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HAT Pavia-Sanremo
HAT Pavia – Sanremo 2018 – Report aMotoMio
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Com’è duro l’Enduro! Un’affermazione che spesso si sente ma che finché non si prova davvero non si capisce fino in fondo.
Facciamo però un passo indietro e cerchiamo di capire cosa spinge un uomo più vicino al 60 che ai 50 anni, completamente a digiuno di fuoristrada a infilarsi in una esperienza di costante equilibrio instabile.


Lasciamo da parte per un momento la scusa della “Sindrome di Peter Pan” e cerchiamo, invece, le motivazioni di una piccola personale sfida nel voler portare la vecchia XT600 che ha nel box nel suo ambiente, più o meno, naturale!
Ecco che la presentazione di questa novità nel circuito HAT Series, con questa Pavia-Sanremo, è la molla giusta per far scattare la sfida.

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Viene presentata con un percorso definito “Facile” e quindi in un attimo mi sono perso nella preparazione mentale e, ovviamente, logistica per prendervi parte conscio dei  miei limiti ma fiducioso nell’aiuto di preziosi complici.
Prima però di raccontarvi com’è andata due parole su cosa è la HAT Pavia-Sanremo 2018, se già la conoscete scorrete avanti…

HAT PAVIA-SANREMO
E’ un nuovo evento di turismo-avventura inserito nel Calendario Nazionale Turismo Adventouring FMI.
Nasce, sempre dalle menti geniali di Corrado Capra e Nicola Poggio, come una diretta emanazione della nota HAT SANREMO-SESTRIERE della quale condivide spirito e filosofia.

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L’intenzione di ampliare gli orizzonti dell’Adventouring con nuovi percorsi, nuovi scenari, nuove emozioni, l’idea è di replicarne i valori di avventura, solidarietà e passione, portando su strade inesplorate gli appassionati dell’avventura in moto in cerca di nuove esperienze. Inoltre, con la HAT PAVIA-SANREMO si diffonde la pratica dell’Adventouring in Lombardia, regione dalle grandissime potenzialità ancora inespresse.
La HAT PAVIA SANREMO ha interessato tre diverse regioni, Lombardia, Piemonte e Liguria, esaltando il suo spirito di avventura turistica.
Seguendo la formula HAT sono stati preparati due percorsi, il CLASSIC di circa 450 km, che prevede anche un percorso in notturna, ed il DISCOVERY di circa 390 km, con sosta notturna prevista circa a metà strada a Sassello (SV), dove è previsto il ristoro più importante.
Il livello di difficoltà, dichiarato dei due percorsi è stato di tipo “facile” con possibilità di qualche tratto più impegnativo ma comunque adatto alle maxi-enduro da oltre 150 kg, come da regolamento FMI Adventouring.

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In effetti, grazie anche alle favorevoli condizioni meteo così è stato, con i parametri di un endurista medio.
Con partenza da Pavia, in posizione privilegiata nella Pianura Padana, le tracce portano i partecipanti lungo il Po, per poi tagliare verso sud e continuare verso Ovada.
Poi si sale sui primi rilievi dell’Appennino Ligure-Piemontese ed il percorso comincia con i suoi sali-scendi.
Dopo la sosta a Sassello, si continua verso Altare, con il lungo sterrato della Colla di San Giacomo che porta a Garessio.
Obbligo di passaggio sul Colle di Nava e quindi la discesa verso il mare per arrivare a Sanremo.

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Per questa prima edizione il numero dei partecipanti è stato limitato ad un massimo di 100 piloti, ma sicuramente alla prossima edizione saranno necessari molti posti in più!
La HAT PAVIA SANREMO è un evento iscritto al calendario ufficiale FMI Adventouring 2018.

Com’è andata, ovvero cronistoria di una bella avventura.

