Pedro Acosta e Alex Marquez Barcellona
Categoria: Sport

Cosa ci resta di questo week end di MotoGP? L'infermeria piena e una catena di arrabbiature mai viste in una sola gara di MotoGP!

Un vecchio documentario sul Tourist Trophy su Guy Martin aveva come titolo “close to the edge”, vicino o troppo vicino al bordo del burrone, e il bordo era quello tra la vita e la morte, una costante per quel tipo di corse, ma una costante per le corse su due ruote in generale, dove ognuno prova a portarsi a quel limite, delle capacità e del mezzo, fino ad arrivare a oltrepassarlo, come accade a qualsiasi funambolo sospeso su un filo a 30 metri d'altezza.

A Barcellona quel limite è stato sfiorato, abbiamo ancora negli occhi Alex Marquez che colpisce violentemente la moto di Acosta, poi la moto lo scaravanta via e inizia a ruzzolare lanciando pezzi in mezzo alla pista, colpendo altri piloti. La mente va a quel 2020, quando la moto di Franco Morbidelli, lanciata a 300 all'ora fuori pista, rotolando all’impazzata rientrò attraversandola mentre passava Valentino Rossi, mancandolo miracolosamente di una frazione di secondo. Un film orribile che abbiamo quasi rivisto, con parte del retrotreno scagliato come un proiettile contro Fabio Di Giannantonio, atterrato come fosse un tiro al bersaglio.

Corse sicure? Beh è certo che la distanza di sicurezza non è prevista!

Eppure tutto è andato bene, eppure nessuno si è fatto davvero male, eppure è bastato schedulare una nuova partenza e per questi pazzi da 350 chilometri all'ora tutto era già alle spalle. E’ il giro numero 12, quando l’inseguimento di Alex Marquez a Pedro Acosta finisce improvvisamente, il motore dello spagnolo si blocca e Alex riesce solo con un riflesso fulmineo ad evitarlo, ma non completamente. La collisione di striscio spinge Alex nel prato a lato pista, dove perde il  controllo della moto, che inizia a rotolare rovinosamente dopo aver sbalzato il pilota. La moto finisce in pezzi, pezzi che volano in pista, colpendo Di Giannantonio e Zarco. 

I momenti successivi sono tesi, ci vorrà un po’ di tempo per caricare Alex Marquez sull’ambulanza e ripulire la pista, perché è semplicemente ora di ripartire. La gara quindi riparte, ma solo per xxx giri, dove una nuova caduta elimina dalla griglia altri piloti, compreso Johan Zarco che segue lo stesso destino di Alex Marquez, ambulanza e poi il viaggio verso l’ospedale.

La terza partenza è quella buona, e incredibilmente ne esce un Fabio Di Giannantonio che non doveva nemmeno rientrare in pista dopo la prima caduta, dolorante ad una mano, ma con il sacro fuoco nello sguardo. Finale con ancora un’altra caduta, questa volta tocca proprio a Pedro Acosta, atterrato a poche curve dalla fine da Ai Ogura. Una domenica nefasta, che termina in una sequenza di penalizzazioni, bollettini medici, reclami dei team e litigi furibondi al box, come la reazione incomprensibile di Jorge Martin contro il suo stesso staff, dopo essere stato atterrato al terzo via da Raul Fernandez mentre era lanciato verso una possibile vittoria.

Tre gare in Europa, l'equilibrio pende a favore di Ducati, scricchiola Aprilia

Difficile dare un giudizio generale a questa domenica, del risultato della pista, troppo confusa, se non catastrofica nel suo svolgimento. Ma da tutto emerge un punto di riflessione: se non ci fosse stato l’incidente tra Acosta e Marquez, sarebbe stato probabilmente Alex a portare a casa anche la gara della domenica, una seconda doppietta che con la vittoria finale di Fabio Di Giannantonio ci dicono che in Ducati qualcosa si è mosso, anche se un portabandiera di qualità va ancora individuato. Casa Marquez si candida per offrirne almeno uno, in Aprilia invece qualcosa traballa, un altro week end non perfetto dopo quello di Jerez, con Jorge Martin messo meglio di Bezzecchi, ma in una gara ideale, senza interruzioni, non abbastanza a posto da portare a casa il risultato. Un campionato ancora molto aperto oltre che lungo, nel quale può ancora rientrare anche Marc Marquez, pronto a tornare per dire la sua in una stagione dolorante e non perfetta: l'ideale per dimostrarsi ancora marziano.

Buono il trend delle Honda, da non sottovalutare per i prossimi gran premi, con Joan Mir e Johan Zarco in grande spolvero, anche se la presenza del francese nei prossimi gran premi resta da valutare. Per lui fgrattura dei legamenti e forse anche del perone. Peccato lo stop in quella che sembra sarà la sua ultima stagione, una stagione che aveva fin qui una facciata positiva.

Prossimo appuntamento tra due settimane al Mugello. E' la grande festa d'Italia!

 

Avatar di Wolf  
Back To Top
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.