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Venerdì, Ven Ago 2020

Scott Redding

La ripartenza del campionato mondiale Superbike regala alla Ducati e a Scott Redding un week end quasi perfetto, un solo sprazzo di verde in mezzo al rosso, e sotto le mascherine del team Aruba Ducati si allargano grandi sorrisi.


Probabilmente quello che ci si immaginava a inizio anno era proprio uno Scott Redding di questa portata, capace di essere incisivo sulla Panigale V4R contro quello che ormai si è guadagnato a suon di vittorie il titolo di mostro sacro della Superbike, Jonathan Rea. I segnali dei test pre-campionato, o pre-ripartenza, però ci raccontavano ancora di un Rea con quel qualcosa in più rispetto alla concorrenza, e ci siamo tutti preparati a vedere la solita fuga, o magari qualcosa di più intrigante con colpi di scena e rimonte come lo scorso anno.

Scott Redding è sicuramente un ragazzone anomalo, un motociclista un po’ rude, tatuaggi, qualche cattiva maniera sul podio, il bon ton non è certo il suo forte, ma in pista invece sembra guardingo, avveduto, qualche volta timido, e come tutti quelli timidi una volta presa confidenza e misure, è capace di fare la differenza. In Gara2 è apparso talmente a suo agio, da prendere il largo in pochi giri, come se da sempre fosse il dominatore del campionato.

Superbike Jerez Redding e Rea

Un week end quasi perfetto, segnato solo dalla vittoria nella Superpole Race di Rea, che ha pensato potesse essere il momento giusto per cambiare il corso del week end, ma come detto è stato solo uno sprazzo di verde in mezzo al rosso, con Gara2 ridotta ad una delle prestazioni più difficoltose per il cinque volte campione del mondo. Vista come oggi la situazione non è del tutto chiara, Rea non era chiaramente nelle migliori condizioni, diventa così difficile fare una valutazione oggettiva, di sicuro Gara1 e la Superpole Race con un forte recupero dell’inglese nel finale possono far suonare un campanello d’allarme in casa Kawasaki, con in aggiunta l’incognita di un campionato sprint senza gli spazi necessari per i recuperi dello scorso anno.


LE GARE

Gara1 del sabato dominata per quasi tutti i giri da Jonathan Rea, che partito dalla seconda casella della griglia ha imboccato immediatamente la via della fuga. A rincorrerlo una nutrita schiera di combattenti, da Redding, a Razgatlioglu, a van der Mark e Loris Baz. Di certo le sportellate dietro a Rea non sono mancate, non c’era accordo tra Toprak e Scott su chi dovesse essere il contendente alla vittoria, ma per buona parte della gara se ne è occupato Razgatlioglu di tenere testa a Rea, con anche qualche scaramuccia che li ha tenuti agganciati a Redding. Passata però la metà gara è stato Redding a rompere gli indugi, passando prima il giovane turco, e poi a sei giri dalla fine ha passato con molta sicurezza anche Rea, impostando la volata finale a cui Rea non ha potuto rispondere.

Superbike Jerez Chaz Davies

Storia differente per la Superpole Race, con Jonathan che scatta ancora una volta meglio di Redding e domina la gara, lasciando i due cagnacci Redding e Razgatlioglu a disputarsi l’osso, il tutto è sembrato a vantaggio del giovane turco, ma proprio nel momento in cui le due moto si sono affiancate, la Yamaha del giovane turco abbandona la battaglia per un guasto e prende la via del rientro. Una volta lasciato libero Redding inizia la rincorsa su Rea, ma i giri non bastano per arrivare al traguardo e dar vita ad un duello. Terzo si piazza Michael van der Mark, che si rifà del brutto episodio di Gara1, anche lui tradito dal motore della Yamaha, un male che attraverso le due massime serie e affligge tutte le moto dei tre diapason.

Gara2 che a questo punto ha il sapore di uno spareggio. Davanti in griglia questa volta c’è Rea, ma non ci sono grosse differenze, tranne il fatto che Redding fa una migliore partenza, e si mette subito in coda a Rea. Potrebbe sembrare il solito copione, una rincorsa alla lepre verde per tutta la gara, ma accade qualcosa di anomalo. Già al secondo gito Redding rompe gli indugi e si porta davanti a tutti iniziando subito a nutrire un piccolo divario che rende molto chiara l’idea: Rea non ne ha abbastanza. In effetti sono ben chiare le difficoltà, Rea non si scrolla di dosso gli inseguitori, a passarlo tocca prima al redivivo Chaz Davies, che sembra aver mascherato in questo week end la sua vecchia bicilindrica da V4, ma se la questione sembra chiusa Rea viene via via risucchiato dal gruppo di inseguitori, prima Razgatlioglu, poi un Ruben Rinaldi in grandissima forma e infine anche il compagno Alex Lowes. La difficoltà è chiara soprattutto perché Rea dopo il sorpasso del compagno si volta a vedere a che distanza è il prossimo, se c’è modo di limitare i danni. Il danno è stato provocato dalla scelta errata delle gomme, Rea unico a scegliere le dure che gli avevano dato ottime sensazioni in Gara1, sono diventate una trappola con il caldo di Gara2.

Superbike Jerez Redding e Davies

Un danno serio per il campione del mondo, che chiude il week end con una mezza vittoria e ben 24 punti di svantaggio, qualcosa non impossibile da recuperare in questa Superbike che mette a disposizione ogni week end 62 punti, ma non esattamente un buon presupposto. Capire quali sono le difficoltà della Kawasaki sarà importante, a fronte anche di una sorprendente forte crescita della Ducati Panigale V4R, capace in questo week end di restituirci anche un grande Chaz Davies, quarto un Gara1, quinto in Superpole Race, ma soprattutto secondo in Gara2 con una gara alla vecchia maniera, padrone della Ducati come fosse un attrezzo ginnico. Insieme a loro anche la quarta piazza in Gara2 di Rinaldi, o la buona prestazione di rientro di Marco Melandri, con un ottavo posto in Gara1 e un nono in Gara2.


Yamaha, la delicata

Yamaha sempre in rincorsa, alla casa dei tre diapason manca ancora qualcosa, oggi soprattutto l’affidabilità, ma non si può più dire che manca il pilota. Brutte da vedere invece BMW e Honda, galleggiano a metà classifica, in preda a piloti poco redditizi o a moto poco performanti, difficile da capire.

Insomma la baracca funziona, la Superbike diverte e sorprende nonostante il lavoro poco redditizio che ha portato a sole sette date ad ora, con la speranza, poca, che qualcosa si muova. L’autorevole blog di sport Crash.Net si è interrogato su quale sia davvero la collocazione di questa Superbike nel disegno Dorna, domanda che in molti si fanno da anni e in cui nessuno ad ora ci ha capito niente, nemmeno e soprattutto Dorna probabilmente.
Intanto con questo nuovo Redding, questo ritrovato Davies e il giovane Razgatlioglu possiamo dire che Rea avrà parecchio di cui preoccuparsi, ed è tutto di guadagnato per noi.

Prossimo appuntamento è con la MotoGP e Superbike, il calendario è fitto quasi come quello del calcio, si corre con le MotoGP a Brno, mentre le derivate correranno in Portogallo.

Michele Rubin

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