Diciamolo subito degli orridi poco ci importava, ma ci serviva una scusa, una molla per partire, qualcosa che desse un minimo di senso al nostro giretto nella bergamasca.
Un giro facile da fare in giornata con l’obbiettivo di fare un po’ di curve in compagnia, magari andando a trovare un amico per un pranzo comunitario con specialità della zona…
Insomma abbiamo provato a mettere sulla cartina: l’Orrido della Val Taleggio, l’Orrido di Bracca, l’Orrido della Via Mala e l’Orrido di Castro, poi abbiamo aggiunto Selvino dove ci aspettava un amico ed abbiamo unito i puntini, il risultato è diventata la nostra scusa per fuggire dalla calura Milanese.
Poco meno di 400 km dove la percentuale di curve è davvero elevata così come il piacere di guidare. Da percorrere in senso orario o antiorario secondo i gusti, noi abbiamo scelto il primo sperando nel minor traffico del rientro ed in effetti ci è andata bene.
Lasciamo velocemente la provincia di Milano verso Lecco e poi su verso Ballabio per poi puntare il Culmine di San Pietro. Una strada che fin dopo il passo circa ad Avolasio è disconnessa, stretta e con strapiombi laterali, ma che è inevitabile per poi proseguire verso Vedeseta su una strada che ripaga ampiamente la sofferenza e che ci porta a percorrere la Val Taleggio con i sui canyon e dove superiamo il primo dei nostri Way point.
Scendiamo a San Pellegrino Terme e poi a Bracca (vi dice nulla come nome di una nota acqua minerale?) e ecco raggiunto il secondo punto ideale di passaggio, non ci resta che puntare su Selvino dove la prenotazione all’Isola che non c’è ci attende per rifocillare i gitanti e nel frattempo allargare il gruppo.
Cassoncelli, polenta, funghi ecc. non fermano gli spiriti vogliosi di curve e così invece di puntare diretti verso Clusone la prendiamo più larga andando a toccare il Passo Zambla, un vero paradiso delle curve.
Clusone fa un po’ da spartiacque del pomeriggio e nonostante nuvole minacciose le ruote girano veloci verso il passo della Presolana e poi su fino alla suggestiva Via Mala.
Boario Terme porta la rotta verso Lovere dove è d’obbligo una pausa e dove si trova anche l’Orrido di Castro che però può essere raggiunto solo a piedi e quindi, complice l’ora “che volge al desio” decidiamo di proseguire puntando verso un veloce ritorno verso Trescore Balneario, Bergamo e poi la calda autostrada che ci riporta alla realtà agostana. 
Una fuga dalla calura poco impegnativa da vivere in buona compagnia, senza fretta, lasciandosi cullare dalle curve e dai panorami.
A proposito di Orridi se volete allungare il giro potete aggiungere anche l’Orrido di Bellano (LC)
Abbiamo utilizzato:
Kawasaki Z900 SE messaci a disposizione da Kawasaki Italia – Casco CGM 361 Avent Pro Carbon – Giacca Clover Netstyle-2 – Jeans Clover SYS Light – Guanti Five RS3 evo - Scarpe Stylmartin Atom
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