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Franco Picco
Categoria: trafiletti

Si sono spenti ormai da una settimana i clamori della 43ª edizione del Rally Dakar che si è svolta per la seconda volta interamente in Arabia Saudita.


Una gara dove nella categoria moto sono stati ben nove gli Italiani partenti: Francesco Catanese, David Cominardi, Mauro Gerini, Tiziano Interno, Lorenzo Piolini, Angelo Pedemonte, Giovanni Stigliano, Cesare Zacchetti, e soprattutto  Franco Picco; quasi tutti nella categoria Original by Motul, quella che non prevedeva nessuna assistenza tecnica per tutta la durata della corsa; una difficoltà in più in una corsa tanto impegnativa, lunga e difficile.

Franco Picco non ha sicuramente bisogno di presentazioni, è stato uno dei protagonisti della Parigi-Dakar e dei grandi Raid Africani negli anni ’80.
Uno di quegli Italiani che hanno portato in alto il tricolore in uno sport che spesso è ignorato e che, però, in quegli anni grazie alla geniale idea di Thierry Sabine, alla complicità di Italia 1 e alla simpatia di Nico Cereghini e dello staff Mediaset, ha avuto grande risalto facendo sognare migliaia di appassionati.
Immagini che arrivavano da lontano, moto che sfrecciavano su dune di sabbia in una continua sfida con l’equilibrio e con la traccia da seguire.

Tra questi, appunto, un trentenne Franco Picco che, seppur mai vincendo (Sfiorando però il risultato, proprio alla prima edizione con un terzo posto nel 1985, e due secondi posti, 1988 e 1989) la Parigi-Dakar ha confezionato un ricco palmares negli altri raid Africani (due volte il Rally dei Faraoni, 1986 su Yamaha e 1992 su Gilera, e tre volte il Rally delle Piramidi, 2006-2007-2008 sempre su Yamaha, a cui si aggiunge la Transpanã nel 1992 su Suzuki.

Potrebbe bastare questo a soddisfare la carriera di un Pilota, ma Franco Picco non è capace di fermarsi, la moto è dentro di lui e riprende la sua partecipazione alla Dakar, ininterrottamente dal 2010 al  2013, ancora con la sua amata Yamaha.
La vittoria è sempre quella tipica di arrivare in fondo e solo nel 2013 è costretto al ritiro, segno di una grande forza, concentrazione e soprattutto intelligenza tattica che significa anche non rischiare inutilmente in una gara così lunga ed impegnativa.

Nel 2016 prova la via del Quad per i sui sessant’anni con CanAM, concludendo la gara ovviamente,  e nel 2017 torna alla sua Yamaha subendo il richiamo della sua passione per le due ruote.
L’abbiamo nel frattempo incontrato in mezzo a noi appassionati in manifestazioni Adventourig dove ha dimostrato, oltre alle indubbie qualità di guida immutate anche una personalità pura, disponibile e gentile che non sempre è scontata nei grandi personaggi.
Questo ci aveva aperto lo sguardo e a un ulteriore grande apprezzamento verso un grande pilota, ma soprattutto una persona eccezionale.

La sorpresa è stato l’annuncio della sua partecipazione all’edizione 2021, con Husqvarna, il tifo era tutto per lui e anche l’enorme stima di sapersi rimettere in gioco ad altissimo livello a sessantacinque anni compiuti.
L’abbiamo seguito giorno per giorno, sofferto con lui nei momenti difficili e di stanchezza, e alla fine gioito quando abbiamo appreso del suo ottimo 43° posto, ottenuto con l’esperienza a compensare un’età anagraficamente non giovane, con tenacia e determinazione, sapendo amministrare una faticosa gara anche questa volta portata a termine.

La moto evidentemente mantiene giovani e Franco Picco ne è un esempio vivente, ma siamo sicuri che sia davvero l’ultima?

Profilo

N.B.
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