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- Scritto da Wolf

Questa Superbike parte dai blocchi di partenza della stagione 2013 come fosse uno sprint ai 100m, e se bisogna fare un paragone in pista c'erano un'unico solo re, un solo Usain Bolt, ma viene da Noale e si chiama RSV4!

Yamaha presenta il nuovo team Factory che prenderà parte al campionato MotoGP con tutta la risonanza che la macchina del marketing può creare. L'attesa per la nuova, vecchia, coppia che prenderà il via in Qatar non è solo nei risultati ma anche nel rapporto dentro il box. Vanno già colti alcuni segnali, per lo più anticipati, relativamente al fatto che la prima faccia che viene mostrata è quella di Jorge Lorenzo.
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Evidentemente i gusti sono gusti, ma come succede a sentire certi commenti a riguardo della Superbike da parte dei commentitatori della MotoGP, accade anche nel sentirli dire che questa è stata una gara anomala, rovinata dall'asfalto. Cari signori, vivete in un altro pianeta, questa è stata una delle poche gare non soporifere del campionato.

Una gara ricca di spunti... quella che alla vigilia tutti si aspettavano di vedere, ma alla fine il copione è andato al di là delle aspettative. Se Casey Stoner in casa sua è stato più canguro mannaro del solito, Jorge Lorenzo non ha fatto nient'altro che rubargli la scena.

Dunque alla fine è giunta! Dopo mille storie e mille film, alla fine l'invasione degli ultra corpi è arrivata, e uno dei primi ad essere stato sostitutito è Hanry Dani Pedrosa Potter. Cinque vittorie su sei gare, e vola sull'acqua come fosse il suo normale mestiere. Ma chi è?

Sono tempi duri per l'Italia che va in moto, e il podio tutto spagnolo sotto il cielo grigio di Motegi ne è testimone. Un Pedrosa pressochè perfetto, su una Honda davvero troppo a punto anche per la guidabilissma Yamaha, hanno messo alle corde l'arrendevole "ragioniere" Jorge. La gara? Mamma che sonno!