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18 Maggio 2018:
Venerdì pomeriggio di una, stranamente, calda e assolata giornata una trentenne a due ruote dal marchio Yamaha prende vita e corre tranquilla verso Pavia e la “Riso Scotti” punto di partenza dell’evento.
Lei è tranquilla, il Pilota molto meno, man mano che l’evento si avvicinava la preoccupazione di non farcela cresceva in maniera esponenziale, ma ormai sono in gioco, mi hanno confermato che sarò in gruppo con Andrea Rapelli (Omnimoto.it) e Alberto Capra (Moto.it) e non posso tirarmi indietro.
La preoccupazione sale quando al parco chiuso vedo mezzi assolutamente specialistici e piloti altrettanto sicuri di se.
Comunque la mia compagna a due ruote attira gli sguardi benevoli e così la tensione tende a calare, complice anche la visita all’azienda Scotti che mi distrae.
Il pomeriggio scorre veloce fino al briefing e alla cena che ci congederà dando appuntamento al mattino successivo per la vera partenza.
Non nascondo di essere rimasto stupito da un ambiente poco formale, nonostante l’altissima professionalità, e una disponibilità e simpatia di tutti i partecipanti senza distinzione di età, esperienza o mezzo.

19 Maggio 2018

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Dopo una notte tribolata da pensieri nefasti e preoccupazioni, provate voi a mettervi nei miei panni, sono di nuovo alla Riso Scotti per la pre-partenza, infatti da qui, dopo i controlli, il serpentone dei quasi 100 partecipanti si trasferisce nella piazza del Municipio di Pavia dove avverrà la partenza ufficiale.
A gruppi di tre/quattro a seconda della composizione della squadra, si procede alla partenza in ordine di tabella.
La formula di formare all’iscrizione delle piccole squadre è la formula vincente per garantire sicurezza e aiuto nelle difficoltà del percorso, fosse solo anche per un banale contrattempo o semplicemente per farsi compagnia.
Tocca a noi, i tre moschettieri della Stampa, affiancati sulla linea sembriamo davvero disposti a tutto.

Pavia - Sanremo

Le strade bianche della provincia Pavese ci portano a costeggiare gli argini del grande fiume mentre i campi fioriscono di papaveri, una prima immagine di quanto vedremo in seguito, cambiano gli scenari ma la bellezza della natura è la componente principale di questo evento e ci si trova immersi in pieno a stretto contatto attraversandola a cavallo della nostra passione.
E la moto che mi porta a spasso muovendosi sotto di me che cerco semplicemente di lasciarla andare non più veloce di quanto il mio cuore possa sopportare e soprattutto meno veloce del mio Angelo custode!
Appena si comincia a salire in collina mi rendo conto di più della differenza tra chi ha esperienza e chi no, così alla pausa pranzo comincio a chiedere informazioni sulle tecniche di guida, in piedi, seduto, sposta il peso indietro, dai più gas sulla ghiaia, eccetera, la teoria la conosco ormai…poi metterla in pratica e vincere la paura è un’altra cosa!
Alla prima salita davvero fangosa il panico mi assale vedo gente a terra che lotta per rialzare la moto e ripartire.
Tutti si danno una mano, anch’io sono le fango a fare pesistica con una Africa Twin, finché tocca a me…

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Non ci credo la piccola XT con un filo di gas, e qualche zampettata delle mie gambe, mi porta in cima, una piccola conquista che mi da quel minimo di sicurezza per affrontare i tratti successivi che non saranno di meno e che via via si trasformano in mulattiere sassose e stretti sentieri.
Ma il meteo è dalla nostra e il primo traguardo del Sassello dopo 190 km è raggiunto.
Per fortuna di questi un buon 60% erano di asfalto, però su piccole e panoramiche strade che si infilano in vecchi borghi dimenticati da Dio, ma non dal Garmin GPS MAP 276Cx (Specialistico per questo uso) su cui abbiamo caricato la traccia da seguire che ci guida come una lama in territori sconosciuti e sentieri quasi introvabili.
La conviviale cena conclude, tra aneddoti e risate, una giornata faticosa solo fisicamente e mentre molti si scambiano la buonanotte i coraggiosi partecipanti alla Classic, alle 23,00, ripartono per la tappa in notturna!

20 Maggio 2018

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Sveglia all’alba, poiché la partenza è prevista per le 6,30, con i colori delle montagne che prendono vita.
Stessa formula della partenza di Pavia, sempre a gruppi scaglionati di qualche minuto, con le colorate moto se si lanciano sui primi sentieri del Sassello.
Dopo qualche chilometro la prima difficoltà, sempre per i sottoscritto, una stretta salita ricca di pietre che mette in difficoltà molti, ma ormai sono fiducioso, o totalmente incosciente e ci provo con quel filo di gas con le ruote che saltato sui sassi fino in cima.
Accarezzo il cupolino della Yamaha cosciente che averla scelta come compagna di avventura sia stata un’ottima mossa.

