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Lunedì, Lun Set 2020

Wolf

Si certo di questi tempi qualcuno potrebbe dirvi che non sono affidabile. Non credetegli.

Qualcuno potrebbe dirvi che ho perso il portafogli, che ho dimenticato una bellissima mascherina su una cabinovia, che ho dimenticato il computer del lavoro a casa, che mi sono dimenticato un paio di appuntamenti qua e là… ma non fatevi influenzare, quisquilie.

I fatti in rwaltà sono andati in un altro modo. Dopo un lungo viaggio verso la Francia, dopo aver concesso ai ragazzi una lunga sosta per la colazione, e dopo aver passato la giornata su e giù per i passi, con qualche fermata per foto e riprese di rito, i fanciulli mi sembravano annoiati e anche un po’ accaldati, montagna o non montagna, quando fa caldo i motoroni sotto al sedere non aiutano molto.

Così ho cercato di architettare un piano per creare un po’ di suspense, quel tocco di adrenalina che non guasta mai. Poco prima del Col du Galibier, nell’ultimo tratto tutto curve e tornanti prima di prendere la via per il ritorno ci siamo fermati a fare ancora qualche foto, mi sono tolto lo zaino come diverse altre volte, ma al momento di ripartire ho fatto finta di nullo, nessuno se ne è accorto. Certo i due non sono particolarmente svegli, il piano prevedeva che dopo qualche tornante se ne sarebbero accorti, ma nemmeno arrivati a Briancon fermi per una bevutina, qualcuno si accorto della mancanza.

Iniziavo ad essere preoccupato, avevo fatto troppo affidamento sull’acume del magnifico duo, iniziavo a sentirmi come Dick Dastardly e uno dei suoi infallibili piani, ma finalmente arrivati alla sosta carburante qualche chilometro in là il Fagna se ne è accorto. Aveste visto la felicità dei due, le risate, l’eccitazione per potersi fare ancora un paio di volte su e giù quella sequenza di tornanti. Siamo partiti a razzo, abbiamo rifatto quei tornanti su e giù come fosse una giostra e i due ragazzi erano al settimo cielo. Certo, mi è costata un'ora di ritardo sul rientro, ma cosa non si fa per gli amici.

Ancora adesso mi ringraziano. Famiglie comprese.

Michele Rubin

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