“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso.”
Frase attribuita a Albert Einstein che ben si calza alla Ducati 998S che sicuramente non è stata concepita e progettata da quel genio di Massimo Tamburini per fare turismo.
Una moto nata Superbike nell’anima e capace di stravolgere il mondo delle super sportive negli anni ’90 sia esteticamente sia a livello prestazionale con quell’equilibrio tra ciclistica e motore che gli ha permesso di conquistare il cuore di molti appassionati oltre che molti titoli tra cui ben otto nella massima categoria delle derivate di serie.
Insomma una moto estrema, prestazionale veloce dove l’habitat naturale è la pista non i lunghi viaggi…
Già ma come il calabrone anche la 998S non lo sa e quindi viaggia e viaggia per il mondo insieme al suo proprietario.
L’appassionato Olandese ha trasformato, o meglio attrezzato visto che la Ducati 998S è intatta sotto le strutture delle borse e del portapacchi, la Regina delle piste in una globetrotter.
Borse in alluminio, robusto portapacchi, taniche benzina supplementari, porta navigatore, insomma tutto il necessario per non fermarsi mai e questo è testimoniato dai numerosi adesivi sulle borse di paesi sparsi per il mondo raggiunti durante i suoi oltre 140000 km.
L’abbiamo visto al WDW 2024, ha suscitato reazioni diverse, sdegno e ammirazione in egual misura, certamente denigrabile esteticamente, Tamburini non approverebbe, passionalmente e per l’arte di arrangiarsi, non fermarsi alle apparenze e alla logica, invece da plauso.
Il telaietto posteriore che ha ceduto durante un viaggio in Messico saldato e rinforzato con fazzoletti in metallo, per proseguire ancora e arrivare anche a questo appuntamento del World Ducati Week pronto anche lui a celebrare i 30 anni della Ducati 916 in pista a Misano insieme alle altre sorelle della famiglia che non sanno che possono “Volare” e si accontentano di fare quello per cui sono state progettate, andare forte e vincere.
![]()