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I sentieri salgo e scendono in costa ricchi di guadi e terreni sempre variabili con difficoltà diverse, a volte difficili, ma non impossibili, sono ancora una volta i panorami a farla da padrone soprattutto sopra Altare e poi più avanti dove il vento che alimenta le numerose pale eoliche si fa sentire.
Ormai mi sento quasi sicuro, alterno la guida i piedi a quella seduto senza troppa cognizione a dire il vero, però seguendo la logica del “Come mi sento sicuro”
Per un battesimo davvero completo mancava solo l’acqua, me ne bastava anche poca, non le secchiate che si sono rovesciate, miste a grandine, mentre eravamo nel bosco in discesa, che hanno trasformato il percorso in un toboga da Aquafan di Riccione ricco di molle fanghiglia e rivoli d’acqua.
Chilometri percorsi cercando di stare in piedi sotto un’acqua battente che ci ha accompagnato per chilometri anche quando il tanto desiderato asfalto è comparso sotto le ruote.

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Peccato, perché la strada che scende verso Arma di Taggia meritava di essere gustata con il sole.
Sole che si è palesato caldo a Sanremo ad accoglierci con somma gioia, nostra  e delle parti umide.
Un pranzo di ristoro e mentre ritiriamo gli attestati di partecipazione ci sono gli scambi di opinioni.
Siamo d’accordo sulla bella esperienza vissuta, capace di mettere alla prova anche un principiante senza eccesivi rischi, dargli una nuova consapevolezza delle sue capacità e soprattutto avvicinarlo al mondo del fuoristrada.
La lunga autostrada mi riporta a casa con un totale di 765 km in più sul contachilometri, tanta stachezza, ma anche quel sorriso beffardo tipico di chi può dire “Ce l’ho fatta”!!!
Dopo questa esperienza posso confermare la bontà di questa formula, per un neofita totale come me sicuramente non facile, ma assolutamente non impossibile, del resto basta usare la testa.

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Consigli
- Trovate dei compagni di avventura affidabili, io sono stato fortunato a trovare Andrea Rapelli e Alberto Capra, siamo un variegato trio che in questa avventura si è completato a vicenda.
Avere l’aiuto dei compagni è fondamentale psicologicamente ma anche praticamente nel caso di qualunque piccolo problema, anche solo rialzare la moto dopo una caduta.
- Se siete principianti, come me, puntate su moto leggere e facili; le vecchie monocilindriche XT, XL, Dominator, DR ecc… sono secondo me perfette, capaci di portarvi fuori da situazioni difficili con più facilità.

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Lasciate i bestioni a due cilindri a che li sa gestire, vi assicuro che comunque GS 1200, KTM990 e Africa Twin erano la maggioranza dei mezzi presenti.
- Presentatevi con gomme in ordine, non necessariamente specialistiche, ma almeno un po’ tassellate e curate la preparazione della moto per non avere sorprese, un guasto nei boschi è un casino da gestire.
- Usate un abbigliamento versatile, in due giorni, con gli orari di partenza e con il dislivello previsto le temperature cambiano molto durante la giornata.
- Se potete procuratevi un navigatore Garmin adatto al fuoristrada, risulterà più semplice l’istallazione e l’uso delle mappe.
Noi abbiamo usato il Garmin GPS MAP 276Cx che ha un grosso display molto ben visibile e facile da gestire anche con i guanti.

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Abbiamo visto però anche utilizzare la Serie Zumo di Garmin in qualche caso anche TomTom, anche se con qualche difficoltà in più.
Concludendo un battesimo dell’enduro decisamente riuscito, non posso che consigliarlo a chi vuole provarci, ma attenzione; come tutte le cose divertenti potrebbe creare dipendenza.

LA NOSTRA ESPERIENZA IN 4 MINUTI:



Grazie a:
Stefania Galli ComunicazioneMassimo Di Trapani per le foto e a “Sake” compagna fedele di questa esperienza.

Abbiamo usato: Casco LS2 Pioneer – Giacca Dakar, guanti, paraschiena e pantaloni Clover – Stivali TCX Drifter – Intimo e calze SIXS - Borsa Kappa Moto

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