L’annuncio sul sito ufficiale della MotoGP, la nuova proprietà inizia a mettere mano al campionato prototipi, via Phillip Island, dentro Adelaide.
E’ quasi scandaloso solo a pronunciarlo, uno dei circuiti più blasonati, più iconici, più apprezzati da piloti e addetti ai lavori, dal 2027 Phillip Island non farà più parte del calendario della MotoGP. E’ tutto frutto della nuova proprietà della MotoGP, quella Liberty Media già proprietaria della Formula1, che inizia a dare la sua impronta al campionato prototipi, con una prima mossa che destabilizza tutti: reintrodurre i circuiti cittadini.
Il circuito di Adelaide, che sarà il nuovo circuito australiano della MotoGP dal 2027, si sviluppa all’interno della città di Adelaide, destando forte preoccupazioni nei piloti, ma soprattutto negli addetti ai lavori, i primi ad esporsi nell’avanzare perplessità e critiche verso questa decisione. E’ Nico Cereghini dai suoi canali a ricordare il tributo di sangue versato nei circuiti cittadini, prima che fossero esclusi dal calendario dai campionati prototipi. Lo stesso fa Carlo Pernat, intervistato dai canali di Moto.it, invitando i piloti a riunirsi finalmente in un’associazione capace di far sentire la propria voce, con un personaggio forte e apprezzato al comando, non per evitare questa evoluzione del nuovo promoter, ma per assicurare che tutti i criteri di sicurezza e salvaguardia dei piloti vengano tutelati.
E’ lo stesso comunicato del nuovo promoter, per bocca di Carlos Ezpelata, ad assicurare che l’incolumità dei piloti sarà sempre al primo posto, ma nello stesso comunicato si parla di moto che sfrecciano a 340 chilometri all’ora per le strade di Adelaide, creando una certa dissonanza. Non ci resta che attendere e sperare che tutto sia preparato al meglio e capire se la FIM avrà una parte attiva nella salvaguardia dei piloti.
Nel frattempo, per gli appassionati resta l’amarezza di non vedere più le MotoGP sugli splendidi sali e scendi di Phillip Island, con le moto che sparire tra le onde del mare.