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MotoGP Aprilia
MotoGP: questo lungo inverno gelido di astinenza
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Forse messa così è un po' pesante, ma i campionati mondiali delle massime serie sono andati in vacanze, sono passati solo pochi giorni dagli ultimi test della MotoGP, e noi già sentiamo un vuoto dentro che nemmeno un giro in moto può colmare, specialmente in questa stagione in cui la lama del freddo taglia anche la protezione di vestiti nati per la prossima era glaciale. I test invernali sono andati in scena, e sono apparsi come i trailer dei film della Marvel, quelli in cui la data di uscita di un film tanto attesa, dopo un provino sconvolgente, è programmata 12 mesi avanti, vergognoso!


Va detto che qualche garetta buttata lì durante l'inverno si potrebbe fare, dopotutto il mondo calcistico insegna che un po' di ciclo continuo all'appassionato piace, magari 3 garette invernali short da mezzo punteggio, o una corsa col sacco sulla pitlane del Mugello, giusto qualcosa per far passare il lungo inverno. Ovvio, anche la corsa coi sacchi necessita di schieramento con ombrelline!!!

MotoGP test Jerez 1

Il campionato MotoGP anche quest'anno ha offerto tanto spettacolo, per lo meno là dove le posizioni contano. Il regolamento che ha appiattito gli sviluppi elettronici ha permesso di livellare le prestazioni delle moto, portandole ad assomigliarsi nel tempo sul giro, ma per fortuna senza essere mai uguali. Resta l'analogico gusto nel concepire la moto, dove il carattere fatto di un mix sapiente di telaio, sospensioni, motore impresso dai progettisti e dal loro modo di intendere la moto, avanza ancora quella diversità che insieme al pilota crea qualcosa di unico. Ci avete capito qualcosa? Nemmeno io.


MESCOLIAMO IL MAZZO

Il 2018 si è concluso col dominio assoluto di Marc Marquez, incotestabile non tanto per il numero delle vittorie, ma per la esasperante solidità che ha portato il giovane spagnolo a vincere il campionato con diverse gare di anticipo. Se l'accoppiata con la Honda RCV è incontestabilmente un successo, se in acerba età lo si poteva dire un cavallo spesso imbizzarrito, oggi che ha imparato a fare i conti con le classifiche del mondiale, diventa un pessimo cliente per tanti, forse tutti. E senza mai perdere il gusto per il sangue, la zuffa e una buona vittoria, appena è lontamente plausibile.

Nel 2019 però le carte si mischiano, ci sono parecchie novità, e qualche conferma, che potrebbero dare il giusto movimento. I primi a fare il mescolone sono stati proprio i vertici di Honda HRC, che hanno deciso di portarsi in casa il "secondo pilota più veloce del mondiale", a detta sua, o meglio il campione più rognoso della MotoGP, Jorge Lorenzo. Carattere spigoloso, il maiorchino approda in Honda dopo due faticose stagioni in Ducati, che però sembravano ad una svolta. Approda in Honda con il dente già avvelenato con il nuovo compagno, reo secondo lui del suo ultimo infortunio, ma soprattutto con la bellicosa intenzione di vincere il mondiale. Forse con un pizzico di arroganza non si è fatto problemi a dichiarare di essere l'unico pilota a poter battere Marquez, declassando di fatto tutti i colleghi, Dovizioso compreso. Dopo i primi test Jorge sembra comunque essere pronto a fonteggiare il compagno, con un periodo di adattamento più breve di quello passato in Ducati.

MotoGP test Jerez 2

In casa Ducati ripiegano, si fa per dire, sulla terza chance per Andrea Dovizioso, dopo due stagioni ai vertici ma senza toccare il sogno del mondiale, il Dovi si deve giocare il tutto per tutto, come Ducati a giocare il tutto per tutto su di lui. La scelta di Danilo Petrucci non è stata infatti quella più voluta e quella più invasiva, l'abbandono di Jorge ha messo Ducati in un bel pasticcio, proprio nel momento in cui il maiorchino aveva preso confidenza con la GP18 e sembrava essere in grado di regolare tutti, compresa la sofferente Honda di Marquez. Ma forse i piani di Ducati sono a lungo termine, ma lo vedremo più avanti.


