diverso, e puzza di carne alla brace, benzina e… cuoio.