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Martedì, Mar Set 2020

Capelli al vento

Faccio parte di quella generazione che ha vissuto la moto senza casco, a dire il vero nei primi miei tempi di motociclista non lo avevo neppure.


Poi ho cominciato ad apprezzarne le qualità d’uso, durante i viaggi e soprattutto quando le velocità, seppur limitate del mio Benelli 125 2C, attorno ai 120 km/h di tachimetro, facevano lacrimare gli occhi, sotto i Ray-Ban a goccia, oppure qualche maldestro insetto impattava violentemente sul mio allegro muso.
Certo non avevo ancora la coscienza della sicurezza, del resto erano i tempi delle espadrillas, delle canottiere e dei pantaloncini corti d’Estate, tempi passati dove si moriva da eroi, o da pirla, ma comunque inconsci ancora di quanto la cultura della sicurezza poteva fare anche per i motociclisti.
Insomma il casco era diventata una abitudine, non sempre lo ammetto, ma erano sempre più le volte che lo indossavo rispetto a quelle dai capelli al vento.
Faccio quindi parte, dicevo, di quella spensierata generazione che il 1 agosto del 1986 si è vista imporre l’obbligo di indossare il casco omologato alla guida dei motocicli.
Una presa di posizione del governo mal digerita da quasi la totalità dei motociclisti di allora, anche quelli che comunque già usavano il casco, in virtù di una lesa libertà, più spesso una presa di posizione, quasi politica, nei confronti di quella che vivevano come una imposizione.
Iniziava così un periodo di fantasiose scuse per non indossare il casco che però poi, come del resto per le cinture di sicurezza sulle auto qualche anno dopo, è diventato una cosa normale nel nostro andare in moto, del resto “Dura lex, sed lex”e le sanzioni erano pesanti.
Anche le stesse aziende produttrici erano e sono dalla nostra parte sviluppando caschi sempre più confortevoli oltre che, ovviamente, sicuri.
Eppure qualcuno ancora lo ritiene un sopruso come negli Stati Uniti, dove solo in una ventina di stati il casco è obbligatorio per tutti i Motociclisti, maggiorenni compresi.
Notizia recente riguarda il Missouri dove è stata presentata una proposta di legge nella quale c’è una disposizione che consentirebbe ai motociclisti di età superiore ai 26 anni di guidare senza casco se possono dimostrare di avere una assicurazione medica e possano dimostrare una certa “responsabilità finanziaria”.
Personalmente, pur comprendendo la voglia di libertà, spero che a nessuno venga in mente di proporre di fare un passo indietro in Italia, ritengo altresì che la cultura motociclistica sulla sicurezza dell’uso del casco nel nostro paese sia quasi universalmente riconosciuta dai nostri motociclisti pertanto probabilmente l’effetto sarebbe minimo.
Certo ci siamo dimenticati la sensazione dei capelli al vento, ma almeno molti di noi sono arrivati ad averli grigi!

Flap