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Venerdì, Ven Lug 2020

MV Agusta F4 750

Leggo in un post di facebook qualcuno che chiede se in termini collezionistici possa diventare più interessante una MV Agusta F4 750 del 2000 oppure una F4 1000 del 2005.


In un attimo ti rendi conto che una delle moto più belle del mondo ha già compiuto vent’anni, che quindi può essere iscritta al registro storico, ASI o FMI che sia, e che questo proietta, anche se non ce né bisogno, questo modello nel patrimonio motociclistico Italiano e mondiale. Passa il tempo eppure Lei è ancora capace di far girare la testa ed essere attuale.
Poi torno alla considerazione iniziale, e penso che quando Claudio Castiglioni e Massimo Tamburini pensarono alla F4 vollero un motore 750, una moto 4 cilindri con testata a valvole radiali, un telaio a traliccio con piastre in pressofusione e un bellissimo monobraccio, un faro polielissoidale sovrapposto dalla forma innovativa, brevetti esclusivi e con uno stile e una bellezza ineguagliati.
Poi la moda, il mercato e, diciamolo, anche la ricerca delle prestazioni vollero il 1000 che non fece che riprendere le linee,  la componentistica e qualche cc in più; anche una guidabilità migliore in effetti, anche il cruscotto era identico, anche se perdeva quel contagiri dal fondo giallo, ereditato dallo stile Ferrari, in favore di un anonimo bianco, quindi non più come la capostipite e come è stata voluta dai due compianti grandi personaggi di cui sopra.
Già questo potrebbe far comprendere il mio orientamento verso la cilindrata minore, sono stato tentato ai tempi di sostituire la mia F4 750S EV02 del 2002 con una più recente F4 1000, ma poi forse per le motivazioni di cui sopra dal box non si è mossa.
Certo poi ci sono state versioni altrettanto prestigiose per i collezionisti: Tamburini, Senna, Corse, per citare alcune serie speciali e poi la prestazionale F4 312, ma qui siamo oltre il motociclista normale, si parla di modelli e prezzi ancora un po’ più esclusivi rispetto a quelli già importanti della casa di Schiranna.
Dovessi rispondere io alla domanda direi sicuramente di scegliere quindi una settemmezzo, rigorosamente grigio/rossa; di certo un modello che già sta riscuotendo richieste nell’usato riacquistando valore, sicuramente a breve questo succederà anche alla comunque ottima 1000, ma l’originale, l’inizio della storia, è segnato dal tachimetro digitale che segna i 320 km/h durante il check e quello strumento a lato, analogico, dal fondo giallo assolutamente inconfondibile e unico.
Una storia Italiana iniziata nel 1998 che non smette di appassionare, che si è evoluta con la “Nuova” F4 1000 nel 2010 e poi con la parente F3 a tre cilindri, moto fantastiche, più guidabili e più potenti, ma Lei La F4 750, non si discute, è lei la Regina storica ed emozionale del nuovo ciclo di MV Agusta.

Flap