Ci sono idee che, quando nascono, sembrano troppo strane per funzionare. Poi passa qualche anno, qualcuno ci crede davvero, la tecnologia migliora e quella che sembrava una stranezza diventa quasi normale. I caschi flip-back appartengono proprio a questa categoria.
Per molti motociclisti il casco modulare è sempre stato quello classico: mentoniera che si apre verso l'alto, sosta al distributore, due parole con gli amici, pagamento del pedaggio e si richiude. Un meccanismo semplice, efficace e ormai consolidato.
Ma c'è sempre stato qualcuno che ha pensato: "E se la mentoniera, invece di fermarsi sopra la fronte, finisse completamente dietro la testa?"
Noi fedeli al provato davvero, dal 2013 abbiamo sperimentato alcune proposte delle aziende in questa direzione, in qualche caso l’evoluzione stessa, e sperimentato i pro e i contro di questa idea.
In qualche caso ci sono state delle ulteriori versioni, in altre novità assolute, poi ci sono modelli che non sono arrivati in redazione, ma senza provarli è difficile parlarne davvero.
Quando Roof cambiò le regole
Se oggi parliamo di flip-back è impossibile non partire da Roof.
Negli anni Novanta il marchio francese presentò il celebre Boxer, un casco che fece discutere praticamente tutti. C'era chi lo trovava geniale e chi lo considerava un esercizio di stile, ma una cosa era certa: nessuno rimaneva indifferente.
La mentoniera ruotava di 180 gradi andando ad appoggiarsi completamente dietro la calotta. Non era solo una scelta estetica: il casco risultava molto più equilibrato quando veniva utilizzato aperto, senza quella "vela" sopra la testa tipica dei modulari tradizionali.
Per anni Roof è rimasta praticamente sola in questo segmento. Il Boxer è diventato un oggetto di culto, ma il mercato sembrava non essere ancora pronto.
La tecnologia raggiunge l'idea
Come spesso accade nel mondo delle due ruote, una buona intuizione aspetta semplicemente il momento giusto.
Negli ultimi anni materiali più leggeri, sistemi di bloccaggio più sofisticati e omologazioni sempre più evolute hanno permesso ai costruttori di riprendere quel concetto e svilupparlo in maniera moderna.
Il flip-back è così passato da curiosità di nicchia a categoria vera e propria.
Shark Evo: eleganza francese
Anche Shark ha deciso di seguire questa strada con l’evo, un casco pensato soprattutto per chi macina chilometri.
L'apertura completa della mentoniera rende l'utilizzo in configurazione jet molto naturale, migliorando il bilanciamento e riducendo quella sensazione di peso in avanti tipica dei modulari tradizionali.
Shark ha inoltre lavorato molto sull'aerodinamica e sulla silenziosità, aspetti fondamentali per chi passa intere giornate in sella.
Test Shark Evo-One – 2016 
LS2: il marchio che ha creduto davvero nel flip-back
Probabilmente il costruttore che più di tutti ha investito in questa filosofia è LS2.
Prima con il Valiant, poi con il Valiant II e infine con l'Advant e le sue evoluzioni, il marchio spagnolo ha reso il flip-back accessibile ad un pubblico molto ampio.
Non si tratta semplicemente di avere una mentoniera che gira all'indietro. Tutta la progettazione ruota attorno a questo principio: distribuzione dei pesi, ergonomia, praticità e possibilità di utilizzare il casco realmente sia come integrale sia come jet.
È probabilmente il costruttore che ha contribuito maggiormente alla diffusione di questa tipologia di casco.
Test:
LS2 Valiant FF399 – 2018
LS2 Valiant II - 2021
LS2 Advant X Carbon – 2023 
Scorpion EXO-Tech: praticità e carattere
Anche Scorpion ha interpretato il concetto flip-back con l'EXO-Tech.
Uno dei punti forti è la rapidità del sistema di apertura, accompagnata da una linea decisamente sportiva che rompe un po' gli schemi del classico casco modulare turistico.
Chi lo sceglie spesso cerca proprio questo: un casco pratico ma con un design meno "da turista".
