Categoria: Le nostre prove

Maxi-Enduro, maxi-scooter, maxi-tourer, il mondo delle due ruote sembra essere popolato prevalentemente da “maxi”, ma per fortuna non è sempre così.


Certo, basta guardare anche le “pagine” del nostro magazine per rendersi conto che le “grosse” fanno sempre la voce grossa nel mercato moto ed è forse per quello che guidare una compatta, svelta e agile naked riporta il piacere di guida alla sua essenza più pura.

La Triumph Trident 660 fa parte delle nude di cui sopra (per fortuna). Non una novità assoluta, questo è certo, ma una rivisitazione in chiave “2025” di un modello interessante (molto interessante) che è stato ulteriormente migliorato.  Ad un occhio poco attento potrebbe sembrare “sempre la stessa moto”, poiché di base linee e design non mutano, ma i contenuti virano verso una evoluzione degna di nota per la “piccola” inglese che inizia a stupire già dal momento stesso in cui sali in sella.

triumph trident 660

MA…E’ TUTTA QUI?

Questo è il primo pensiero, a  dire il vero un  po’ ignorante, che mi balena nella testa appena salgo sulla Trident; reduce da tutta una serie di test di moto decisamente più grosse (anche troppo per il mio fisico) salire in sella a questa naked corta è compatta è in un primo momento destabilizzante. Volendo sintetizzare: due ruote, un manubrio, sella corta e serbatoio dalle forme generose…l’essenza della moto! Niente carene enormi o plexi che sembrano vetrate panoramiche , la Triumph Trident 660 sembra uscita da uno di quei film dove il protagonista salta in sella ad una “moto” e sfreccia nella notte alla ricerca di criminali…anzi a dire il vero per certi aspetti di design non mi stupirebbe di vederci Batman in sella.

 

Divagazioni fantasiose a parte, ancora con i piedi ben poggiati a terra (finalmente tocco!!!!) e il manubrio stretto tra le mani si assapora già quanto la Trident 660 possa offrire. Posizione di guida bene equilibrata facilitata da una triangolazione sella, manubrio, pedane pensata per accontentare tutti ma che sembra cucita addosso ai miei 170 cm di altezza.  La sella rastremata verso il serbatoio favorisce ancora di più un buon appoggio dei piedi a terra, con una piacevole sensazione di sicurezza, e controllo delle mezzo, anche “da fermo” che può coinvolgere e soddisfare anche i neofiti. Bella la sella corta e a sbalzo che pur offrendo anche un discreto spazio per il passeggero contribuisce notevolmente ad “accorciare” il disegno d’insieme della moto. Su questo particolare si apre poi una mia personale contraddizione in termini di gusto: adoro le selle a sbalzo senza portatarga “appeso”, ma non amo particolarmente targa e frecce posizionate in basso vicino alla ruota posteriore. Insomma non sono mai contento, ma nel caso della Trident la visione d’insieme del posteriore è molto soddisfacente. In realtà tutta la linea delle nuda inglese è armoniosa e “affasciante” in senso ampio. Le linee sono fuor di dubbio moderne, ma con tanti richiami “classici” (passatemi il termine) tanto cari al marchio inglese; su tutte il fanale anteriore tondo senza troppi orpelli o il motore comunque bene in vista.

Il serbatoio ha una capacità di 14 litri anche se sembra più grosso. Con il pieno e tutti i liquidi il peso totale della moto resta ben al di sotto del 200 kg con un valore  in ordine di marcia dichiarato di circa 190 kg, altro punto favorevole per chi sta iniziando o semplicemente vuole una moto poco impegnativa.

