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Mercoledì, Mer Ott 2020

Motociclista vivo

La Strada che sale al Monte Tomba e quindi al Rifugio Primaneve si stacca dalla bellissima strada bianca Translessinia.


Una salita che normalmente è abbastanza piana e semplice, ma che le piogge dei giorni prima ha reso ricca di buche, canali e pietre smosse che complicano la vita ai motociclisti poco avvezzi al fuoristrada; soprattutto se questi cavalcano una Maxi Enduro da quasi 300 kg, tra benzina e bagagli, e per giunta monta gomme stradali.
Ok, la sto cercando scuse, la moto ce la fa benissimo sono io che non mi sento in grado, eppure vedo che tutti salgono e così mi infilo sulla suddetta salita.
La BMW R1200GS sale agile, il pilota un po’ meno, con un pelo di gas dosato responsabilmente, senza problemi, quelle piccole nozioni ricevute nei corsi di fuoristrada mi permettono di trovare la via giusta, tagliare i canali in modo corretto e mantenere la trazione sulla gomma posteriore.
Salgo quasi incredulo per quello che sto facendo e nel frattempo penso: “sicuramente ci sarà un’altra strada per scendere!”.
Arrivo in cima e purtroppo mi rendo conto che la risposta è NO! Chiedo conferma e ancora la realtà si materializza in quell’unica discesa impervia.
Non impossibile per molti, quasi tutti a dire il vero…ma per me sì!
Cerco di non pensarci e in effetti gli Gnocchi di Malga e la torta di Nonna Maria riescono a distrarmi, ma alla fine la discesa è lì, la guardo poco convinto e mi immagino già “like a rolling stone” verso valle.
Si, sono un cagasotto, lo sapete, ho uno spirito di conservazione e una paura di farmi male che non mi permette di andare oltre un rischio quasi calcolato, se avessi avuto una moto più leggera, se la strada fosse stata meno rovinata, se… potrei andare avanti all’infinito, ma la sostanza è che non me la sento.
Così cedo le armi all’orgoglio e faccio quello che non avrei mai pensato possibile, lasciare la mia moto in mani più capaci per farmela portare alla fine della discesa.
Il fatto che Ciro, del Moto Club Eat Sleep Ride che i accompagna in questo giro il Lessinia, abbia una BMW R1200GS ADV e che la sappia portare a spasso con sicurezza sui sentieri mi fa stare tranquillo per Lei.
Mentre scendo insieme agli altri a bordo del 4x4 vedo Ciro portare a valle la mia moto con tranquillità, penso “Magari ci sarei riuscito” le strade fatte più avanti mi convincono che forse potevo farcela, ma in quel momento la mia scelta la ritengo ancora la migliore.
Ero troppo teso, spaventato, avrei sicuramente fatto qualche errore e la caduta sarebbe stata inevitabile con danni alla moto, ok si aggiusta, ma potenzialmente avrei potuto farmi male.
Si sono stato un vigliacco, motociclisticamente parlando, ma sono un Motociclista vivo, sano e salvo e questo mi basta, a volte bisogna essere coscienti dei propri limiti, reali o percepiti che siano.

Ph. Filippo Pandin

Flap

“E' sempre meglio un vigliacco vivo che un eroe morto, soprattutto se il vigliacco sono io.” Totò