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Giovedì, Gio Ott 2020

"La sicurezza non è un limite"

è la prima, vera frase che mi si stampa nel cervello, mentre loro,"i Motofalchi" ci accolgono nella loro sgargiante divisa. Camicie rosse,il colore della passione, la stessa che arde nell'anima di chi vede la manetta del gas come un naturale prolugamento del braccio destro ,ma ancor più che alimenta la voglia di questi ragazzi di insegnare, di trasmettere "trucchi" e concetti che aiutino il motociclista "NORMALE"(parafransando direi "essere motociclisti normali non è un limite") a godere appieno della sua passione, in tutta sicurezza;
non importa la cilindrata,non importa il blasone del marchio, non importa quanti Kw recità il "copione" di circolazione, a questo corso si è tutti uguali,con i propri limiti, le proprie virtù, le proprie paure e sopratutto con la propria moto. Si perchè, di base l'idea è che devi imparare le nozioni fondamentali a cavallo del tuo mezzo,ovvero dellla due ruote che (teoricamente) dovresti conoscere meglio.

Un gruppo di amici che vuole "tramandare" qualcosa ad altri amici, è l'idea fondante di questo  corso di guida sicura, che lungi dall'essere mero business, si basa sull'esperienza maturata da motofalchi in anni e anni sulle strade, siano esse solcate per passione o per professione.
La cornice è quella della pista di Castelletto di Branduzzo (PV), struttura che negli anni sta crescendo e si sta guadagnando un posto di tutto rispetto all'interno del panorama "motoristico" italiano.

Si iniza con una lezione teorica sulla sicurezza passiva,tenuta da Stefano Provini; questa già da sola "varrebbe il prezzo del biglietto" come si suol dire; e credo che anche il più scalmanato degli allievi, di quelli vogliosi di correre subito nel piazzale o in pista, non sia rimasto annoiato od indifferente a tutti gli imput che Stefano ci ha dato, con professionalità, preparazione ,ma sopratutto simpatia; i sorrisi,fil rouge di tutto il corso, cominciano proprio da qui. Una collezzione unica di capi tecnici, un escursus storico dei abbigliamento da moto dagli anni 70 (protezioni pari quasi a zero) ai giorni nostri con tutti i ritrovati della tecnologia.

E non solo...per esempio voi lo sapete perchè si usano le protezioni sulle nocche delle dita nei guanti "seri"?? lo sapete o credete di saperlo? Sapete che esiste un "triangolo" (le virgolette sono obbligatorie) di emergenza per noi motociclisti? e lo sapete che può stare in tasca con l'ingombro di un bandana? Tutte queste finezze sommate ad un mare di nozioni fanno di questa lezione un momento imperdibile del corso, oltre che a farci aprire gli occhi su cose che tanto ovvie poi non sono. Ne esce una grande verità...prima di spendere migliaia di euro per una coppia di marmitte o per dei cerchi forgiati, pensiamo ad impegnare alcune centinaia di euro a proteggere il nostro corpo adeguatamente.

Finita la lezione in aula si scende sul piazzale, al momento della divisione degli allievi (circa 20 ad ogni giornaa di corso) conto le camicie rosse...ma quante sono? tante, mi sussurra Alberto super presidente del MC Motofalchi, "pensa" aggiunge, "rasentiamo il rappoto 1 a 2 ovvero 2 allievi ogni istrutture", un rapporto pazzesco, impensabile  penso, paragonandolo mentalmente ai più balsonati (e costosi) corsi di guida di "marca" (personalmente ho frequetato corsi BMW e Ducati).

La prime nozioni a cielo aperto sono ancora teoriche; posizione in sella, posizione del busto, postura di braccia, gambe e testa; regolazioni delle leve. Una posizione delle braccia non tesa fa si che sia meno stancante, unita alla posizione delle dita (almeno due devono stare sempre sulle leve) permette tempi di reazione più veloci; in una frenata di emergenza anche la frazione di secondo può essere importante. Vestiti di tutto punto si sale poi in moto. Il primo esercizio è lo slalom tra i birilli, per evitare a capire come bilanciare meglio la moto con la pressione delle gambe sulle pedane; familiarizzare con pesi e bilanciamenti è utilissimo in caso di ostacolo da evitare. A seguire il famoso "8", sempre per aiutare equilibrio e concentrazione. C'è anche un esercizio di partenza in salita...che credetemi non è poi così scontata.



