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Mercoledì, Mer Apr 2020

HAT Pavia-Sanremo

“Com’è duro l’Enduro!” così cominciava l’articolo dell’anno scorso sulla prima edizione della Pavia-Sanremo, nonché la prima esperienza in fuoristrada del sottoscritto.


Ma non sapevo che poteva essere peggio: “…potrebbe piovere!” (Cit. Frankenstein Junior) infatti la pioggia è stata la protagonista assoluta di questa edizione provando a rovinare la festa anche se gli Enduristi sono Uomini duri….loro!
Così fin dalle registrazioni e formalità del venerdì presso la Riso Scotti di Pavia le gocce hanno cominciato a disturbare i motociclisti che a piccoli gruppi iniziavano a riempire il piazzale.
Formalità affidate all’efficiente Staff della HAT e di AICS Motociclismo a cui sono stati tesserati tutti i 130 partecipanti di questa edizione.

HAT

Una gradita novità per la sicurezza l’introduzione del Tracking System, un sistema di rilevazione GPS, in grado di seguire passo passo ogni singolo partecipante o “Squadra” e poter inviare un segnale di SOS.
Un briefing d’effetto quello fatto allo storico Palazzo Broletto in centro Pavia e un aperitivo che seppur bagnato è servito a cominciare a scaldare gli animi e allargare le conoscenze tra i partecipanti.
Altrettanto scenografico lo start nel fossato del Castello Visconteo del Sabato mattina con il Dakariano Maurizio Gerini primo a partire per questa seconda edizione della Pavia-Sanremo.

Maurizio Gerini

Come sempre due percorsi previsti: Classic (470 Km) e Discovery (420 Km), il primo dedicato ai più esperti, mentre il secondo per chi vuole meno impegno fisico o, magari, avvicinarsi al mondo dell’Adventuoring in maniera graduale e sicura.
Il centro storico e il Ponte Coperto vedono sfilare le colorate moto, cattive nell’estetica quanto educate nel loro incedere, quasi in parata, finché la campagna si fa vicina fino ad immergersi totalmente in essa.
L’incessante pioggia pareva dare una tregua, ma i giorni di pioggia erano ben evidenti sulle strade di campagna e sugli argini del Po’ dove la terra fangosa ha cominciato a delineare la caratteristica di questa edizione; così qualche fuori pista e fuori traccia si sono evidenziati fin da subito, sempre per fortuna, senza conseguenze.
Terra che si è fatta sempre più ostile più avanti e poi sulle colline dove l’argilla, tanto gradita alle coltivazioni e alle viti, è diventata un incubo per quasi tutti, il terreno ideale per una partita di calcio saponato, molto meno per le ruote seppur artigliate.

Hat Hat
XT600 HAT


Qui è uscito lo spirito di gruppo e collaborazione che dovrebbe essere sempre presente e che nell’Enduro è, per fortuna, ancora ben radicato.
Il ristoro ha dato una tregua a moto e piloti prima di riprendere il percorso che si prospettava decisamente ostile.
Piacevole scoprire le diverse filosofie partecipative che vanno in più direzioni tra cui quella calma, quasi flemmatica, ma convincente di Lorenzo Cascioli (Due Ruote) che nel marasma di navigatori ha tirato fuori la sua bella carta stradale con cerchiati i punti attraversati e raggiunti, puro spettacolo.
Previsioni azzeccate che hanno costretto molti a tagli di percorso via asfalto e in alcuni casi alla chiusura di alcuni tratti diventati impercorribili.
Così dopo circa duecento chilometri la piazza di Cairo Montenotte è diventata un piacevole punto di arrivo, seppur sotto una pioggia che non ci ha mai abbandonato, e preludio della tanto sospirata doccia calda e cena.