Test Scorpion EXO Tech - 2019 
Nolan N120-1: l'esperienza italiana
Quando anche Nolan ha deciso di entrare nel segmento era evidente che il flip-back fosse ormai diventato un mercato maturo.
Il N120-1 rappresenta la sintesi dell'esperienza maturata dall'azienda italiana nei caschi modulari, applicata ad una cinematica completamente nuova.
Grande attenzione è stata dedicata al comfort, all'equilibrio della calotta e naturalmente alla sicurezza, elementi da sempre nel DNA del marchio bergamasco.
Test Nolan N120-1 - 2025 
Caberg Trip: il nuovo arrivato
Tra gli ultimi ad affacciarsi in questa categoria troviamo Caberg, che con il Trip porta la propria interpretazione del casco flip-back.
L'obiettivo è quello di offrire un casco estremamente versatile, capace di accompagnare il motociclista nel turismo, nel commuting quotidiano e nelle uscite del fine settimana.
Una proposta che conferma come ormai questa architettura non sia più un esperimento, ma una vera alternativa ai modulari tradizionali.
Test Caberg Trip - 2026 
Perché scegliere un flip-back?
La differenza principale non è tanto nell'apertura, quanto nel comportamento del casco una volta aperto.
Con la mentoniera completamente dietro la nuca il peso risulta meglio distribuito, il casco appare più compatto e l'effetto vela ad alte velocità diminuisce sensibilmente.
Anche dal punto di vista estetico molti motociclisti preferiscono una linea più pulita rispetto ai modulari tradizionali con la mentoniera sopra la fronte.
Naturalmente esistono anche alcuni compromessi: la cinematica è più complessa, il progetto richiede maggiore precisione costruttiva e, a parità di materiali, il peso può risultare leggermente superiore rispetto a un integrale.
Soprattutto la sezione frontale è maggiore, ma anche qui a qualcosa bisogna pur rinunciare.
Il futuro è già qui
Oggi il casco flip-back non è più una curiosità da salone o un prodotto destinato a pochi appassionati.
È diventato una delle categorie più interessanti del panorama motociclistico, capace di soddisfare chi cerca versatilità senza rinunciare a sicurezza e comfort.
E fa sorridere pensare che tutto sia partito da un costruttore francese che, molti anni fa, ebbe il coraggio di chiedersi una cosa semplicissima: "Perché fermare la mentoniera sopra la testa quando può continuare a girare?"
A volte le rivoluzioni nascono proprio così. Da un'idea che inizialmente sembra strana. Poi salgono in moto, percorrono qualche migliaio di chilometri... e diventano la normalità.
I Pro e i Contro dalle nostre prove
Roof Boxer e Boxer Alpha – Il padre di tutti i flip-back
Ideale per: gli appassionati dello stile e chi vuole un'icona.
È impossibile parlare di caschi flip-back senza citare Roof. Il Boxer ha inventato questa filosofia e ancora oggi mantiene un fascino unico. Design inconfondibile, personalità da vendere e una soluzione tecnica che ha fatto scuola.
Pro
- Il casco che ha inventato il concetto flip-back.
- Design ancora oggi originale.
- Grande personalità.
Contro
- Filosofia più "di carattere" che turistica.
- Comfort e insonorizzazione meno moderni rispetto ai progetti più recenti.
Shark Evo-One – Il gran turismo francese
Ideale per: chi percorre molti chilometri.
Con il Levo, Shark ha reinterpretato il flip-back puntando su comfort, aerodinamica e silenziosità. È un casco pensato per il turismo veloce, con una costruzione curata e una qualità percepita di alto livello.
Pro
- Ottimo comfort sulle lunghe percorrenze.
- Aerodinamica curata.
- Materiali e finiture di qualità.
Contro
- Prezzo nella fascia medio-alta.
LS2 Advant X (e famiglia Advant) – Il miglior rapporto qualità/prezzo
Ideale per: chi vuole entrare nel mondo flip-back senza spendere una fortuna.
LS2 è probabilmente il marchio che più ha contribuito alla diffusione dei caschi a mentoniera reversibile. Dal Valiant fino all'Advant e all'Advant X, l'azienda ha affinato un progetto diventato un punto di riferimento del settore.