A fine mattina si entra in pista, non per correre, non subito almeno. In questa prima fase il circuito va inteso come una "strada chiusa al traffico". Gli istruttori quindi illustrano con le loro moto le traiettorie ideali, la posizione in sella, i punti di frenata e quelli dove rilasciare il freno per entrare in curva fluidi, puliti, ma sopratutto con un alto margine di sicurezza. Poi viene lasciato campo libero agli allievi, che vengono osservati da bordo pista e seguiti in moto. Frequenti pause e confronti fanno si che alla fine del turno in pista (ben un'ora e mezza) si possa migliorare di molto l'assetto generale di guida, e perchè no,  i tempi sul giro. Dopo un veloce pranzo è la volta degli esercizi di frenata. Anche qui, concetti apparentemente scontati, che però guarda caso alle prima prove si riescono ad applicare non proprio perfettamente.



Non è mia intenzione in questa sede descrivere esercizio per esercizio e le sue finalità. Ho partecipato al corso per toccare con mano e quindi trasmettere le mie sensazioni; ne traggo un bagaglio di conoscenze nuove che si mischiano a quelle che già avevo. Il tutto in un clima di simpatia, gentilezza cordialità e voglia di fare, che NON esclude serietà e fermezza nel cercare di far eseguire a regola d'arte gli esercizi. Come in tutte le scuole, a partire dal lontano asilo, il voler imparare dipende dall'allievo, ma ancor più importante è il riuscire a "tradurre" su strada quanto appreso in una giornata di corso. Perchè è li la prova del "9". Per strada non ho birilli, non ho istruttori simpatici, non ho una pista tutta per me; la strada è un costante terno al lotto di ostacoli imprevisiti, ma sopratutto la strada non è una pista dove correre e seminare il panico. Se ho la forza di applicare su stada quanto imparato qui...beh a mio avviso aggiungo un bel tassello alla mia sicurezza.

Alla fine della giornata una ulteriore sorpresa, oltre all'attestato di partecipazione, un DVD "griffato"con le foto del corso appena concluso, incredibile velocità, per non parlare del gesto carico di significati, tra tutti, ancora, la volontà no profit di questo corso (ad altri corsi le foto le ho pagate care e salate).

Concludendo, un'esperienza davvero positiva che si stacca dal consumismo che sta logorando il mondo del motociclismo, una giornata in compagnia di amici, senza tensioni, ma con un bel risultato dal punto di vista formativo. Ora sta a noi applicare al meglio.....

Se consigliamo di parteciparvi? direi assolutamente si...ho visto allievi di tutte le età, ragazze in sella, ed anche adolescenti, entusiasti, per una volta di essere a scuola. Vado in moto da più di 20 anni, questo non vuol dire che sia un maestro e che sappia già tutto. Tornare a scuola fa bene, e se questa teoria vale per me, lo stesso è per molti di noi. Un ringraziamento doveroso va a "tutte le camicie rosse" in particolare ad Alberto e Orazio (qui tutti i contatti) ; e come sempre più spesso e con piacere mi capita di fare devo ringraziare Max del motoquick, che mi ha fatto consocere questa splendida realtà; Max che per altro mette a disposizione la sua professionalità (e oggi quasi a farmi un regalo anche le sue foto) durante tutte le giornate di corso.

Grazie a tutti, tornerò presto a rinfrescare la lezione, è una promessa

Qualche riferimento:

MTC Motofalchi Milano - FMI
http://www.motofalchimilano.it/
Link ai corsi

Fagna


p.s. ah per chi non lo sapesse, il MTC Motofalchi Milano è composto e fondato da componenti della polizia locale di Milano, ma niente paura, qui niente multe, solo esperienza, sorrisi etanta voglia di fare.

 

Foto:

01- Fagna durante la parte di corso in pista (grazie max)
02- Attestato di partecipazione
06- Stefano provini ci mostra con simpatia l'importante concetto di "farsi vedere" quando si è in moto.
04-05-07 Lezione sicurezza Passiva
08-09-10 Posizione in sella
11-12-13-14-15-16-17- slalom tra i birilli
18-19-20-21- confronto con gli istruttori
22 - facciamo l'8
23- partenza in salita
24- frenata di emergenza solo col posteriore
25- schierati e concentrati
26-27-28 - consegna attestatati
29- Maestri...anche di sorrisi
30- La soddisfazzione degli allievi

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