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Venerdì, Ven Ago 2020

Trafiletto Austropiteco ingrato

A leggere bene il titolo si potrebbe pensare alla classica storia della Walt Disney “Zio Paperone e l’austropiteco ingrato”.

Dopo tutto ci vuole molta fantasia per seguire i ragionamenti sulle moto cosiddette rumorose dei nostri cugini, e non dico fratelli perché la prendono a male, altoatesini che di questi tempi si sono uniti al coro dei fratelli, e lo dico sempre perché ci tengono, austriaci.

Quindi in effetti non è un errore di battitura quella dell’austropiteco e non australopiteco, parliamo proprio del piteco austriaco, specialmente quello nostrano. Quanto è facile dimenticarsi degli amici quando si sta bene, come si fa in fretta a dimenticare chi ti ha portato da mangiare, soldi, turismo, negli anni del bisogno. Il turismo motociclistico nel corso degli anni ha portato linfa in tantissimi posti nascosti in Italia, scoprendo prima che diventassero famosi, splendidi scorci d’Italia. Così è stato anche per l’Alto Adige, con avventurieri a due ruote che hanno scalato passi, hanno percorso tornanti, hanno mangiato e passeggiato spendendo quattrini, per i bellissimi monti dell’Alto Adige prima della grande massa.

Ora secondo assessori, sindaci  e tutta una serie di burocrati siamo diventati ingombranti, rumorosi, inquinanti, e monetariamente nemmeno più tanto associabili a questa meta quasi da vip, con Hotel a 4 o 5 stelle, che una notte per un motociclista itinerante la reputano quasi una seccatura.

Via le moto rumorose, stabilite in completa parzialità a 95db, con misurazioni che sarà bello osservare di persona per imparzialità e per comprendere quanta intenzionalità ci sia nel tenere lontano questo turismo ormai scomodo, un po’ come quando diventati ricchi si lasciano da parte i parenti rimasti poveri che ti hanno aiutato perché sconvenienti nella buona società.

L’austropiteco ingrato quindi riconosce i suoi simili, si associa, si unisce in branco e pascola raccontandosi strane storie su rumori e presenze moleste, la nostra presenza, ormai sazio di quanto il turismo a due ruote ha saputo dare. Ci sono però forti dubbi su quanto questo cugino in questione sia intelligente, oggi che le due ruote vengono esaltate in tutto il mondo per il suo naturale effetto distanziante, lui fa lo schizzinoso, lo rifiuta, lo schernisce, lo allontana.

Forse una completa privazione della nostra presenza potrebbe essere interessante come impatto sull’economia locale, senza essere selezionati dall’austropiteco ingrato come fossimo bestie da mungere.

Ci fanno quasi rimpiangere il piteco franco.

Michele Rubin

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