fbpx
Ducati Panigale V2
Categoria: Sport

Il nuovo mondiale Supersport fa il conto alla rovescia verso il primo start, ma regna ancora confusione sul nuovo regolamento e la lista degli iscritti ancora non c'è.


Sembra l'ennesimo esperimento della Dorna con i campionati delle derivate di serie, forse il più strampalato ed estremo, ma forse anche l'unico a fin di bene. Dall'annuncio di Carmelo Ezpeleta "sull'annessione" della Superbike ai possedimenti Dorna con il mitico slogan "noi sappiamo come si fanno le corse", di acqua ne è passata tanta sotto i ponti, ma dopo tanti esperimenti improvvisati, con capovolgimenti di griglie, presunte categorie Evo, e magheggi sui contagiri, la Superbike oggi sembra aver trovato una sua identità, anche se nel frattempo molto pubblico è andato perso per strada ed esperimenti facendo. Pesa oggi sulle vendite e sui listini la scelta di rendere le Superbike più stock, caricandole di costi le moto ferme nei concessionati, una specie di tassa che molti appassionati non possono permettersi.

Supersport 2021


Supersport in via d'estinzione: cosa è successo?

Nel frattempo chi però è passato da malato stagionale a cronico è la Supersport, non tanto a causa di qualche mala gestione, ma perché il mercato le ha via via messe in un angolo, rendendo il campionato quasi una serie prototipi, visto le tre sopravvissute, di cui la più presente, la Yamaha R6, resta nei listini solo in forma di pronto pista. Mercato e sviluppo di questi modelli è diventato via via divergente, dopo un primo input negli anni 2000 che ha spinto l'evoluzione da Supersport stradale a moto più votata alla pista, le 600 sono divenute moto poco amiche dell'uso stradale, per veri amanti del trespolo. Così le concessionarie si sono riempite di naked ed endurone, e le supersport hanno intrapreso la via dell'estinzione anche dai listini.

L'esperimento di Dorna mira a dare un po' di fiato alla serie, includendo moto e marche fin ora escluse per mancanza di moto adatte o per aver abbandonato da tempo il segmento. E' il caso per esempio di Triumph, che da tempo ha abbandonato il segmento in cui era inclusa la sua Daytona 675 tre cilindri, che potrebbe adattare la sua Street Triple 765 R a versione con semimanubri per farla correre. Ducati è già in pole position con la sua Panigale V2 e la generosa cubatura del suo bicilindrico da 959cc, con tanto di illustre pilota, il figlio del prodigioso e indimenticato Troy Bayliss.

MV Agusta F3 800

Tanti cilindri e poca cilindrata: giapponesi in fuga? Dorna ci riprova.

E' ovvio che qualcuno in tutto questo storce il naso, i giapponesi che fin qui hanno dominato con le loro 4 cilindri, si ritrovano improvvisamente strette in un angolo. MV Agusta progetta di far scendere in pista l'F3 800, e Dorna per ora ha concesso alle 4 cilindri di arrivare solo a 636cc, la cilindrata della Kawasaki ZX6R stradale.

Dopo l'esperienza in Superbike quindi Dorna punta sui controlli elettronici, ovviamente si parla di un limitatore di giri impostato nella centralina, che andrà regolato in base alle prestazioni, riuscendo ad armonizzare in qualche modo un 4 cilindri da 599cc come quello della Yamaha R6, con un bicilindrico da 959cc di Borgo Panigale, due moto che dai dati dichiarati hanno circa 35cv di differenza. Una follia?

L'alchimia è complicata, mai libera da critiche, già accusata in Superbike di regolare non tanto la prestazione della moto, ma quella di moto e pilota, appiattendo i valori dei piloti. Difficile vedere una diversa soluzione volendo puntare su un progetto che includa le moto effettivamente in produzione, rimpolpando le fila di una serie senza mercato.

Centralina MotoGP


Avrà successo?

La curiosità sicuramente attirerà un po' di pubblico, ma ad ora non è ancora stata rilasciata la lista degli iscritti, con le difficoltà immaginabili per chi aveva già investito e puntava sulle quattro cilindri giapponesi e oggi rischia di essere fanalino di coda. Non resta che attendere segni di vita dalla nuova Supèersport.

 

 
Back To Top