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“L’Aquila non è stanca”
Ogni anno la casa di Mandello apre le porte per un intero weekend agli appassionati.


Un’occasione per visitare la fabbrica, quella attuale che sforna i modelli che possiamo trovare nelle concessionarie, ma soprattutto i muri della storia del motociclismo italiano.
Muri che trasudano di passione, benzina e olio, muri che portano ancora i segni di un fasto lontano ma mai dimenticato.
Strutture che testimoniano la grandezza di una casa che ha estimatori in tutto il mondo e che ha un passato di vittorie, imprese e tecnologia da far impallidire molte altre case costruttrici di moto.



Una galleria del vento che nei tempi prestigiosi era un fiore all’occhiello e un museo dove la storia conosciuta su strada si interseca con i prototipi e le soluzioni tecniche che facevano della Moto Guzzi una delle migliori case Motociclistiche al mondo.
Parliamo al passato perché nonostante la ripresa sia lentamente cominciata tornare ai vecchi fasti sarà difficile, rimane il rammarico di scelte aziendali poco felici che hanno demolito un mito che solo grazie alla sua prestigiosa storia continua ad avere estimatori di tutte le lingue e continenti.



Tre giorni dove l’aquila torna a volare alta, Mandello è invasa da due ruote, molte anche di altre case a testimoniare che la Guzzi in fondo è la GUZZI!
Così abbiamo preso la scusa di riportare alla casa natia la nostra “Viola” e per non farla sentire sola ci siamo uniti al gruppo di Cafè Racer Trip dove si sono raccolti una ventina di appassionati a bordo di splendide Special di cui molte spinte dal Bicilindrico a V.



Inutile cercare di descrivere la quantità di moto presenti, la scusa per molti per tirare fuori e far girare le ruote a pezzi da museo, qualcuno semplicemente d’epoca, altri pezzi davvero pregiati che giustamente facevano bella mostra davanti all’ingresso.
Tante comunque le moto, Guzzi ovviamente, presenti, molta epoca, molta storia e tante Special che sfruttano la meccanica e il telaio Guzzi come ottima base per il progetto, del resto lo abbiamo sperimentato anche noi.



Special che seguendo l’onda trascinatrice del momento hanno conquistato un padiglione della fabbrica dove i migliori preparatori di Special hanno potuto esporre i propri pezzi e nomi come Ghezzi&Brian, Millepercento, Radical Guzzi e Rossopuro ne sono degni testimonial.
Merita una visita la fabbrica, magari dopo aver visto la Galleria del vento, giusto per avere il contrasto del secolo scorso, irrinunciabile il Museo dove sono conservati dei modelli e dei prototipi quasi sconosciuti oltre che quelli che hanno reso grande la Guzzi.
Il presente però è di sostanza e la linea di produzione è moderna ed efficiente, i modelli facevano bella mostra di se e potevano essere provati in un test drive di circa 30 km sulla strada che costeggia il lago dove sono nate.



Un’altra cosa a cui non siamo riusciti a dire di no, del resto siamo ragazzi sensibili.
Andare all’Open House Guzzi significa immergersi in un mondo particolare dove moto e passione si mischiano facilmente con le chiacchiere nel parcheggio, le solite da bar probabilmente ma che qui hanno quel sapore diverso e la sorpresa di trovarsi a discutere di sospensioni, cilindri e telai con emeriti sconosciuti che si conoscono attraverso due ali in volo.

Grazie a Cafè Racer Trip per averci accolto nel gruppo.
Grazie a “Viola” per averci dato un’’altra scusa per emozioni nuove.

Flap

{AG}2014_09_Open_House_Guzzi{/AG}