Cairo Montenotte

Il bello di queste manifestazioni sono anche i momenti di aggregazione come le soste e le cene dove lo scambiarsi opinioni diventa sempre un arricchimento personale e dove vengono annullate tutte le distanze di nazionalità, lingua ed esperienza…siamo solo e tutti motocilisti.
Al tavolo “Press” ci scambiamo le prime impressioni e anche lo Svizzero David Zimmerman (Acidmoto.ch) ha pietà del mio Inglese e sfodera un Italiano da antologia.
A tal proposito l’esperienza di Marco Marengo (Enduro Action) mi ha ricordato l’utilità dei fogli di giornale per asciugare l’interno degli stivali…semplice…ma lui si è portato il giornale, che ha condiviso con me, da casa!
La notte porta sogni e speranze di tutti verso un miglioramento del tempo, ma anche le preghiere di Corrado Capra e Nicola Poggio, creatori e organizzatori degli eventi HAT, sono inascoltate e l’alba ci sveglia con una pioggia battente che mette a dura prova il nostro già provato abbigliamento.

Hat Bosco
Crinale Hat Series


Temevamo il peggio, ma il fondo più roccioso della zona permette una guida meno impegnativa e a tratti anche scorrevole risollevando lo spirito di tutti, seppur anche in questa seconda giornata qualche taglio e annullamento è stato necessario.
Anche il ristoro di Garessio diventa un desiderato rifugio soprattutto per il problema alla KTM di Stefano che dopo una caduta non ha più voluto saperne di partire.
Doppia faccia della solidarietà con il meccanico a poche centinaia di metri che non vuole intervenire perché “Stò mangiando” e la massima disponibilità del personale della Proloco che si fa in quattro per aiutare fino a chiamare l’amico Francesco, guarda caso appassionato endurista, che molla la famiglia per arrivare con cassetta dei ferri e tanta buona volontà per aiutarci a far ripartire la moto.

KTM

Il calvario di doccia continua e non voluta prosegue fin all’arrivo al Forte Santa Tecla di Sanremo dove troviamo l’unico sprazzo di sole di questi tre giorni in moto.
Il tempo dei saluti, ritiro dell’attestato di partecipazione ed è ora di tornare a casa, nemmeno togliamo la tuta antipioggia, tanto dopo pochi chilometri e fino a casa la nostra ormai compagna di viaggio ci terrà compagnia.
Un evento sicuramente penalizzato dal maltempo senza, ovviamente, nessuna colpa degli organizzatori che, anzi, hanno cercato di gestire al meglio una situazione davvero difficile dimostrando anche in questo caso la bontà della formula della HAT che permette, in ogni momento, di modificare il percorso scelto da Classic a Discovery e/o comunque scegliere dei tagli su asfalto quando le condizioni del terreno sono soggettivamente  troppo difficili oppure la stanchezza o la voglia hanno il sopravvento.

Prossimo appuntamento, da non perdere, la HAT SESTRIERE ADVENTOURFEST ….noi ci saremo, ormai ci abbiamo preso gusto, sole o pioggia che sia!!!

Fotografica Sestriere

Perché fare la HAT Pavia-Sanremo
Perché è divertente innanzitutto, ma anche perché c’è la possibilità di mettersi in gioco qualunque sia il livello di partenza.
Può essere davvero adatta anche al battesimo del fuoristrada se fatta con moto e spirito giusto.
Perché ti porta in posti difficilmente, legalmente, raggiungibili con mezzi a motore.
Perché ti porta a contato con persone, perché è viva e vera.

Garmin

GARMIN GPS MAP 276Cx
Questo navigatore, fornito in prova da GARMIN Italia, rappresenta forse la massima espressione di GPS disponibile per viaggiatori di terra, ma anche di mare.
Ha lo svantaggio, a detta di molti, delle grosse dimensioni per l’uso motociclistico, ma in compenso ha il vantaggio, secondo noi, di avere un grande display ben visibile e chiaro.
Non ha il touch screen ma dei tasti laterali per tutte le funzioni gestibili anche con guanti pesanti e senza problemi di sensibilità dello schermo.
Impermeabile e questo lo abbiamo ben verificato.
Abbastanza veloce nel ricalcolo e molto preciso.
Ricco di funzioni, capace di prestazioni e possibilità elevate e con tutte le soluzioni tecniche, anche costruttive indirizzate alla robustezza e praticità d’uso anche in condizioni proibitive.
Noi ne abbiamo utilizzata una minima parte sia come navigazione classica verso una destinazione, sia inserendo tracce preconfezionate, ma proveremo nei prossimi mesi a spingerci un po’ più in là.
Relativamente intuitivo, almeno nelle funzioni base che servono al motociclista medio, anche senza l’uso delle istruzioni in poche mosse si comprende la logica di utilizzo.
Decisamente perfetto per l’off-road e la navigazione con tracce.