VALENTINO TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO


In casa Yamaha ormai i giochi erano fatti, piloti confermati con un velocissimo Vinales in grado di strapazzare i migliori, per quanto ne pensi Lorenzo, ma non ancora in grado mentalmente di correre sopra i problemi della Yamaha o di essere leader assoluto con una personalità ingombrante come quella di Valentino nel box. Yamaha però sembra avere già deciso che lo spagnolo è il futuro dei tre diapason, e il sospetto che le sue indicazioni inizino a pesare più di quelle del 9 volte campione del mondo aleggiano nell'aria, unica sfumatura di giallo è che Valentino notoriamente in gara è capace di correre più veloce dei problemi, e come ha dimostrato ancora quest'anno, di poter salire sul podio mondiale, se vincerlo è diventato troppo complicato.

Quel decimo titolo mondiale è un fantasma opprimente, per Rossi, ma forse ancor più per tifosi e appassionati. Marquez c'entra qualcosa? Buoni... non vi scaldate.

Sarà sicuramente interessante tener d'occhio i rookie, o gli ex rookie, italiani del prossimo campionato. Se per Francesco Bagnaia è un vero e proprio debutto, per Franco Morbidelli è una ripartenza, vera, dopo un anno di difficile apprendimento su una Honda che non gli è mai stata amica. Due piloti velocissimi, due piloti italiani che sono una grande promessa e che hanno alle spalle la protezione e le speranze di un Valentino Rossi sempre più team manager. Potrebbero essere la grande rivelazione del campionato 2019, pronti a diventare prime scelte per la stagione 2020, uno per Yamaha, con una M1 che è prenotata solo per altre due stagioni, e l'altro già su una Ducati semi-ufficiale. Occhio Petrux!

MotoGP test Jerez 4

Promesse sono anche quelle di alcune case, in odore di salto di qualità da un po' di tempo, come Suzuki e Aprilia, in cerca della luce dei riflettori, ma che sgomitando e approfittando di buone occasioni solo a fasi alterne. E' evidente che la migliore è stata Suzuki, che nel 2018 ha visitato qualche volta il podio, ma che ha deciso di rinunciare a Andrea Iannone puntando solo su Rins e al giovane Joan Mir. Una scelta molto criticata, ma che permette alla casa di Hamamatsu di crescere nel suo progetto. Iannone invece transita in Aprilia, andando a formare con Espargaro una coppia di grande livello e spessore, ma tutta da verificare insieme alla robustezza del progetto Aprilia, quest'anno più a fuoco, ma in crescita lenta, forse troppo lenta.


HONDA COPIA LA RICETTA DUCATI

I valori in pista ci dicono che le moto, almeno le prime tre Honda, Ducati e Yamaha, se pur differenti si equivalgono. Honda ha deciso di seguire più puntuale la strada mostrata da Ducati con un uso più sistematico e ufficiale dei team clienti, dai quali possono arrivare dati fondamentali, Yamaha insiste nel tenere una certa distanza dai team clienti, anche se sembra una strada che non paga. Il risultato lo vedremo solo a inizio stagione, ma se Ducati dovesse fare un altro passo in più, per gli avversari potrebbe diventare uno sforzo notevole reggere al decollo delle moto di Borgo Panigale.

Tanta roba, tanta carne al fuoco, con la promessa che presto anche KTM entri tra i big a combattere per le posizioni che contano, ma noi invece siamo condannati a guardarci per qualche mese solo i trailer, le anticipazioni, Valentino Rossi con la sua nuova ragazza "della porta accanto", Marquez con il solito sorriso e Lorenzo con il solito grugno. Finirà questa lunga estate calda... intendevo questo lungo inverno freddo? Non fatevi beccare da vostra moglie a usare le termocoperte al posto della borsa dell'acqua calda!

Wolf

Ritratto di Wolf