Rally di Sardegna
Categoria: Sport

Ci sono eventi che nascono per riempire una casella di un calendario sportivo. E poi ci sono quelli che cambiano il modo di vivere la moto.


Il Rally di Sardegna appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché quando nel 1984 prese il via la prima edizione, nessuno immaginava che quella lunga cavalcata tra montagne, foreste e spiagge dell'isola sarda avrebbe scritto uno dei capitoli più importanti del fuoristrada europeo.

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Oggi il suo nome continua a vivere attraverso lo Swank Rally di Sardegna, manifestazione che ha saputo raccogliere quell'eredità trasformandola in qualcosa di diverso, moderno, ma fedele allo spirito originario.
Questa è la storia di un sogno nato guardando la Dakar e realizzato nel cuore del Mediterraneo.

1984: la Dakar ispira un sogno italiano
All'inizio degli anni Ottanta la Parigi-Dakar rappresentava molto più di una gara. Era l'avventura assoluta.
Le immagini dei piloti persi tra le dune africane facevano sognare migliaia di motociclisti europei. Tra questi c'era anche Renato Zocchi, reduce proprio dall'esperienza africana come pilota ufficiale Yamaha.

Renato Zocchi dakar

Tornato in Italia aveva un'idea fissa: perché aspettare un anno intero per vivere quello spirito?
Perché non creare qualcosa di simile, capace di offrire navigazione, avventura, resistenza e paesaggi spettacolari senza dover attraversare il Sahara?
La risposta era una sola: la Sardegna.

Un'isola che, negli anni Ottanta, conservava ancora enormi spazi incontaminati, piste forestali, montagne selvagge e un entroterra praticamente sconosciuto al grande turismo. Un territorio che sembrava costruito apposta per ospitare un rally raid europeo.

Rally di sardegna 4

L'intuizione dei fratelli Zocchi
Renato coinvolse il fratello Guido Zocchi e trovò subito il sostegno del Moto Club Gonnesa guidato da Chicco Casti.
Non fu un'organizzazione improvvisata; per tracciare il percorso vennero percorsi decine di migliaia di chilometri tra sentieri, mulattiere e piste forestali. Ogni tappa veniva studiata per offrire paesaggi diversi, difficoltà tecniche e un'autentica esperienza di navigazione.
L'idea era semplice ma rivoluzionaria: portare in Europa la filosofia della Dakar, non una gara di motocross, non una classica enduro, ma un rally vero.

Rally di Sardegna 5

La prima edizione: un'avventura irripetibile
Nel giugno del 1984 il Rally di Sardegna partì da Milano per poi raggiungere l'isola.
Da lì iniziava un viaggio che attraversava praticamente tutta la Sardegna: Olbia – Alghero - Cala Gonone – Chia – Villasimius – Cagliari.

Cinque tappe, oltre 300 chilometri di prove speciali ogni giorno, praticamente niente asfalto.
Bivacchi in tenda con l’assistenza militare e del Corpo Forestale, con tanto di elicotteri.
Un'organizzazione che oggi sembra appartenere a un'altra epoca ma che contribuì a creare il mito del Rally di Sardegna.
A vincere quella prima edizione fu Andrea Balestrieri, tra i più forti specialisti italiani del periodo, ma il vero vincitore fu il rally stesso.

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Quando la Sardegna diventò "la piccola Africa"
Chi ha avuto la fortuna di guidare nell'entroterra sardo sa bene che l'isola possiede qualcosa di unico.
Le piste cambiano continuamente, la terra rossa si mischia alla pietra e la sabbia lascia il posto ai boschi, guadi e panorami che sembrano appartenere a continenti diversi e il mare che in lontananza definisce il concetto di isola.
Non è un caso se anni dopo il grande Fabrizio Meoni definì la Sardegna "la mia Africa", riconoscendo nell'isola quello stesso fascino che aveva reso leggendaria la Dakar.
Il Rally di Sardegna aveva intuito tutto questo con vent'anni di anticipo.

Rally di Sardegna 7

Gli anni della crescita
Quella che era nata quasi come una scommessa divenne rapidamente un riferimento internazionale.
Edizione dopo edizione aumentavano i partecipanti e le nazioni rappresentate, case costruttrici ufficiali con i loro piloti di punta e anche il livello tecnico arriva al massimo livello

Nel 1987 l'evento era ormai diventato gigantesco, arrivando a coinvolgere circa un migliaio di persone tra piloti, assistenze, meccanici e accompagnatori. Un numero impressionante per l'epoca e la dimostrazione di quanto il Rally di Sardegna fosse ormai considerato uno degli appuntamenti più importanti del panorama europeo.

I migliori piloti del fuoristrada mondiale passavano dal Rally di Sardegna che non era più una semplice gara italiana, era una tappa obbligata per chi amava il rally raid.