È il casco che consigliamo a chi cerca il miglior equilibrio tra dotazione, comfort e prezzo.
Pro
- Rapporto qualità/prezzo eccellente.
- Disponibile anche in versioni premium.
- Sistema di rotazione ormai molto collaudato.
Contro
- Volumi esterni leggermente importanti rispetto ad alcuni concorrenti.
Scorpion EXO-Tech – Sportivo dentro
Ideale per: chi vuole un modulare con un look aggressivo.
Scorpion ha scelto una strada diversa rispetto ai classici modulari turistici. L'EXO-Tech ha linee tese, un'impostazione più sportiva e un sistema flip-back rapido e intuitivo.
È perfetto per chi alterna città, gite domenicali e qualche viaggio.
Pro
- Design moderno.
- Apertura fluida.
- Ottima ventilazione.
Contro
- Calzata piuttosto specifica: meglio provarlo prima dell'acquisto.
Nolan N120-1 – L'eccellenza italiana
Ideale per: chi cerca qualità costruttiva e sicurezza.
Con il suo primo flip-back, Nolan ha portato tutta l'esperienza maturata nei modulari tradizionali in un progetto completamente nuovo. Il punto di forza è il bilanciamento della mentoniera quando viene ruotata posteriormente, riducendo il cosiddetto "effetto vela" durante la guida aperta.
Pro
- Qualità costruttiva elevata.
- Ottimo equilibrio in configurazione aperta.
- Sicurezza e comfort ai massimi livelli.
Contro
- Prezzo superiore alla media.
Caberg Trip – La sorpresa del 2026
Ideale per: chi desidera un flip-back moderno senza spendere cifre elevate.
È il primo casco flip-back sviluppato da Caberg e arriva sul mercato con idee interessanti. La mentoniera ruota di 180° grazie a un unico fulcro, è omologato ECE 22.06 P/J e introduce anche il sistema Caberg SOS Medical ID basato su tecnologia NFC.
Se manterrà sul campo le promesse viste sulla carta, potrebbe diventare uno dei protagonisti della categoria.
Pro
- Ottimo rapporto tra dotazione e prezzo.
- Tecnologia SOS Medical ID.
- Sistema flip-back semplice e intuitivo.
Contro
- Essendo un progetto recente, serviranno molti chilometri e tante prove per valutarne il comportamento nel lungo periodo, anche se il doppio utilizzo alla 20000 Pieghe 2026 ha dato già indicazioni molto positive

In conclusione
Oggi scegliere un casco flip-back non significa più optare per una soluzione di nicchia. Significa decidere quale interpretazione della stessa filosofia si adatta meglio al proprio modo di vivere la moto.
C'è chi cerca il fascino intramontabile del Roof, chi punta sul comfort del Shark, chi vuole il miglior rapporto qualità/prezzo dell'LS2, chi preferisce il carattere dello Scorpion, chi si affida all'esperienza Nolan e chi è curioso di scoprire il nuovo Caberg Trip.
La buona notizia è che, finalmente, la rivoluzione iniziata oltre trent'anni fa ha trovato il riconoscimento che meritava. E oggi il motociclista ha davvero la possibilità di scegliere.
Elenco dei nostri test:
LS2 Valiant FF393 – 2013 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/1179-ls2-ff393-test-amotomio.htm
Shark Evo-One – 2016 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/2345-shark-evo-one-test-amotomio.html
LS2 Valiant FF399 – 2018 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/3095-ls2-valiant-ff399-test-amotomio.html
Scorpion EXO Tech - 2019 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/4652-casco-scorpion-exo-tech-test-amotomio.html
LS2 Valiant II - 2021 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/6043-test-casco-ls2-valiant-ii-apribile-regala-qualcosa.html
LS2 Advant X Carbon – 2023 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/7796-ls2-advant-x-carbon-evoluzione-continua.html
Nolan N120-1 - 2025 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/9110-test-casco-nolan-n120-1-ribaltabile-allitaliana.html
Caberg Trip - 2026 - https://www.amotomio.it/le-nostre-prove/9836-test-caberg-trip-esordio-reversibile.html
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