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Sabato, Sab Ott 2019

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Danilo Petrucci Mugello

MotoGP al Mugello da pazzi, i piloti mandano in scena un duello infuocato sul circuito toscano, lo stesso fuoco che arde nei tifosi che riempiono spalti e prati del più bollente dei circuiti del motomondiale, chi la spunta alla fine? Un toscano DOC, Danilo Petrucci.


Il passo gara si sapeva che Petrux lo aveva, ma pronosticare una vittoria del ragazzone della Ducati era quanto mai difficile, gli occhi erano puntati su alcuni altri piloti, tra cui il solito Marquez, il rookie Quartararo e magari anche un redivivo Andrea Dovizioso, reduce da una qualifica non proprio brillante, ma con warm-up più promettente. Danilo Petrucci primo davanti a tutti… naaa, simpatico, sorridente, fisico, ma per la volata finale c’erano altri candidati.

Petrucci e Dovizioso Mugello

Il week end aveva già dato qualche verdetto anomalo, quel Marquez su quella Honda che solitamente non vince al Mugello ma va in pole, anche se con qualche strascico e polemica sul brutto vizio dello spagnolo di dare interpretazione un po’ sua su cosa sia la correttezza, Valentino Rossi con un tempo che lo relega su una casella scandalosa sul circuito di casa, l’outing di Jorge Lorenzo che racconta una moto che non può andare bene per lui che va cambiata. Un po’ di tutto sul circuito circondato da pazzi festeggiamenti che vanno avanti giorno e notte.

In tutto questo si parla anche di Danilo Petrucci, dopo tutto il primo pilota Ducati e per giunta in prima fila non lascia indifferenti. Ma qualche affanno fisico prima della partenza faceva pensare che non potesse reggere fino alla fine, una brutta influenza, in mezzo a questo caldo torrido a guidare a 350 all’ora in mezzo ad una muta affamata, impossibile reggere.


LA GARA

La gara parte subito all’insegna di Marquez, il piltota spagnolo è l’unico dei primi che scatta bene, le Yamaha clienti e le Ducati annaspano per qualche istante, ma lo slancio migliore è quello di Dovizioso, che dalla nona posizione alla prima curva gira terzo. Tra i primi troviamo subito Jack Miller sulla Ducati del team Pramac, in speciale colorazione Lamborghini. E’ da subito una gara vissuta in pochi metri, quelli che separano i protagonisti di questa gara, che nelle prime fasi sono Marquez, Dovizioso, Miller, Crutchlow, Rins e Petrucci che si unisce al gruppo. Sono giri concitati, e chi anima di più la compagnia è Jack Miller, sempre votato all’attacco e aggressivo nella guida, ma anche l’unico in grado di rispondere “a tono” al Marquez più duro. Per qualche giro, con Bagnania che si unisce alla compagni, si inizia a credere che sia una Domenca buona per festeggiare la Ducati in casa.

Marquez Mugello

Gli indugi si rompono al quinto giro, quando sia Petrucci che Dovizioso passano Marquez, da qui la gara è una bagarre infinita. Non saranno gli unici a dare dispiaceri allo spagnolo, ci pensa anche Miller a piazzarsi davanti alla Honda, poi lascia il posto a Rins, e per qualche giro anche Crutchlow sembra poter essere della partita. Ma il quartetto si delinea giro dopo giro, con Alex Rins che riesce a mettere in luce ancora una volta le doti della sua Suzuki nella parte guidata, l’unico forse a riuscire a danzare e a sorpassare gli avversari con la stessa facilità, che poi lo vede però vittima dei supermotori Honda e Ducati in rettilineo. Una partita infinita, che negli utlimi giri sembra dare ragione ai due ducatisti, fino a quando imboccato l’ultimo rettilineo Marquez, che sembrava ormai arrendersi alle due Ducati, da tutto il gas possibile, passa le due rosse e arrivano all’ultima staccata praticamente appaiati. E’ qui il capolavoro di Petrucci, rimasto indietro vede i due contendenti andare leggermente larghi, quel tanto che basta per dargli modo di fulminarli, mentre Dovizioso resta in mezzo ad un panino che lo obbliga a mollare il gas. Il forlivese ci proverà per tutto il giro a riprendere Marc, ma al traguardo sarà solo terzo.

FACCE LUNGHE AL TRAGUARDO

La faccia di Petrucci dopo l’arrivo fa da contrasto a quella delusa, scura, di pietra di Andrea Dovizioso, e a giusta ragione. Questa poteva essere una gara di grande rilancio per il ducatista, che se fosse arrivato primo e Marquez terzo, qualcosa che si poteva concretizzare nella curva in fondo al rettilineo dell’ultimo giro, la classifica sarebbe stata ben diversa, con Dovizioso in testa al mondiale per un solo punto, un punto pesante. Il muso lungo di Dovizioso ci sta tutto, ma non può prendersela che con sé stesso, nel momento in cui doveva dare tutto, in quella curva, ha deciso di fare il Dovi che tutti amiamo, nel panino, nel momento in cui bisognava dare una spallata a Marquez, non l’ha data, è rimasto corretto. Secondo voi cosa avrebbe fatto Marc Marquez nelle stesse condizioni? Gas aperto con spallata o gas chiuso?

Dal canto suo il campione del mondo, pur non felice per aver lasciato una vittoria ad altri, fa il conto col bottino e dopo aver usato Dovizioso nelle qualifiche per prendersi la pole, gli fa anche uno sberleffo ricordando a tutti che l'importante per il mondiale era arrivargli davanti. Cosa si può dire ad un pilota che mal che vada arriva secondo?

Valentino Rossi Mugello

Occasione sfumata, se ne parla alla prossima occasione, sperando che il duo Ducati sia ancora così competitivo. Ma soprattutto che si possa rivedere anche Valentino Rossi insieme a questi piloti, dopo aver incontrato il peggiore dei week end, una tre giorni nera che lo ha relegato in mezzo ad un gruppo e che alla fine non gli ha lasciato scampo. Se qualifiche e gara non sono la stessa cosa, è anche vero che una qualifica così brutta penalizza troppo lo svolgimento della gara, oltre alla moto anche Valentino deve trovare soluzioni sue. La situazione Yamaha alla fine la salva Maverick Vinales, che riesce a portare una Yamaha fino al sesto posto, poco per una casa con tante ambizioni

Prossimo appuntamento è per settimana prossima con la Superbike, per il round di Jerez.

Wolf

Ritratto di Wolf

Risultati e classifiche

Foto di Marco Lanfranchi

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