La casa di Noale si prende il Mugello, cade il regno Ducati e il popolo delle due ruote tributa tutto il suo amore al nuovo eroe del motociclismo italiano.
Eroe italiano forse è troppo, ma di sicuro questo ragazzo un po’ guascone un po’ troppo umile, ha preso un posto molto grosso nel cuore degli appassionati delle due ruote italiani. Sei vittorie, tre nella stagione 2026 e tre nel finale di stagione 2025 sono numeri importanti, sono i numeri di Marco Bezzecchi che ha studiato sodo per diventare qualcuno in questa MotoGP così competitiva. Un ragazzo non perfetto, non imbattibile e per questo umano, con i suoi problemi nelle Sprint Race del sabato, che finiscono quasi tutte come mezze pataccate, come gli piace dire.

Ma il Mugello ha regalato tante emozioni agli spettatori che hanno invaso il circuito toscano, un redivivo Pecco Bagnaia ha fatto sognare il popolo ducatista, il duello furibondo tra i due prossimi compagni di squadra del team Ducati, Marc Marquez e Pedro Acosta, che hanno incantato il pubblico con i loro sorpassi, la battaglia nella quale si sono inseriti anche Fabio Di Giannantonio e Ai Ogura, è stata salutata dal pubblico con ovazioni più simili a quello di uno stadio di calcio.
Aprilia, non è tutto oro, nero, quel che luccica a Noale
E’ stata una grande domenica di MotoGP, ma anche il sabato è stato a suo modo sorprendente. La partenza sbagliata di Marco Bezzecchi, il tentativo di fuga di Jorge Martin, e poi la sorpresa di Raul Fernandez sull’Aprilia Trackhouse, pilota brillante, sesto nella classifica mondiale eppure appiedato per ora per la stagione 2027. La rappresentazione di una contraddizione incredibile nel campionato che si è sempre vantato di premiare i migliori, e che ora segue logiche difficili da tracciare.

Il Mugello è il circuito che non c’è, un’isola fatta a modo suo dove la passione invade letteralmente la pista e il cuore dei piloti, fino a far emozionare piloti come Jorge Martin, che a fine gara ai microfoni confessa di sognare un bagno di folla così in Spagna dopo una vittoria. Un sogno difficile, perché un altro Mugello non esiste, il suo pubblico è passionale e feroce, non si risparmia nemmeno nei cattivi comportamenti, come questo circuito meraviglioso e arrabbiato, che solo cuori impavidi possono affrontare così tante volte e poi pensare a solo a festeggiare e non al fatto di averla ancora fatta franca.
Un week end che ci dice ancora che questa MotoGP è davvero tanto equilibrata, due piloti che si rubano i punti nel team più quotato, Aprilia, due piloti nel team Aprilia clienti che arrivano a vincere le gare, come Fernandez nella Sprint Race, una Ducati che piano piano recupera il gap dalla casa di Noale, non con Marc Marquez, che tra incidenti e qualche difficoltà a capire la GP26 fatica per ora a reggere il ritmo di Fabio Di Giannantonio, primo dei piloti Ducati autore anche al Mugello di due prove consistenti e un podio della Sprint Race. In tutta questa confusione si muove un Pedro Acosta indiavolato, che con una KTM in ritardo di preparazione, riesce comunque a gettare scompiglio tra i piloti che hanno più cavalli per affrontare le grandi battaglie.

Marc Marquez non è più il re Ducati... ma c'è ancora tempo
Il Mugello è il Mugello, se Aprilia oggi ha dato ancora prova di essere la moto da battere, le Ducati sono più vicine rispetto ad inizio campionato. In attesa che Alex Marquez rientri dall’infortunio, tra i più a suo agio sulla GP26, sarà curioso capire se quello di Bagnaia è stato solo un exploit e se Marc Marquez, via via che sistemerà i suoi acciacchi, sarà in grado di affrontare una seconda parte di campionato più pericolo, il tempo non manca. Per ora godiamoci questa lotta fratricida all’interno del box Aprilia.

Gare decise nelle prime fasi di gara, nella Sprint Race una partenza lenta di Marco Bezzecchi ha messo davanti prima Jorge Martin, ma già nel primo giro Raul Fernandez prende la testa del gruppo e da quel momento diventerà imprendibile. Nella gara MotoGP invece Marco Bezzecchi non fallisce la partenza, ma non basta, la vera sorpresa è Pecco Bagnaia, che fulmina tutte e due le Aprilia inaspettatamente e impone un’andatura che non sembra dare scampo a Bezzecchi e Martin. Ma il Bez tiene il ritmo e il contatto con Pecco, attendendo il primo momento di debolezza della Ducati, che arriva a metà gara. Da lì Pecco diventa facile preda anche di Jorge Martin, le posizioni sembrano congelarsi, ma il finale è thriller con Ai Ogura che piomba su Bagnaia e cerca di fregarlo a poche curve dalla fine, Bagnaia risponde ad un sorpasso e poi chiude a podio mandando in delirio il pubblico.
Round delle meraviglie chiuso, la MotoGP torna già settimana prossima sul circuito di Balaton, in Ungheria.