Ma è giunto il momento di girare la chiave

CHE BELLO IL TRE CILINDRI

Devo confessare che il “tre” mi ha sempre in qualche modo affascinato, un sapiente mix tra il bicilindrico (sono cresciuto motociclisticamente con “bi” davvero scorbutici ) e l’eccessiva “morbidezza” di un 4. Un frazionamento che consente una buona spinta fin da subito e una schiena che regge fino ad alti regimi tutto a favore del piacere di guida. Per la Triumph Trident 660 il motore 2025 eroga una potenza di 81 cv a 10.250 giri e una coppia di 64 Nm a 6.250 giri. Dati che così snocciolati dicono poco, ma che uniti al peso ridotto trasformano la Trident in una vera e propria fun Bike. Tra l’altro nella versione 2025 troviamo di serie il quick-shifter, molto comodo nella vita di tutti i giorni, ma che aggiunge divertimento a manate nel misto e tra le curve. La piattaforma inerziale ora dotata di IMU fa da supporto a tutti i controlli elettronici ora in grado di leggere (e lavorare) sull’angolo di piega. L’ABS non è mai invasivo, mentre non è raro, se si guida con il coltello tra i denti, far entrare in funzione il controllo di trazione, diciamo un po’ sensibile, ma che traduce il suo intervento in un alta soglia di sicurezza, e non solo per chi è alle prime armi.

Come accennato nel capitolo precedente la posizione in sella è subito confortevole regalando una sensazione di controllo totale del mezzo sia nelle manovre a bassa velocità sia quando si guida nel misto, dove la Trident esegue gli ordini impartiti dal pilota con immediatezza, scendendo veloce in piega e rialzandosi altrettanto fulmineamente dando gas in uscita di curva. Le sensazioni di guida e di divertimento sono ottime, con l’impressione di una moto che soprattutto in mappa “sport” diventa piccante, ma che non vuole mai metterti in difficoltà (a meno che tu propri non te le vada a cercare). Si può danzare tra le curve usando pochissimo freno e facendosi aiutare dal frazionamento del motore che perdona anche una (o più) scalate sbagliate riuscendo a girare rotondo anche con una marcia troppo alta. La nuova forcella lavora bene trasmettendo sempre fiducia, mentre il posteriore copia le asperità in maniera abbastanza “fedele” il che si traduce in un minimo di discomfort sulle strade bombardate o sui pavè della città. 
Ecco città, poiché la Trident 660 può soddisfare il suo proprietario si per commuting giornaliero verso il lavoro, sia per divertirsi tra le strade di montagna, senza disdegnare (magari con gli accessori giusti) il turismo di medio raggio. Con un serbatoio da 14 litri e consumi oltre i 20 Km/litro fare più di 300 km con un pieno non è certo utopia.

Se volete viaggiare in coppia il consiglio è quello di “regalare” al passeggero due maniglie (optional) per aggrapparsi meglio altrimenti il rischio è quello di litigi molto accesi ad ogni uscita, soprattutto se come il sottoscritto amate sentire la “coppia” del Tri lavorare a fondo.

Tre le mappe disponibili, Rain, Road e la nuova Sport pensata per una erogazione più immediata ed adrenalinica.

PER TUTTI

Dopo il nostro long-test ci è parso evidente che il progetto Trident 660 è rivolto a tutti, anche a neofiti (lo abbiamo detto più volte) con anche una versione dedicata alla patente A2. Una moto equilibrata, facile da capire, mai rabbiosa che può soddisfare al contempo chi si approccia ad un motociclismo tranquillo e chi cerca un mezzo polivalente ma che sappia “far rizzare” i peli quando si chiede emozione al comando del gas.

Il prezzo?? Giusto, €. 8.395,00 secondo il sito Triumph Italia, ma non è difficile trovare qualche  super offerta a prezzi inferiori.
Quale scegliere? Beh la versione è unica, ci si può divertire con il colore della livrea, che nell’abito giallo/nero della nostra prova “spacca di brutto”, ma che anche nella versione tribute non è niente male.

Concludo con un esempio di vita vissuta. Dopo la mia prova, vista e toccata con mano, un componente della nostra famiglia se n’è innamorato così tanto che nel giro di una settimana l’ha acquistata….com’era il vecchio slogan…?....ah già < provare per credere >

Tutti i dati tecnici sul sito Triumph Motorcycles Italia

Foto di Cristina Pertile

Abbiamo utilizzato: Casco Carburo - Maschera Ariete - Giacca Clover Rambla (click qui) - Pantaloni Clover Sys Pro Light (click qui) - Scarpe Stylmartin Zed Air (click qui) 

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