XT600 2kf

Yamaha XT600 2KF
Abbiamo utilizzato ancora una volta una Yamaha XT600 2KF del 1987 che a dispetto dei sui oltre trent’anni si è rivelata ottima per manifestazioni di questo tipo.
Leggera, robusta, motore con potenza non esuberante rispetto allo standard attuale ma più che sufficiente per divertirsi in fuoristrada e capace di non mettere mai in difficoltà il pilota, con sospensioni che reggono ancora bene le asperità delle mulattiere.
Peccato che nei modelli più datati le misure delle gomme del libretto non permettano il montaggio di gomme più specialistiche, anzi forse l’unica scelta possibile è per le Dunlop K850 che si sono rivelate, tutto sommato decenti anche in condizioni proibitive.
Difetto? La messa in moto a pedale; certo il magico bottoncino è molto più pratico e facile soprattutto in condizioni difficili, però ha il vantaggio di non avere problemi legati alla carica della batteria e poi se il sistema di alzavalvole automatico è ben regolato e il motore a punto non ci sono mai problemi…se non parte alla prima scalciata…alla terza parte quasi di sicuro anche a caldo!

Partenza

Consigli
Banale ma anche questa volta, forse di più, valgono i consigli valgono i consigli che avevo espresso l’anno scorso:
- Trovate dei compagni di avventura affidabili, quest’anno mi hanno sopportato Gianluca Cuttitta (Infomotori.com) e Stefano Pelati (Road Book) per un variegato trio che in questa avventura si è completato a vicenda.
Avere l’aiuto dei compagni è fondamentale psicologicamente ma anche praticamente nel caso di qualunque piccolo problema, anche solo rialzare la moto dopo una caduta.
- Le moto leggere e facili; le vecchie monocilindriche XT, XL, Dominator, DR ecc… sono secondo me perfette, capaci di portarvi fuori da situazioni difficili con più facilità e darvi anche maggior divertimento
Lasciate i bestioni a due cilindri a chi li sa gestire, anche se vi assicuro che comunque GS 1200, KTM990 e Africa Twin erano la maggioranza dei mezzi presenti.
- Presentatevi con gomme in ordine, non necessariamente specialistiche (anche se preferibili), ma almeno un po’ tassellate (Noi abbiamo usato delle semi-enduro Dunlop K850) e curate la preparazione della moto per non avere sorprese, un guasto nei boschi è un casino da gestire.
- Usate un abbigliamento versatile, in due giorni, con gli orari di partenza e con il dislivello previsto le temperature cambiano molto durante la giornata…pioggia compresa.
- Se potete procuratevi un navigatore Garmin adatto al fuoristrada, risulterà più semplice l’istallazione e l’uso delle mappe.
Noi abbiamo usato il Garmin GPS MAP 276Cx che ha un grosso display molto ben visibile e facile da gestire anche con i guanti.
Abbiamo visto però anche utilizzare la Serie Zumo di Garmin in qualche caso anche TomTom e Smartphone anche se con qualche difficoltà in più.

Grazie a Massimo Di TrapaniFotografica Sestriere per le foto

Abbiamo utilizzato: Giacca, Pantaloni e Guanti Clover – Casco Nolan – Maschera Ariete – Stivali TCX – Intimo SIXS – Navigatore Garmin – Borse stagne Enduristan

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