Adventouring – Evoluzione o involuzione?
Categoria: trafiletti

Sicuramente sono il meno indicato per parlare di adventouring avendo iniziato tardi a praticare fuoristrada.


Tardi non nel senso di orario ma di età visto che a oltre 55 anni mi sono avventurato, senza nessun precedente, proprio in un evento Adventouring, di quelli che stavano nascendo ed era infatti la prima edizione. 
 
A parte le inevitabili difficoltà, tra inesperienza e incapacità mescolate in una miscela potenzialmente pericolosa, la prima cosa che mi ha sorpreso è quanto la moto e la guida in fuoristrada potessero aprire un mondo nuovo fatto di natura e zone incontaminate o quasi.

Già perché la definizione, riassunta delle varie trovate in rete, che trovo calzante come idea è: “l'adventouring è una formula motociclistica nata per combinare avventura e turismo, in modo non competitivo che prevede la guida sia su strada che in fuoristrada, rispettando le norme, le persone e la buona educazione. L'obiettivo principe è godere delle bellezze della natura e della storia, percorrendo rotte fuori dagli schemi, spesso su strade non asfaltate.”
In sostanza con la moto da fuoristrada vado a scoprire il territorio nel suo intimo godendone del panorama e immergendomi nella natura.

Nessuna gara, nessun cronometro, solo un percorso da seguire con moto che idealmente potrebbero essere quelle che utilizziamo anche tutti i giorni, quelle bicilindriche enduro e/o dual, come infatti previsto dal regolamento FMI e poi declinato anche da altri enti.

Tutto bello, ma in questi anni di esperienze con un aumento anche delle personali capacità, pur rimanendo di basso livello, ho notato una lenta ma costante escalation verso percorsi se non impossibili spesso impegnativi, da vero enduro, dove le grosse bicilindriche possono mettere in difficoltà molti piloti.
Probabilmente gli organizzatori hanno seguito le richieste dei clienti finali che evidentemente vogliono più avventura, più guidare che turismo; gli stessi che non disdegnano di dare gas senza paura e a volte senza rispetto.

Difficoltà di percorsi che portano molti a preferire monocilindrici, spesso specialistici, che a questo punto sono border line se non completamente fuori dalla formula originale dell’idea.
Un’altra difficoltà per i meno capaci, e per chi guida i grossi enduroni, è quella di scegliere gli eventi, nel caso anche tra i percorsi previsti, più adatti a loro e valutare se gli stessi possono essere alla loro portata.

Certo ci sono i social, ci sono quelli che danno consigli dopo aver partecipato ma, come abbiamo scoperto sulla nostra pelle, i giudizi e le valutazioni sono assolutamente soggettive seguendo un intricato mix tra tipologia del percorso, moto usata, capacità di guida senza dimenticare l’incognita del meteo che può stravolgere tutto.

Ma alla fine il confine tra Adventouring e Enduro si sta assottigliando e non ne siamo contenti, continuiamo a preferire percorsi che privilegiano il turismo con quel pizzico di avventura.

Questa strada, o meglio fuoristrada, sarà evoluzione o involuzione?

Ph. Fotografica Sestriere

Flavio Carato Flap

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