Rally di Sardegna 8

Gli anni del cambiamento
Come spesso accade nelle competizioni di lunga durata, anche il Rally di Sardegna dovette confrontarsi con un mondo che stava cambiando.
Le normative ambientali diventavano più severe, i costi in aumento e una logistica sempre più complessa
Anche il rally raid internazionale stava evolvendo, spostando l'attenzione verso competizioni sempre più professionistiche, così anche lo storico Rally di Sardegna perse progressivamente la scena.
Ma non il suo fascino, rimanendo per molti motociclisti un punto di riferimento, un evento leggendario di cui si parlava con rispetto quasi religioso.

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La rinascita: nasce lo Swank Rally di Sardegna
Le grandi idee non muoiono, aspettano semplicemente il momento giusto.
Quel momento arrivò oltre trent'anni dopo grazie all'incontro tra Renato Zocchi, Adventure Riding e Deus Ex Machina Italy.
L'obiettivo non era ricreare il Rally di Sardegna identico a quello del 1984, sarebbe stato impossibile, l'idea era recuperarne l'anima.
Nel 2019 nasce così lo Swank Rally di Sardegna, una formula completamente nuova ma costruita sulle fondamenta della manifestazione originale.

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Non solo gara: una Gentleman Race
La parola chiave è "Swank" (Eleganza, Stile, Passione), il cronometro continua a esserci, anche le prove speciali.
Persino il roadbook rimane protagonista.
Ma cambia completamente l'approccio: lo Swank non cerca il professionista disposto a tutto pur di vincere, vuole motociclisti che vogliono vivere il rally, piloti che la sera condividono racconti davanti a una birra.
Appassionati che arrivano con vecchie Yamaha XT, Honda XL, Cagiva Elefant oppure con moderne Ténéré 700 e grandi bicilindriche pronti a sporcarsi di polvere.

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Vintage e moderne, insieme
Uno degli aspetti più affascinanti dello Swank è la convivenza tra epoche diverse.
Accanto alle moderne moto da rally si trovano autentici pezzi di storia del fuoristrada.
Moto restaurate con cura maniacale, serbatoi in alluminio, fari tondi e quelle grafiche anni ’80 che hanno fatto sognare generazioni.
Quelle moto nate sull’onda della Dakar e del fuoristrada che vogliono continuare a vivere dove sono nate.

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Un successo in continua crescita
Anno dopo anno lo Swank Rally ha conquistato motociclisti provenienti da tutta Europa.
Le iscrizioni sono aumentate costantemente.
Nel 2022 si sono superati i 220 partecipanti provenienti da dieci nazioni, confermando la crescita della manifestazione e la validità di una formula che unisce navigazione, competizione, avventura e scoperta del territorio.
Al via grandi nomi del rally mondiale insieme ad appassionati alla loro prima esperienza.
Ed è probabilmente questo il vero successo dello Swank: mettere tutti sullo stesso sentiero a percorrere la stessa traccia.

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Più di una gara
Il partecipante allo Swank scopre presto che il risultato finale è quasi un dettaglio.
Lo Swank Rally di Sardegna è fatto di albe nei trasferimenti, roadbook da interpretare, errori di navigazione e polvere che entra ovunque, ma anche di profumo della macchia mediterranea, delle risate al bivacco e di amicizie davanti ad una moto sporca di terra.
È esattamente ciò che aveva immaginato Renato Zocchi quarant'anni fa.

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Il Rally continua
Oggi il Rally di Sardegna non è più quello del 1984, non potrebbe esserlo, sono cambiati i regolamenti, le moto, la tecnologia; perfino il modo di vivere l'avventura.
Eppure, osservando i partecipanti dello Swank mentre seguono il roadbook tra i monti del Gennargentu o attraversano i guadi dell'entroterra sardo, si capisce che qualcosa è rimasto identico. Nei loro occhi c’è lo stesso desiderio di partire senza sapere cosa ci aspetta dietro la curva.

Il Rally di Sardegna non è soltanto una competizione, è un modo di intendere la moto, un viaggio dove il cronometro conta, ma non è mai la cosa più importante.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui, dopo oltre quarant'anni, continua ancora oggi a far sognare intere generazioni di motociclisti.

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Il Presente
Lo Swank Rally di Sardegna giunge quindi alla sua ottava edizione e partirà il 29 Settembre dall’altrettanto storico Crossodromo della Malpensa con un prologo in notturna.
Una nuova edizione che vuole celebrare anno per anno quella folle idea del 1984 da cui è nato tutto.

Swank rally di Sardegna 9

Noi ci saremo e se volete partecipare potete trovare tutte le informazioni sul sito Adventure Riding.

LINK alle edizioni precedenti a cui abbiamo partecipato:
2021 
2022  
2023 
2024  
2025  

Foto moderne di Fotografica Sestriere - Foto Storiche recuperate dal web (se qualcuno ritiene di averne diritto può chiedere di inserire i crediti oppure di eliminarle)

GALLERY

Flavio Flap Carato firma

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